- Autore: Eleonora Carta
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Graphe.it edizioni
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788893722780
Ma che cosa è la letteratura weird? La domanda non è banale, perché si tratta di un genere letterario che sta vivendo un nuovo boom commerciale grazie a serie TV e nuovi autori, ma dalla difficile collocazione. Ben venga, quindi, questo saggio scritto da Eleonora Carta per Graphe.it, Breve storia della letteratura weird, dove l’autrice inizia il suo lavoro cercando proprio di definire la letteratura weird:
non è fantascienza e non è fantasy, non è paranormal, horror né gotico; non è mystery e non è thriller. Può essere un po’ di tutto questo, ma siamo ancora lontani da una definizione esauriente…
Insomma, la letteratura weird fa propri molti principi di altri generi, ma va oltre perché aggiunge un elemento suo: crea una distonia che confonde il lettore, lasciandolo con più domande di quante ne avesse all’inizio della lettura. Iin alcuni casi lo inganna, utilizzando immagini o situazioni fuori contesto. Proprio questa distonia, il mancato allineamento tra quel che ci si dovrebbe aspettare e quello che si trova, è il suo punto di forza, perché altera gli elementi di base del nostro immaginario e smuove qualcosa nelle profondità del nostro inconscio. Non a caso la letteratura weird è definita “perturbante”.
Una caratteristica che molti autori hanno descritto con efficacia e l’autrice ha ripreso, citando nel testo, cercando così di canonizzare il genere. Il perturbane sarebbe una manifestazione dello spaventoso originato da ciò che ci è “familiare”, quando il confine tra fantasia e realtà si fa sottile; quando appare reale e concreto qualcosa che fino a quel momento era stato considerato solo immaginario.
Dopo la definizione, Eleonora Carta parla della storia della letteratura weird, le cui origini si potrebbero far risalire alla letteratura romana dell’età imperiale, al Satyricon di Tito Petronio Nigro, e attraverserebbe i secoli fino a raggiungere Edgar Allan Poe (1809-1849), il primo autore che realizzò le potenzialità della letteratura fantastica e fu capace di darle una forma eccelsa e definitiva.
Un capitolo del libro è dedicato a Howard Phillips Lovecraft, che vedeva nell’inconscio, l’onirico, l’incubo un’inesauribile fonte di ispirazione per il suo fantasioso e terrificante bestiario. Grande scrittore la sua produzione letteraria influenzò in modo profondo molti scrittori di horror e fantasy (ad esempio Stephen King e William S. Burroughs) e contribuì alla nascita del new weird, una corrente letteraria sviluppatasi a partire dagli anni Novanta del XX secolo.
Dagli anni Cinquanta, il weird si diffuse negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in America Latina, raggiungendo un pubblico sempre più vasto, e le storie iniziarono ad accostarsi a trame più tradizionali, con uno stile meno iperbolico o ricercato. E pur mantenendosi distante dai modelli d’oltreoceano, non sono mancati autori italiani che hanno creato opere legate a questo genere, nomi celebri del nostro panorama letterario come Giovanni Papini, Dino Buzzati e Giorgio Manganelli.
A chiusura di questa opera, Eleonora Carta fornisce una sua spiegazione sui motivi che hanno spinto gli autori a scegliere la fiction weird come genere letterario. Il progresso scientifico avvenuto nella seconda metà dell’Ottocento ridimensionò il ruolo dell’essere umano, che da padrone della natura si ritrovò a essere uno dei tanti elementi perdendo il suo ruolo centrale. Un progresso che schiavizzò il genere umano e infine lo trascinò negli orrori di due conflitti mondiali. Gli autori della narrativa weird recepirono (e recepiscono tuttora) questo disagio, lo elaborarono e lo strutturarono in opere il cui scopo era suscitare nel lettore disgusto o turbamento per metterlo a confronto con l’instabilità di una realtà nuova, dove erano presenti elementi provenienti da mondi inconoscibili, non umani. Una sfida a comprendere qualcosa che non può essere compreso e che trova nell’inevitabile fallimento la prova dei nostri limiti. Un’esplorazione delle inquietudini e delle profondità dell’inconscio che spinge il lettore ad avventurarsi in zone i cui confini non sono ben definibili, e questo potrebbe essere il motivo per il quale il weird non ha ancora oggi una definizione precisa.
Perché senza preoccuparsi di offrirci una guida, ci sfida a ridefinire il nostro senso di assoluto, spostando di continuo la soglia oltre il percepibile, verso spazi inesplorati e inesplorabili.
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Un libro perfetto per...
Appassionati di letteratura weird, lettori di horror e fantasy, cultori di Lovecraft, King, Poe.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Breve storia della letteratura weird
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