- Autore: Mario Agnoli
- Categoria: Poesia
- Casa editrice: Giraldi Editore
- Anno di pubblicazione: 2026
Un ultimo atto d’amore, ancora una volta tra fogli sparsi e piccole note, le parole ritrovate di chi ci è stato accanto con la sua poesia, “un mutare che non muta”, per poi raccoglierne il pensiero. Un dialogo oltre il tempo e lo spazio, perché la poesia è da sempre considerata un dialogo senza confini, capace di superare le barriere fisiche e temporali per unire le anime attraverso le epoche:
ora il tempo è d’altro senso, che non vorrei d’ aride sequenze ma di spazi luminosi, senza ombre.
Corre la vita (Giraldi Editore, 2026) è l’ultima raccolta postuma di liriche, scrive nell’introduzione al libro la curatrice dell’edizione Marina Zampilini Agnoli, un corpus poetico che si salda con quello narrativo e drammaturgico, frutto e testimonianza di un impegno letterario che per l’autore ha rappresentato un aspetto del suo complessivo impegno culturale, civile e spirituale. Mario Agnoli, nato in Cadore e scomparso a Pistoia nel 2017, è stato giurista, saggista e scrittore. Ha pubblicato numerosi saggi, romanzi e raccolte di poesie. Il suo pensiero poetico scava nell’interiorità e spesso unisce la filosofia e la poesia. Mario Agnoli ha saputo accettare la propria vulnerabilità accanto alla consapevolezza, persino quell’ombra fatta di dubbi e silenzi che magnificamente Maria Zambrano definì “la ragione poetica”. Il sogno, l’illusione, l’amore, il mistero dell’esistenza, il dolore, temi cari al nostro autore.
L’attesa.
Rimani fermo
in mezzo alla strada
con il tuo dolore
in attesa
che si concluda il giorno.
Il tempo che scorre in maniera lineare e ineluttabile, dono e opportunità, e il dolore, “misura della vita”, uno dei temi più profondi e universali dell’esistenza umana. Sia fisico o emotivo, il dolore non è solo una condizione da subire, ma un metro di misura della nostra umanità e del valore che si dà ai momenti di gioia; la sofferenza, per Agnoli, è la risonanza intima del dolore, la sua misura soggettiva. Non uno solo dei suoi profondi interrogativi, come “dove è la mia anima”. Un quesito universale nella ricerca di se stesso, perché ritrovare la propria anima significa ritrovare la propria autenticità.
Parole.
Parole come scaglie incolori
riempono gli spazi deserti
della mia anima frammentata.
Parole come luoghi comuni
intercettano le idee abbozzate.
Interpreterai il suono labiale,
esercizio di moduli ventosi.
E poi la solitudine, che esplora attraverso un viaggio intimo i meandri dell’anima, quella condizione che possa divenire un’occasione di libertà, di crescita e di riscoperta di sé, come amava scrivere Pier Paolo Pasolini. Per amare la solitudine è necessaria una grande forza interiore; amare la presenza costante del silenzio che avvolge la notte quasi a divenire un’amica che si attende.
Il tempo dei silenzi.
Se questo andare coglie il momento
in cui è meno dolce il pensiero,
ma quale sarà il tempo dei silenzi?
Matura il senso, l’ombra percorre
spazi di luce.
È una poesia, quella di Mario Agnoli, che intreccia le dimensioni dell’animo umano, dove “il dolore scava il suo spazio, la malinconia vi si adagia, il silenzio accoglie e la gioia torna a fiorire”.
I grandi interrogativi dell’esistenza, il rapporto tra realtà e illusione, la fragilità della memoria e nell’amore la salvezza, concetti fondamentali della riflessione. Pensieri che tracciano un percorso: partendo dal dubbio sull’esistenza, passando per la percezione e l’incertezza del passato e si arriva all’amore, porto sicuro e forza salvifica.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Corre la vita
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