- Autore: Canio Franculli
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: DeriveApprodi editore
- Anno di pubblicazione: 2026
Un romanzo di formazione, e il 1977 come sfondo. Non l’abusata inquadratura politica dell’anno gemello - autoctono - del ’68, ma il diario greve e soffuso di un provinciale a Roma: un ragazzo di allora alla scoperta di una città-paradigma, e dei modi in cui ci si sta dentro. Intanto che il Paese - non soltanto la città - brucia di rabbia e di ideali. Si intitola Appuntamento al San Callisto. Viaggio nei sogni del ’77 romano (Canio Franculli, DeriveApprodi, 2026) questa ennesima incursione narrativa nell’anno ossimorico delle P38 e della fantasia al potere. La differenza decisiva è che l’excursus di Franculli si tiene alla larga tanto dai "come eravamo" - bravi, belli, invincibili - quanto dai piagnistei. Parco com’è di ostentazioni attraversa la rabbia e l’amore proprie del periodo per mezzo di espedienti funzionalmente fratti: c’è senz’altro il clima alla Roma a mano armata, ma ci sono anche gli avvenimenti topici delle mostre d’arte. Ci sono il solidarismo e ci sono gli slanci del Settantasette. In altre parole, c’è il disincanto ma anche la poesia.
A tal proposito la prosa di Franculli non scherza mica, tintinnante a tratti di un lirismo mai melenso. Appuntamento al San Callisto sono dunque 160 pagine attendibili per chi c’era (e forse, come il protagonista, faceva), e per chi non c’era, e avesse voglia di approcciare il ‘77 al netto dei cliché con cui di solito lo si approccia. Davvero si sparava sempre, si sparava a raffica come nei polizieschi all’italiana? Si sparava soltanto? Per chi sappia inquadrarlo da prospettive scevre dai luoghi comuni, il lungo Sessantotto italiano – di cui il 77 costituisce nelle luci come nelle ombre l’apogeo - è stato tutt’altro che una stagione all’inferno. Piuttosto alveo di fervori come oggi ce li sogniamo. Laboratorio di sperimentazioni ontologiche di crescita politica-artistica-sentimentale come quelle maturate dall’io-narrante del romanzo. Uno dei tanti curiosi di vita che attraversavano (sfilavano, discutevano, si riunivano, lottavano) strade-piazze-ritrovi italiani.
Appuntamento al San Callisto inquadra questo campo largo sociale under 30, sotto alcuni aspetti confuso e confusivo ma fertile. In una Capitale alla vigilia di via Fani e altresì movimentista in modo tutt’altro che lugubre. Ripeto che tutto ciò nel romanzo di Franculli è espresso a ciglia asciutte, senza tacere di contraddizioni (“gridavamo gli stessi slogan ma non eravamo uguali [...] eravamo in tanti a sentirci simili, borghesi e proletari sparsi alla rinfusa”), e d’altro canto del fervore ideale, persino delle illusioni. Del desiderio interclassista, trasversale di emancipazione, di effettiva modernità.
Come sottolinea in prefazione (efficacissima) Filippo La Porta
A volte il racconto, animato da un realismo cronachistico, minuzioso (luoghi, edifici, abbigliamenti, ambienti sociali…), è come straniato da un tocco lieve e surreale, come se la ballata potesse trasformarsi in una fiaba metropolitana [...] Franculi, inoltre, è un affabulatore inesauribile che ha la sintesi dei poeti. Così descrive in modo abbagliante una relazione: “La ricchezza della solitudine. Io e te. A volte siamo troppi. A volte l’infinito.” Sembrano i versi di un cantautore. La lingua dell’autore ha una vocazione lirico-narrativa, e in ciò potrebbe ricordare Céline: la rivista del ‘Male’ “era disegno di sesso con dolcezza e senza peccato, era aria profumata di bosco, sussurro di rugiada, desiderio di infinito, uno sputo al piacere”. Un flusso di coscienza ininterrotto, uno scialo compulsivo di parole.
La Porta non esagera e il sottotitolo del romanzo non inganna: con Appuntamento al San Callisto. Viaggio nei sogni del ’77 romano, Canio Franculli restituisce lo scorcio di un Settantasette dissonante, trasognato - sogni belli e brutti sogni - e disilluso insieme. Estremo anelito collettivo di una generazione destinata ben presto a soggiacere a sua volta all’abbaglio individualista delle merci.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Appuntamento al San Callisto. Viaggio nei sogni del ’77 romano
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