- Autore: Elena Basile
- Genere: Politica ed economia
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
Approdo per noi naufraghi, con sottotitolo “Come costruire la pace” (PaperFIRST, 2025, 214 pp.) è l’ultimo saggio dell’ambasciatrice d’Italia Elena Basile, anche fine scrittrice di narrativa e sagace romanziera. La magistrale Prefazione è del prof. Franco Cardini, mentre la Postfazione è del giornalista e intellettuale Raniero La Valle.
Questi miei pensieri saranno molto limitati ad alcuni aspetti, in quanto Elena Basile spazia moltissimo su vari argomenti storici, economici e geopolitici.
Il libro nasce soprattutto dall’approfondita conoscenza che la Nostra ha della storia diplomatico-militare. È scritto nella quarta di copertina:
La deriva autoritaria delle oligarchie liberali risulta provata da diversi fattori che sono divenuti più evidenti con lo scoppio della guerra in Ucraina.
Noi siamo un po’ i naufraghi di questa situazione mondiale, dove l’“approdo” non è attualmente sicuramente facile, ma è possibile, ripartendo dai valori umanistici e dai principi delle costituzioni europee. Oggi vediamo un’America sempre imperialista contro la crisi del liberalismo democratico e del multilateralismo, con soprattutto un’Europa del tutto inesistente. La Basile analizza anche questa situazione da un punto di vista prettamente storico, con rifermenti molto precisi e documentati di quella che fu l’Europa nei secoli passati. Un’Europa distrutta dopo la Prima Guerra Mondiale, che si trascina fino ai nostri giorni.
In questo saggio, l’amb. Basile analizza svariati aspetti dell’attuale situazione, come il ricorrere facilmente alla guerra. Fa riferimento al filosofo inglese Thomas Hobbes che fu, unitamente a John Locke, uno dei capostipiti della teoria politica moderna. L’esistenza della violenza nella società umana, del “bellum omnium contra omnes”, dell’“homo homini lupus” di Plauto (Asinaria), è la legittimazione della nascita dello Stato che conserva il monopolio della forza. Secondo il pensatore inglese la guerra, funzionale alla convivenza umana, diviene del tutto virtuosa. Mentre quella illuminista del Montesquieu considera il detto romano “Si vis pacem para bellum” privo di fondamento, poiché l’aumento di truppe e potenza di uno Stato implica una risposta uguale e contraria da altri Paesi, portando a un incremento delle armi, della violenza e assicurando la rovina comune.
La crisi israelo-palestinese e la guerra in Ucraina rischiano di trasformarsi in una nuova Guerra Mondiale e nucleare. Si torna a valutare un approccio di stampo etico e religioso, cioè lo scontro tra il bene e il male, invece di un’analisi razionale e storica. L’autrice, in uno stile fluido e in una prosa curata nei dettagli (con ampie note esplicative), illustra come i giochi di potere strategici globali non sono che il frutto di una visione patologica del mondo occidentale, il quale, braccato dal destino che esso stesso ha voluto e ha creato, porta innanzi quei disegni imperialistici ed espansionistici basati sulla supremazia militare, anziché sulla diplomazia e mediazione. Quel certo dialogo e quindi la lotta tra capitale e lavoro caro agli anni ’70 è del tutto scomparso.
L’Unione Europea non conosce la divisione dei poteri tra legislativo, esecutivo e giudiziario e soprattutto non ha legittimità democratica. È necessario costruire il multilateralismo senza doppi standard, ma anche un dialogo tra culture diverse, tra religioni diverse. Applicare il diritto contro la forza, tornare alla giustizia sociale e la mediazione diplomatica: questi obiettivi possono sicuramente essere ancora vivi. Ma soprattutto è necessario contrastare la barbarie che avanza contro le guerre che ormai sono solo per fini economici.
Bella la massima introduttiva di Tacito: “Omnia serviliter pro dominatione” (“servire per comandare”). Molti sono gli aspetti mondiali che la Basile analizza con passione, precisione, cognizione di causa. È un libro che va assolutamente letto in quanto ci fa meditare sul quadro globale che ci ha portato a questa situazione. L’autrice resta senza dubbio convinta che
la razionalità, legata al nostro vissuto e ai nostri sentimenti, sia un patrimonio che unisce gli esseri umani.
La Basile, attenta osservatrice, ma soprattutto, come scrivevo poc’anzi, profonda conoscitrice della diplomazia dopo 38 anni trascorsi in questa carriera, riesce brillantemente a indicare una strada e aprire un confronto. E noi tutti lo speriamo. Ce lo auguriamo per noi e per le generazioni future.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Approdo per noi naufraghi
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