- Autore: Yael Van der Wouden
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Garzanti
- Anno di pubblicazione: 2025
La prima edizione Garzanti del libro di Yael Van der Wouden risale a settembre 2025, tuttavia l’eco del successo di Estranea (trad. di Roberta Scarabelli) riscosso in più di venticinque paesi era già arrivato in Italia. E il romanzo non delude, confermando al lettore qualche alta aspettativa.
La struttura è particolare: il romanzo è diviso in tre parti ben distinte, come una pièce teatrale. Il lettore si immerge inizialmente nella storia di tre fratelli, giovani adulti, tra i quali spicca Isabel ("nemmeno il miele potrebbe addolcire quell’aceto"). Siamo in Olanda, nei dintorni della Amsterdam degli anni ’60. La svolta avviene nella seconda parte del romanzo. Eva, la fidanzata del fratello Louis, si trasferisce per qualche tempo nella casa di famiglia dove vive Isabel da sola. Pare sia lei l’estranea. Il rapporto tra le due inizialmente è teso e conflittuale, tuttavia successivamente muta in modo inaspettato. Nella terza parte, infine, si assiste al vero cambiamento e l’estranea (forse) pare non essere soltanto una. I personaggi vengono stravolti, il controllo che cercano di tenere, o subire, crolla. Il lettore risolve l’enigma.
La vera protagonista di questo romanzo, tuttavia, è la casa di famiglia in campagna, ossia la principale ambientazione del romanzo:
Ogni giorno si svegliava e ogni giorno la casa si dispiegava intorno a lei come una mano oscura.
Il giardino, l’orto ben curato, le tende lavate e profumate, l’ordine perfetto in ogni stanza e quel servizio di piatti con le lepri che sbucano in ogni dove e in ogni capitolo. Dapprima presenza silenziosa sullo sfondo, successivamente vero personaggio di spicco, specialmente nella terza parte del romanzo quando si dipana la vicenda.
"Ora puoi essere chiunque tu voglia essere. Lo sai? Hai tutta la libertà. Lei non c’è più. Non devi più prenderti cura di lei, non sei legata a quella casa. Va dove vuoi andare. Incontra chi vuoi. Ama."
Legata a questa casa, aveva detto. Come se fosse un vincolo e non un rifugio. E non il suo stesso amore.
Difficile classificare questo romanzo, a lettura conclusa: thriller psicologico, romanzo storico e romanzo d’amore allo stesso modo. Lo stile è moderno, intimo e delicato, mai inappropriato. Dialoghi molto curati e realistici. Alla scrittrice israeliana anche il merito anche di aver creato un’atmosfera sempre piuttosto cupa e ombrosa che spesso stride con la bucolica campagna che circonda la casa. Proprio quell’atmosfera spinge il lettore a indagare nella storia e a proseguire la lettura fino alla fine. Apprezzata anche l’intervista a Yael Van der Wouden disponibile nelle ultime pagine del volume.
Un’ultima curiosità: il titolo originale del romanzo è The safekeep, titolo mantenuto, tra l’altro, anche nelle numerose edizioni straniere. The safekeep si potrebbe tradurre in italiano sia come “La custode” che come “Luogo che custodisce”. In entrambi i casi trapela l’idea di nascondere oggetti, ricordi e pensieri in un luogo sicuro, alludendo già nel titolo proprio all’importanza che riveste un luogo specifico (ossia la casa) nello svolgersi dell’intera vicenda. Peccato.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Estranea
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