Copenaghen. The passenger
- Autore: Autori vari
- Genere: Letteratura di viaggio
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Iperborea
- Anno di pubblicazione: 2025
La casa editrice Iperborea, italo-scandinava, che tanto ha contribuito a far conoscere in Italia la letteratura dei paesi scandinavi e con qualche puntata oltre, da alcuni anni pubblica The passenger, che consiste in "una raccolta di inchieste, saggi narrativi che formano il ritratto della vita contemporanea di un luogo esteso o circoscritto che sia".
Copenaghen è forse la città che più si avvicina a una visione utopica del futuro
recita la presentazione del fascicolo Copenaghen. The passenger (Iperborea, 2026), in un volume che va ad esplorare proprio questo possibile futuro.
Lo scrittore islandese Andri Snær Magnason, in un viaggio in Danimarca, traccia l’attività del gruppo di architetti che insieme all’archistar Bjarke Ingels costituiscono il Big, gruppo che deriva dalle iniziali dell’archistar. Lo scrittore tedesco Alex Rühle, attuale corrispondente per la Scandinavia del “Süddeutsche Zeitung”, esamina il controverso progetto Lynetteholmen. Joachim Hamou delinea un panorama, non privo di colpi di spillo, della scena artistica di Copenhagen che si distingue per un forte carattere collaborativo, eredità delle università popolari, delle sperimentazioni degli anni Sessanta e Settanta e delle politiche sociali governative. Con "Un cuore che batte a ritmo della città", Sara Rahmeh, scrittrice danese di seconda generazione di origini siriano-palestinesi, ci offre un punto di vista differente.
Un cenno particolare merita il contributo "Mi sono innamorata di una scala gialla". Pochi, per esempio, descriverebbero Christiania - così si chiama quel piccolo quartiere al centro della capitale danese - come una caserma, anche se in realtà lo era, prima che un gruppo di giovani alternativi, nel settembre del 1971, sfondasse la recinzione che lo circondava, dando il via a un quartiere che nell’ultimo mezzo secolo molti turisti hanno associato alla droga libera - un capitolo che ora sembra archiviato - ma, soprattutto, come ci racconta la giornalista Maya Tekeli, conduttrice radiofonica e di podcast che vi si è trasferita da poco, è un posto sorprendentemente gradevole in cui vivere.
La scrittrice Siri Ranva Hjelm Jacobsen, cresciuta a Copenaghen da una famiglia originaria delle Isole Faroe, nel pezzo "Una mattina d’inverno a Vesterbro" narra la storia di un quartiere a luci rosse, degradato epicentro dell’epidemia d’eroina, oggi bonificato centro residenziale per la classe media in un processo di gentrificazione, che è difficilmente evitabile.
L’articolo dell’attivista femminista Emma Holten "Recinta et impera" illustra il caso di un raro spazio verde, Amager Fælled, vicino al centro città nelle mire del comune e degli immobiliaristi. "Ma si può dare - si chiede l’autrice - un prezzo ad una corsa nel parco a fine giornata, ai giochi con i propri figli o ad un pic nic con gli amici?". L’intervento dell’antropologa e giornalista Kathrine Tschemerinsky verte sul problema abitazione: trovare una casa a Copenaghen può essere una questione penosa, deludente, frustrante. Ma è anche un’intrigante esercizio di fantasia.
"Vini di culto" è il titolo dell’articolo della giornalista Lisa Abend, che narra come Copenaghen, capitale di un paese di birraioli, si è trasformata in uno dei centri principali del movimento del vino naturale. Infine è ospitato anche uno scritto del giornalista Morten Beiter, che è vissuto diversi anni in Italia, come corrispondente per il "Berlingske Tidende", uno dei quotidiani della capitale danese.
Insomma, per concludere,
da Copenaghen l’utopia può sembrare più vicina, ma di mezzo c’è sempre la realtà.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Copenaghen. The passenger


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