Il fantasma di Lumholtz
- Autore: Morten A. Strøksnes
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Iperborea
- Anno di pubblicazione: 2026
Carl Lumholtz, un nome che non ci dice molto. Però, grazie al libro Il fantasma di Lumholtz, edito da Iperborea e scritto da Morten A. Strøksnes (2026, trad. di Alessandro Storti), scopriamo le peripezie di questo esploratore norvegese vissuto tra XIX e XX secolo in più parti del mondo, dove si è recato come indagatore delle parte ignote del globo.
Lumholtz però non era un esploratore. Lo è diventato nel tempo, perché lui, trentenne di Lillehammer con in tasca una laurea in Teologia, non avendo la più pallida idea di che cosa fare, decise di sfruttare le cose che gli riuscivano bene, anzi meglio: catturare animali e impagliarli. Da qui, grazie anche al contatto con alcuni musei, Lumholtz decise di partire per l’Australia - siamo attorno al 1880 -, con l’intento preciso di prendere gli animali tipici dell’altra parte del globo e mandarli ai musei della Norvegia. Grazie a queste esperienze Lumholtz ebbe modo di vivere a stretto contatto con gli indigeni della regione Herbert-Burdekin, nel Queensland settentrionale, conoscendone in modo approfondito usi, tradizioni e costumi, perché quello che interessava all’esploratore norvegese era sì approcciarsi a queste popolazioni sconosciute, ma anche indagare il loro mondo a livello di struttura sociale e relazionale, cosa che molti altri studiosi del settore non avevano preso in considerazione. Il tutto finì poi nel testo Nel paese dei cannibali, uscito nel 1890.
Dal mondo australe, Lumholtz, tra una conferenza e l’altra, si spostò poi in Messico, non da solo questa volta, ma con Carl Vilhelm Hartman, antropologo e botanico svedese. Quello che il protagonista fece fu rimanere per una ventina di anni (fino al 1910) in Messico, facendo spedizioni pagate dell’American Musem of Natural History. In questi due decenni, Lumholtz riuscì a conquistare la fiducia di tante popolazioni indigene che lo accolsero condividendo con lui la loro cultura. Tra i popoli incontrati ricordiamo i Cora, i Tepehuán, i Pima Bajo e in particolare i Tarahumara, con i quali visse per più di un anno, e Taraschi nella zona della Sierra Madre settentrionale. Queste esperienze finirono poi nei due tomi di Unknown Mexico usciti attorno al 1910. Tra le pagine Lumholtz raccontava gli animali trovati, la flora (peyote compreso e suo utilizzo), ma anche il modo in cui queste popolazioni si vestivano, come si comportavano o come affrontavano la morte e, non a caso, fu uno dei prima a raccontare la cultura delle tombe a pozzo.
Tra le ultime mete di Lumholtz troviamo l’India (1914-1915) e il Borneo (1915-1917), dove Lumholtz incontrò, assieme ai suoi compagni, le maggiori difficoltà per intoppi legati alle condizioni meteorologiche e pure di salute che travolsero un po’ tutti, rendendo ancora più precario lo stato fisico di Lumholtz (morì di tubercolosi).
Il fantasma di Lumholtz è un libro dove la biografia, la storia, l’antropologia, il reportage, l’avventura e il folklore si mescolano nella ricostruzione della vita di un uomo. Un testo suddiviso a sua volta in cinque libri interni, che si pone come un avventuroso viaggio nelle località del mondo esplorate da Lumholtz ma, allo stesso tempo, nelle sue scoperte e in quel suo appropriarsi della cultura altrui che potrebbe essere vissuto come una sorta di “furto”, ma che fu importante, perché permise al mondo di scoprire quelle parti umane, culturali e naturali ancora sconosciute. Certo è che ciò che caratterizzava Lumholtz in questi suoi viaggi, vissuti come vere e proprie missioni, era quel suo bisogno di avere un rapporto empatico, umano e di fiducia con gli indigeni con i quali si relazionava.
Nel libro Il fantasma di Lumholtz, l’autore Strøksnes ripercorre gli stessi passi dell’esploratore norvegese e lo fa nei tempi contemporanei. Questo gli permette non solo di vedere i luoghi visti e vissuti da Lumholtz, ma di scorgere anche cosa è cambiato nel corso del tempo, quindi individuare quanto è rimasto del passato e quanto è stato modificato. Cambiamenti che portano Strøksnes a chiedersi come Lumholtz, grande esploratore finito purtroppo troppo presto nel dimenticatoio, li avrebbe valutati se li avesse visti e fosse stato qui nel nostro presente.
Il fantasma di Lumholtz: Intorno al mondo sulle tracce di un esploratore dimenticato (Gli Iperborei Vol. 406)
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