- Autori: Nicola Mariani e Lupo Rattazzi
- Genere: Storie vere
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2026
La sera del 27 ottobre 1962 il “Morane-Saulnier 760 Paris II” che trasporta il presidente dell’ENI Enrico Mattei precipita a poche miglia da Linate, al termine di un volo da Catania. Con lui muoiono il pilota Irnerio Bertuzzi e il giornalista statunitense William McHale. Le due commissioni d’inchiesta istituite subito dopo la tragedia – una tecnica e una penale – arrivano entrambe alla stessa conclusione: un incidente riconducibile alla casistica aeronautica nota come LOC-I (Loss of Control in Flight), una perdita di controllo in volo. Sul relitto e sui corpi non emergono tracce di esplosivi, né segni di sabotaggio o di un attentato. Nonostante ciò, nel 1994 il pubblico ministero Vincenzo Calia decide di riaprire il caso, dando credito all’ipotesi di un attentato orchestrato contro Mattei, iniziando una lunga e complessa istruttoria destinata a influenzare profondamente l’immaginario pubblico attorno alla vicenda.
L’istruttoria si concluderà il 20 febbraio 2003, quando lo stesso Callia depositerà presso il Giudice per le indagini preliminari, Fabio Lambertucci, la sua richiesta di archiviazione. L’inchiesta, durata un decennio, si chiuderà formalmente senza rinvii a giudizio (fatta eccezione per il contadino Mario Ronchi, testimone della caduta del velivolo, accusato di falsa testimonianza), ma con una convinzione netta da parte dell’inquirente: secondo Calia, l’aereo a bordo del quale viaggiava Enrico Mattei precipitò la sera del 27 ottobre 1962 a causa di un ordigno esplosivo collocato sul velivolo e attivatosi durante la fase di preparazione all’atterraggio all’aeroporto di Milano-Linate. In altre parole, per il magistrato il fondatore e primo presidente dell’ENI rimase vittima di un attentato. Tale conclusione non venne però accolta dal GIP Lambertucci, il quale ritenne non solo insufficiente il quadro probatorio per individuare eventuali responsabili, ma soprattutto priva di un fondamento probatorio solido la stessa ipotesi di un delitto.
Eppure, le “Richieste del pubblico ministero” redatte da Calia divennero negli anni successivi il riferimento quasi esclusivo di una vasta produzione editoriale e audiovisiva dedicata al caso: libri d’inchiesta, documentari, film per la televisione e sceneggiati hanno riproposto in modo pressoché invariato la ricostruzione formulata dal magistrato. Secondo tale narrazione, l’aereo di Mattei sarebbe stato sabotato mediante una carica esplosiva collegata al sistema di comando del carrello; i mandanti andrebbero cercati tra le grandi compagnie petrolifere internazionali – le cosiddette “sette sorelle” – oppure tra gli ambienti dell’OAS francese o ancora nelle cerchie più vicine allo stesso Mattei, in particolare attorno alla figura di Eugenio Cefis. Nel medesimo quadro interpretativo vengono spesso ricondotte anche le misteriose scomparse del giornalista Mauro De Mauro e di Pier Paolo Pasolini, presentate come eventi collegati alla morte del presidente dell’ENI.
Il caso Mattei. I fatti contro il mito (LoGisma, 2026), scritto da Nicola Mariani, studioso di storia contemporanea e docente di materie letterarie nelle scuole secondarie, e Lupo Rattazzi, Presidente della compagnia aerea Neos SpA e Vicepresidente della Società di Gestione dello scalo civile dell’Aeroporto di Grosseto, nasce dall’esigenza di superare questa narrazione. Mariani e Rattazzi confutano questa vulgata con una ricerca storica rigorosa, che permette di riconsiderare criticamente l’intera costruzione della teoria dell’attentato. Gli autori ricostruiscono l’origine ambigua di quella narrazione alternativa, ne mostrano le fragilità e presentano elementi nuovi che ne mettono in discussione le conclusioni, restituendo alla vicenda la sua dimensione fattuale e alla storia la sua coerenza.
Sostiene Lupo Rattazzi:
La tesi del sabotaggio non mi ha mai convinto del tutto [...] Le perplessità iniziali si sono trasformate in dubbi più articolati quando ho analizzato la relazione dell’indagine tecnica condotta dall’Aeronautica Militare tra l’ottobre 1962 e il marzo 1963, e, successivamente, l’inchiesta del magistrato Calia. Nell’indagine del pubblico ministero ho individuato elementi problematici, tra i quali spicca la ricostruzione relativa alla presenza, in Sicilia il 26 e 27 ottobre 1962, del comandante Ferdinando Bignardi e del secondo Morane-Saulnier 760 dell’ENI, marche I-SNAI. Secondo Calia, in quei giorni sull’isola si sarebbero trovati entrambi i velivoli della flotta ENI – l’I-SNAP, impiegato da Mattei, e l’I-SNAI – ma tale affermazione non regge a un’analisi documentale rigorosa […] [ulteriori documenti analizzati da Rattazzi avrebbero confutato la presenza dell’altro velivolo, ndr] né il comandante Bignardi né l’I-SNAI si trovavano a Catania in quelle date. Ne deriva che fu il solo I-SNAP a effettuare tutti i voli programmati, compreso quello della mattina del 27 ottobre, un collegamento di andata e ritorno tra Catania e Gela.
Spiega Nicola Mariani:
Il presente libro nasce dall’esigenza di superare questa narrazione ormai canonizzata. Basato su materiali inediti e su una nuova analisi delle fonti disponibili, esso intende mettere criticamente in discussione la tesi dell’attentato e ricostruire il contesto culturale, politico, economico e mediatico nel quale tale ipotesi è maturata e si è affermata, tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta. Una pubblicistica che, per la sua forza suggestiva e per la sua capacità di incidere sull’immaginario collettivo, ha esercitato un’influenza significativa anche sull’indagine condotta dal magistrato Calia.
Il risultato è un’indagine che non si limita a smontare una tesi, ma che restituisce complessità, contesto e proporzione a uno degli episodi più discussi dell’Italia del dopoguerra, riportando al centro ciò che, secondo gli autori del libro, le fonti realmente documentano.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il caso Mattei. I fatti contro il mito
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