Il mare non è solo spiagge e divertimento. L’affrontare le onde è stato raccontato in migliaia di modi; l’imprevedibilità delle correnti e le storie più o meno leggendarie su mostri marini immaginano la mente di poeti e di scrittori dall’epoca dell’antica Grecia.
Il mare è stato nel tempo anche simbolo dell’imprevisto e dell’incredibile, oltre che della miseria della vita umana di fronte alla grandezza della natura. Dopo aver letto Ci vuole così poco, testo sulla gentilezza, e San Francesco e le creature, è tempo di scoprire quali versi l’autore Angiolo Silvio Novaro ha dedicato alla delicata tematica del mare.
“I seppelliti del mare”: testo della poesia
Gesù è disceso a baciare
i seppelliti del mare
che desideravano dolce aria sola
ed ebbero la spalancata gola
piena d’amaro sale.Oltre la chiusa romba dei venti
e degli eventi,
dormono gli innocenti
in talami di melme e di scogli
con gli occhi semispenti
entro la luce quasi lunare
tranquilli, e sopra loro infuria il mare…
“I seppellitti del mare”: figure retoriche della poesia
La poesia è ricca di figure retoriche. Come le precedenti, le tecniche di Novaro danno nitidezza all’azione presentata e danno l’idea della bellezza della semplicità. Nel caso della lirica sul mare, le figure sono usate come forma di pietas nei confronti delle anime perdute in mare.
Il poeta parte dalla personificazione del mare, che diventa una culla dove Gesù va a trovare i marinai morti come forma di estremo conforto. Il mare si personifica ancora nella sua rabbia in “la chiusa romba dei venti / e degli eventi”. Segue la sinestesia sulla luna, dove l’atmosfera assume una “luce quasi lunare”.
Tutta la ferocia del mare si presenta con la metafora non tanto velata di “la spalancata gola piena d’amaro sale”, cioè dei marinai affogati che ora trovano i “talami di melme e di scogli”, con la metonimia che sostituisce la tomba di eterno riposo con il talamo nuziale.
Il contrasto dell’ossimoro è in “tranquilli, e sopra loro infuria il mare…” dell’ultimo verso, dove la tranquillità della morte dei marinai è quasi un controsenso rispetto alle tempeste del mare in superficie.
La pietà della fede nei versi di Novaro sul mare
La poesia di Novaro sul mare affronta il tema del mare in una prospettiva inedita. In tanti hanno parlato della perdita di vite umane in mare, ma Novaro parla del tema con un punto di vista diverso. I protagonisti sono i marinai caduti in mare, che riposano nelle profondità marine. Non c’è spazio nella poesia al terrore che possono aver provato, o alle tempeste che hanno dovuto affrontare.
C’è la pietà della fede, con Gesù che accarezza anime perdute per sempre e che hanno il fondo del mare come sepoltura anonima. I seppelliti del mare diventa una riflessione profonda su tutti gli innocenti che perdono la vita in mare.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “I seppelliti del mare”, la poesia di Angiolo Silvio Novaro su chi perde la vita fra le onde
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