Fischiava il vento. Una storia sentimentale del comunismo italiano
- Autore: Claudio Caprara
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Bompiani
- Anno di pubblicazione: 2025
Chi ha amato la bandiera con falce e martello non può mancare all’appuntamento con questo suggestivo Fischiava il vento. Una storia sentimentale del comunismo italiano di Claudio Caprara, pubblicato da Bompiani nel 2025. Un tuffo nella memoria per i tanti che hanno vissuto la lunga e gloriosa stagione del Pci.
Sogni, speranze, battaglie, vittorie, sconfitte, delusioni, tradimenti, amori, sofferenze: questi gli ingredienti del libro del compagno Caprara, nato nello stesso giorno e mese di fondazione del Pci (quando si dice la combinazione...). Storie di uomini e donne che hanno dedicato la propria vita per provare a realizzare una società più giusta e democratica, arrivando in alcuni casi a donare per la causa la propria vita. L’autore ricorda fatti e aneddoti di personaggi illustri (Gramsci, Bombacci, Secchia, Longo, Togliatti, Pajetta, Amendola e l’immancabile Berlinguer), nonché di protagonisti del tutto sconosciuti alle grandi platee, ma che non per questo sono stati meno importati e determinati per le sorti del partito.
Essere comunisti era un modo per provare a realizzare una società migliore. Ci si organizzava e si studiava duro anche: difatti, nelle scuole di partito, oltre alle Frattocchie, sono venute su generazioni di dirigenti e quadri. Adesione e militanza richiedevano preparazione, spirito di sacrificio e dedizione quasi assoluta.
Il partitone rosso entrava perfino nella vita privata, imponendo un codice di comportamento all’insegna di moralità, onestà, umiltà e serietà. Prendiamo la relazione esistente tra il Migliore, leggi Palmiro Togliatti, e Nilde Iotti: una storia d’amore vissuta dai due fra mille difficoltà e in clandestinità, in quanto Togliatti era già sposato e a quei tempi - parliamo degli anni ’50/’60 - i rapporti extraconiugali suscitavano scandalo nell’opinione pubblica e, dunque, non erano ammessi anche nel Pci.
Per organizzare le Feste dell’Unità, molti iscritti sacrificavano spesso le proprie ferie lavorative, cosa che oggi te la sogni. Giornali e riviste di partito come “L’Unità” e “Rinascita” venivano letti da tutti o quasi, anche da chi non possedeva alti livelli di istruzione.
Caprara ci parla in effetti di un altro mondo, un altro approccio di fare politica e di viverla nel quotidiano. Un lungo racconto, dunque, non tanto di strategie politiche e visioni ideologiche, bensì di una dolce e nostalgica malinconia per ciò che ha rappresentato il comunismo italiano per milioni di persone, e non perché tutto fosse rose e fiori - tutt’altro! -, ma perché c’era una partecipazione viva, sentita, autentica e spontanea: in molti pensavano davvero di cambiare il mondo.
Fischiava il vento, che si legge che è un piacere, verrà sicuramente apprezzato dai lettori con il cuore politico che batte ancora a sinistra e, perché no, anche da chi magari sente invece il battito dalla parte opposta.
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