- Autore: Michel Bussi
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: E/O
- Anno di pubblicazione: 2025
Gli assassini dell’alba è il ventesimo titolo che la casa editrice E/O pubblica dei libri dello scrittore francese Michel Bussi, tutti tradotti da Alberto Bracci Testasecca, tutti diversi per luoghi, situazioni, ambienti, personaggi. Scrittore di gialli di enorme successo, i suoi romanzi (e ne ho letti parecchi) sono caratterizzati da ribaltamenti che nelle pagine finali sorprendono il lettore, lasciandolo letteralmente senza fiato: era impossibile immaginare il finale che lo scrittore, con la sua fervida fantasia e con l’accuratezza con cui riesce a disseminare gli indizi nel corso della narrazione, è in grado di costruire, e invece poi tutto si spiega, tutte le tessere del puzzle trovano la loro giusta collocazione e il lettore pur attento riesce a spiegarsi l’intricato sistema che Bussi tiene in piedi.
Ne Gli assassini dell’alba ci troviamo nelle Antille francesi, nell’isola di Guadalupa, posta tra l’oceano Atlantico e il Mar dei Caraibi, luogo che ha strettissimi contatti storici con la madrepatria Francia: storia coloniale, di schiavitù, di sfruttamento, di grandi fortune che i bianchi invasori avevano costruito sulla pelle di centinaia di migliaia di neri importati, di nativi sfruttati e dispersi. In un clima tropicale, tra palme e acque trasparenti, dove i turisti restano affascinati dal clima, dai pesci colorati, dalle spiagge immacolate e dai frutti esotici, comincia la storia che vede il susseguirsi di delitti a opera di un assassino che finisce le sue vittime con un fucile subacqueo, una fiocina che colpisce al cuore: la prima vittima è il grande imprenditore Jacob Santamaria, che sta nuotando all’alba presso il suo lussuoso yacht, quando un altro subacqueo lo trafigge al cuore. La polizia viene subito coinvolta: il capitano Valeric e i suoi vice, Jolène e Amiel, si mettono subito alla frenetica ricerca del motivo di un’uccisione così insolita.
C’è un vecchio veggente, Aristide, che profetizza ciò che sta pur succedere, e viene creduto complice dell’assassino, tanto da essere messo in isolamento. Infatti i delitti si susseguono, sempre con la stessa tecnica, sempre all’alba, sempre seguiti da una lettera in cui l’autore dei delitti, citando un poeta caro agli isolani, dichiara la sua voglia di vendetta. Di chi vuole vendicarsi? Cosa lega le varie vittime, una giovane turista francese, Audrey, un ragazza creola con un vestito a fiori che partecipa a un rave sulla spiaggia? E forse lo stesso comandante Valeric è coinvolto in questa complicata storia? Tra indagini informatiche, ricerche d’archivio, studi genealogici che riguardano gli abitanti dell’isola e le loro origini si dipana questa forse un po’ troppo aggrovigliata storia, che i lettori italiani forse avranno qualche difficoltà a seguire dati i toponimi francesi e creoli che punteggiano la storia. Una mappa, posta all’inizio del libro, dovrebbe aiutare a orientarsi, tra spiagge, montagne, cascate, forti, foreste di mangrovie, piantagioni di canna da zucchero, parchi recintati , edifici abbandonati. In sottofondo una grande ostilità nei confronti della madrepatria, con manifestazioni sindacali spesso violente, alla ricerca di un’indipendenza politica che l’isola non ha ancora ottenuto.
I personaggi che compaiono fra le pagine de Gli assassini dell’alba sono numerosi, tutti ben disegnati e con un ruolo preciso all’interno della narrazione. Non si può dire di più; chi legge il romanzo resterà incuriosito sino alle pagine conclusive, che rovesciano ogni ipotesi. Bussi è davvero un grande maestro del giallo e della vera suspense.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Gli assassini dell’alba
Lascia il tuo commento