Da qui non si vede niente. Ma è proprio da qui che tutto comincia
- Autore: Gianluca Bota
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Giraldi Editore
- Anno di pubblicazione: 2025
Un romanzo dedicato alle nuove generazioni e a chi era ragazzo negli anni Novanta, in un’epoca nella quale non si potevano offendere i professori, si ascoltavano le canzoni alla radio, si giocava a calcetto sotto casa, si telefonava dalla cabina con il gettone, c’erano le feste in casa, le lettere erano scritte a mano e gli amici si chiamavano amici e non bro. Da qui non si vede niente. Ma è proprio da qui che tutto comincia (Giraldi Editore, 2025), nuovo lavoro di Gianluca Bota, tarantino di nascita che vive e lavora a Bologna, ha un tema che richiama l’attenzione ai giorni nostri, alla riflessione sull’uso indiscriminato dei social, della IA e di una vita vissuta in parallelo che sconfina in una nuova dimensione dell’identità digitale, in una realtà virtuale.
Il protagonista Gianluca è un cinquantenne, padre di tre figli, milanista, che aveva sedici anni nel 1990. Al termine della sua giornata lavorativa si prepara alla corsa serale ai Giardini Margherita, il grande parco nel centro della città. Lo fa da anni perché trova ristoro, lo rilassa, gli libera la mente e gli da un profondo senso di libertà. Una forte pioggia lo indurrà a prendere un taxi. Il tassista, Tor, con la barba curata, di circa settant’anni, in jeans e cappellino con visiera, stava ascoltando la canzone di Vasco, Liberi liberi, fermo perché impossibilitato a ripartire sotto la pioggia intensa. All’improvviso luci bianche, gialle, confuse e una strana energia, con la visibilità fuori dal finestrino nulla, ed ecco che alcuni giovani ragazzi, bagnati fradici, chiesero di entrare nell’auto. Il protagonista osservandoli rimarrà colpito da uno di loro, il più piccolo con il nome Gianluca, e si rivedrà sedicenne con i vecchi jeans sdruciti e la felpa preferita di quando andava al liceo. Tutti insieme si ritroveranno d’un tratto nell’aprile del 1990 durante una gita scolastica in Sicilia, come se il tempo avesse deciso di tornare indietro per ognuno di loro. In che diavolo di scherzo si erano ritrovati?
In certi modelli teorici, il tempo non è nemmeno una variabile fondamentale: è un’illusione emersa dalla nostra limitata percezione della realtà.
A vedere se stesso minorenne, sembrava che la sua mente sedesse accanto a se stesso altrove, silenziosa.
Forse il vero viaggio nel tempo è emotivo. Un salto dentro ciò che eravamo o in ciò che temiamo di diventare.
E così insieme ai suoi compagni di viaggio era stato catapultato nel suo vecchio mondo; osserverà la gente passeggiare per strada senza nessun telefono in mano, la vedeva chiacchierare e ridere, leggere i giornali e scambiarsi opinioni. Prima l’incantevole Taormina, poi l’antichissima e teatrale Siracusa e ancora Agrigento. Un mondo lento con il fascino dell’attesa e la fiducia nei vicini. Gianluca e il tassista Tor non avranno la più pallida idea di cosa fosse accaduto, e di come si potesse tornare indietro, alle loro vite di oggi. Un viaggio nel tempo deciso da chi? E qual era lo scopo? Per un errore o era destino che i loro mondi si incontrassero? Forse non era successo per caso, forse avevano una missione da svolgere: salvare una generazione diventata complicata, iperconnessi, e sola. Salvare tutti da loro stessi, parlando con loro, per fare sì che riflettessero sul futuro che si apprestavano a vivere, e fare di tutto per restare umani.
Il mondo si è riempito di specchi. Tutti guardano sé stessi. Tutti vogliono essere guardati. Tutto sbattuto in prima pagina.
Di non vivere una vita parallela in luoghi virtuali, e di cercare un amico quando si è tristi e non una playlist: essere in grado di comprendere e non lasciarsi coinvolgere da un mondo parallelo dove si finge di essere felici e dove la socialità è solo esibita.
Da qui non si vede niente. Ma è proprio da qui che tutto comincia è un affascinante viaggio a ritroso nel tempo per guardare con occhi diversi il nostro oggi; un viaggio nel tempo attraverso la riflessione e la leggerezza, per cercare l’uomo perduto e una nuova umanità.
Da qui non si vede niente. Ma è proprio da qui che tutto comincia
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