Federico
- Autore: Ilu Ros
- Genere: Fumetti e Graphic Novel
- Categoria: Narrativa Straniera
- Anno di pubblicazione: 2023
Monteiro Rossi, in Sostiene Pereira, scrive:
Due anni fa, in circostanze oscure, ci ha lasciati, il grande poeta spagnolo Federico García Lorca. Si pensa ai suoi avversari politici, perché è stato assassinato. Tutto il mondo si chiede ancora come sia potuta avvenire una simile barbarie.
Qualche anno prima gli aveva fatto eco Antonio Machado, dichiarando che “il crimine fu a Granada”, in versi di una potenza struggente che sottolineavano il dramma profondo dell’uccisione del poeta di Fuente Vaqueros, un crimine atroce commesso nei confronti dell’umanità e della Spagna intera.
La notte del 18 agosto 1936 pare che in cielo non ci fosse la luna; scrive così Ilu Ros nella prefazione al suo Federico (Ventanas, 2023, trad. di Serena Bianchi), prendendosi la libertà di disegnarla sullo sfondo della scena perché “il colmo di quell’orrore fu che non ci fosse neppure lei a tenergli compagnia”.
Questa solitudine, una sorta di amaro contrappasso, anima infatti i momenti finali di García Lorca, personaggio che nelle parole di Jorge Guillén era capace di essere al centro dell’attenzione, di catturare la scena con la sua presenza, di creare una dimensione atemporale, con la sua sensibilità spiccata, i suoi sentimenti autentici e profondamente delicati.
Quando c’è Federico non fa né caldo né freddo; fa Federico.
D’altronde Lorca stesso sosteneva che
un ragazzo di Fuente Vaqueros lo riconosci tra mille. Brioso, con il cappello all’indietro, lo vedrai distribuire amichevoli manate, brillante nella conversazione ed elegante nei modi. […] Insomma, chi è nato qui possiede sentimenti artistici ben palpabili fin dalla nascita. Sentimento artistico e senso della gioia, che equivale a dire senso della vita.
Di fronte a un personaggio così accentratore e catalizzatore trovare le giuste parole risulta alquanto complicato. L’unico modo per farlo è affidarsi al racconto di coloro che lo hanno accompagnato nella sua vita, di chi ha condiviso sia i momenti di maggior successo sia quelli di profonda crisi esistenziale. Ritroviamo così il racconto delle balie di Federico, che testimoniano il suo interesse per le ninne nanne, la musica e il folklore andaluso; le parole delle sorelle Isabel e Concha, che ne mostrano il lato testardo, tenace, ostinato a voler perseguire la carriera di scrittore, andando contro alle aspirazioni della famiglia; l’ammirazione dei maestri, Berrueta e De los Ríos, i primi a credere nel talento di Federico, i primi a cogliere la luce di quel fulmine che si dice abbia colpito il poeta una notte durante un temporale. Ci sono poi gli aneddoti divertenti, come quello di Brickell che svela come Lorca fosse impacciato nel parlare inglese durante il soggiorno a New York, salvo poi scrivere alla famiglia di aver preso trenta all’esame di inglese. C’è l’emozione dei genitori per la prima a teatro del figlio, e infine c’è la voce di chi ne ha condiviso i sentimenti, l’amore, di chi lo ha tradito e poi lo ha deluso, di chi ha vissuto gli ultimi momenti e lo ha accompagnato nelle ultime ore prima della morte.
C’è tutto Federico in questo libro. È inutile specificare nome e cognome, “di Federico ce n’è uno solo”: Ilu Ros ha composto un mosaico per parole e immagini molto accurato, frutto di un lavoro di documentazione e ricostruzione della biografia lorchiana talmente puntuale da farci entrare davvero dentro i panni del poeta. Con un filtro narrativo, attraverso un sapiente e consapevole maneggio della documentazione, cui si unisce un coerente uso delle sfumature del colore che attraversa i vari momenti della vita del poeta, si ripercorrono tutte le tappe della sua esistenza: si va dai toni pastello dell’infanzia bucolica, passata fra Asquerosa e Fuente Vaqueros, ai toni accesi della parte centrale che caratterizzano i periodi trascorsi a Madrid e New York, ovvero i momenti più vivaci e decisivi per la sua carriera artistica e per la sua crescita personale, per arrivare progressivamente alle tonalità del grigio e del nero nella parte finale della storia, contraddistinte dalla guerra civile e dall’epilogo tragico.
L’illustratrice di Mula ha realizzato un libro d’artista che rende giustizia alla grandezza di uno dei più importanti poeti contemporanei. La voce di Lorca, “calda e leggermente rotta, piena di sfumature”, come racconta suo fratello Francisco, risuona attraverso i fumetti, rivive nelle immagini, nei frammenti documentari, nelle testimonianze, nel ricordo e nella memoria dei suoi compagni di vita.
Nella Casa Museo di Lorca, nella Huerta de San Vicente a Granada, non si possono fare fotografie. L’unico modo per raccogliere l’eredità di Federico è osservare gli oggetti della casa e soprattutto affidarsi alla voce della guida che fa immergere il visitatore nell’universo del poeta. Federico di Ilu Ros in qualche modo è l’eco di quella voce, è un racconto da molteplici prospettive, polifonico e policromatico, che raccoglie l’eredità dello scrittore andaluso. Esiste in spagnolo una parola, “arrodillador”, che esprime la capacità di una persona di essere coinvolgente in qualunque contesto si trovi, di catalizzare l’attenzione di tutti e di animare in tutti stima e affetto. Dalle voci dei testimoni di questo racconto, è la parola per descrivere la personalità di Federico. Si noti infine come il termine derivi da “rodilla”, ginocchio: tutti in qualche modo sono ammiratori ed estimatori di Federico, ne nutrono un sincero affetto. Il racconto di Ilu Ros è quindi un omaggio eterno allo scrittore andaluso; e di fronte al crimine della sua uccisione, il lettore non potrà far altro che inginocchiarsi e apprezzare un volume di così pregevole fattura.
Federico: Vida de Federico García Lorca / Federico: The Life of Federico García Lorca
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