- Autore: Luigi Nacci
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Einaudi
- Anno di pubblicazione: 2024
- ISBN: 9788806263461
I ricordi, i rimpianti, gli oggetti in comune, le stanze, le abitudini, gli odori, le parole dette e quelle non dette, gli sbagli, il buono e il brutto dell’altro, più il primo che il secondo e viceversa. Che cosa rimane quando un amore finisce? Tutto questo, mi verrebbe da dire dopo aver letto I dieci passi dell’addio di Luigi Nacci (Einaudi, 2024).
Prima di dar vita alla sua storia, l’autore scrive:
In questo libro ci sono due tempi fondamentali, quello del notaio e quello della vita: il primo è scandito da numeri in cifre, il secondo da numeri in lettere. Il tempo dell’amore, invece, non ha a che fare con i numeri.
E con che cosa ha a che fare allora? Con l’inimmaginabile, con gli altri, con il pentimento, con la semplicità, con il quotidiano che talvolta è un porto sicuro, talaltra una casa scialba.
Ma tu la ami? mi chiese. La questione era in quelle quattro parole. In quel punto di domanda. Le frasi che ci si scambia durante una crisi sono lapidarie, mezza sillaba può essere una pugnalata. Quando si frana verso l’abisso non c’è tempo per i discorsi, muoiono schiere di parole. Nella caduta restano solo le parole esatte. Amandola, ti amo di più. Le cinque parole che non le ho detto.
Pochi dialoghi, la storia è un’introspezione, vive e muore nelle emozioni dell’io narrante e scava dentro, nelle profondità del dolore, di una speranza ormai troppo fievole, di una rassegnazione alla realtà che accomuna tutti. Nacci porta a galla i turbamenti, il senso di rovina, il vuoto che lascia una separazione e dentro cui rimbombano i ricordi, i momenti più semplici di una coppia, le voci, le espressioni. E sono tante le cose che fanno male: la fine, un nuovo inizio che allontana, che divide, che conduce verso strade all’altro sconosciute.
Come si può vivere senza sapere più nulla di lei? Dove si trova, come mette i piedi uno davanti all’altro, dove va, da quanta vita è pervasa, da quanto futuro è scossa?
Più che un libro, I dieci passi dell’addio è un percorso, una strada che conduce il lettore avanti e indietro nel racconto di una separazione sofferta e pare inevitabile. È una via in cui iniziare col primo passo.
Mi sedetti al computer e le scrissi una mail. Non l’ho conservata, non ricordo quasi più nulla. Poche frasi. Sono sbagliato. Ogni parte di me è sbagliata. Però ti prego non mi cancellare. Spensi il computer, abbandonai la mansarda, scesi le scale e rientrai. Ero ricoperto di fuliggine, ansimavo. Alzai la sedia e la riportai in cucina. C’erano delle briciole sulla tavola. Le sfiorai, le lasciai al loro posto. Andai in corridoio e mi sedetti su uno scatolone. Passai la notte lì. La camera da letto non mi voleva. Credo che nessuna stanza mi volesse. La mattina seguente accesi il telefono e trovai un nuovo messaggio. Quanto ti ho amato. Quanto siamo stati felici sui tetti e sulla luna.
Che cosa accade, quando un amore finisce? Il tempo rallenta, inverte i giorni e le notti, pesa sul cuore e gli conta i battiti, uno per uno. La casa si svuota, si svuotano le stanze, gli armadi, i cassetti. Quello che non c’è più d’improvviso riempie la tua mente e i tuoi pensieri, non ne lascia uno libero di dedicarsi ad altro.
Quando un amore finisce, tutto ciò che rimane ha il sapore amaro di uno strabordante niente.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: I dieci passi dell’addio
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