- Autore: Sebastiano Mondadori
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: La nave di Teseo
- Anno di pubblicazione: 2025
Il romanzo Di cosa siamo capaci (La nave di Teseo, 2025) di Sebastiano Mondadori, nome che dice molto, è una sorta di affresco che abbraccia una lunga parte del secondo Novecento, dal 12 dicembre 1969, a Milano, una data indelebile nell’immaginario collettivo, al 2018. La storia è costruita in sette parti, scandite in numerosissimi capitoli, ognuno dei quali ha un titolo che segue il dipanarsi della vicenda di due personaggi femminili, madre e figlia, Adele e Nina, colte nella loro giovinezza che, ovviamente, appartiene a momenti molto diversi della storia della borghesia intellettuale del nostro paese.
Accanto ad Adele, che conosciamo appena ventenne quando subisce uno stupro in un hotel di Milano dove lavorava da cameriera, riuscendo a sfuggire alla violenza volgar dell’uomo che le ha messo in mano centomila lire, in un taxi dove sente il boato della bomba di piazza Fontana, ci sono due ragazzi, Bernardo e Rodolfo, che la svelta e disinibita Adele comincia a frequentare assiduamente cambiando loro il nome: saranno Bebo e Rudi, senza la y finale, e resteranno i protagonisti della lunga vicenda che accompagna e punteggia le loro vite.
Angileri Adele, nata e Marsala il 15 maggio del 1945, è una studentessa di lettere; Bernardo Savioli è di Chiavari anche lui, del ’45, come Bernardo Toccceli, di Perugia: tre studenti che si stanno affacciando alla vita adulta, alla rivoluzione del costume delle fine degli anni Sessanta, desiderosi di libertà, di cultura disinibita, di sessualità nuova e promiscua. Dice Adele rivolta ai nuovi amici:
Dovevo conoscervi ventiquattro ore fa. Ieri sono andata a letto col mio professore di filosofia moderna. Era da troppo tempo che ero vergine.
Difficile seguire la trama della vita di questi personaggi, che attraversano la storia del nostro paese vivendone tutte le contraddizioni, le finte rivoluzioni, le conquiste, le novità, le sconfitte: una giovinezza fatta di speranze di egualitarismo, nella società e nei sentimenti, nelle comuni, nella vita insieme, nell’utopia di dividere tutto, anche il sesso. Rudi scrive poesie, Bebo dipinge. Adele sposerà Bebo, e Rudi resterà sullo sfondo. Dal matrimonio in campagna, in una chiesina toscana, nascerà Nina, l’altro grande personaggio femminile di questo libro originale, in cui compaiono libri, film, citazioni di scrittori, canzoni, attori, capolavori, registi di teatro: sono gli anni di Carmelo Bene, di Strehler e di un regista tedesco che diventa loro amico, Axel Segler. “Hai visto Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti?”, mentre Axel comincia a recitare in tedesco Brecht, La vita di Galileo.
Attraverso le vicende dei protagonisti del romanzo, l’autore ci fa rivivere la cultura, l’atmosfera, la poesia, la politica, i sogni, i viaggi, i cibi, le bevande, le musiche, Mozart e Celentano, l’Ape Piaggio, la paura delle Brigate rosse, l’enciclica di Paolo VI, la primavera di Praga e tanto tanto altro. Nostalgia, memoria, rimpianti, amori sbagliati, ripensamenti, trasgressioni: mette tutto insieme, Sebastiano Mondadori, consegnandoci una bella storia con una protagonista, Adele, assolutamente straordinaria. Il personaggio di Nina mi ha convinto meno, ma forse solo perché appartengo alla generazione di sua madre: le letture, le suggestioni, i dibattiti, Truffaut e Godard, l’impegno politico, l’Europa, l’insegnamento universitario, il rapporto con gli studenti che l’adorano, è tutto ricostruito con fedeltà e maestria. Inquietante l’incontro tra la Nina adulta e Rudi, che avrebbe potuto essere suo padre, su cui lo scrittore costruisce una parte difficile della trama, ma anche essa probabile, nei tempi in cui ogni trasgressione sembrava permessa.
Mentre dagli altoparlanti A Whither shade of Pale invade ogni angolo del giardino...
che emozione per chi ha vissuto musiche e parole, atmosfere e sentimenti.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Di cosa siamo capaci
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