- Autore: Michela Nacci (a cura di)
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Marsilio
- Anno di pubblicazione: 2025
L’ambivalenza sentimentale saggiata da ragazzo nei confronti dell’America – da un lato l’attrazione per il suo eclatante immaginario pop, dall’altro l’intuizione del grande imbroglio prossimo venturo – si è convertita con l’età in antipatia. Più che per l’ignoranza di cui generalmente la imputano i suoi avversori, diffido dell’America per l’inclinazione congenita al gigantismo pacchiano, rintracciabile persino nella spasmodica rincorsa al profitto, e d’altro canto al consumismo più sfrenato. Credo che l’America sia radice del disastro ontologico - prima ancora che economico - nel quale due terzi del pianeta (i due terzi del pianeta capitalizzato) si trova oggi coinvolto da succube. Gli americani sono un popolo di venditori nati. Ce l’hanno nel sangue lo spaccio di illusioni da paese dei balocchi: dalle risate finte, sottofondo di mediocri sitcom, ai “sorrisi e denti bianchi su patinata” (Guccini), parvenza mistificatoria di un benessere e di una felicità di facciata.
Americano come la torta di mele. I costumi USA e l’Italia, curato dalla docente universitaria Michela Nacci (Marsilio, 2025), è uno studio accademico focalizzato sull’ascendente – imposto anche come ascendente di civiltà – che gli Stati Uniti hanno esercitato ed esercitano in modo sempre più crescente sul nostro paese. Non siamo mica gli americani, cantava il Vasco Rossi di una volta. Si sbagliava: assomigliamo sempre più agli americani ogni giorno che passa. Per Halloween, nei modi di vestire, di festeggiare, nelle intonazioni del parlato, persino di desiderare (prodotti) e di pensare.
Ciascun contributo specifico a questo saggio, parcellizzato su vita e costumi made in USA,
prende spunto da un oggetto specifico: spesso, ma non sempre, si tratta di un oggetto materiale. Così, abbiamo beni di consumo come cibo e abiti, elettrodomestici, stili musicali, balli, mode, generi artistici, cinema [...] abbiamo la pubblicità che serve a farli acquistare, abbiamo personaggi reali e immaginari (gli eroi dei fumetti, la diva, la divorziata, la maggiorata), comportamenti effettivi oppure mere aspirazioni (o paure): detersivi che non hanno masi lavato così bianco, abbondanza, benessere, comfort, una casa pulita, un carrello della spesa stracolmo, ottimismo, salute, pelle rosea e denti bianchi…
(Michela Nacci, a pagina 14 del volume)
Tutto molto bello, per chi ci casca. Il fatto è che ci caschiamo in massa: amaricanizzandi - se non già americanizzati - da cima a fondo. Al netto di controindicazioni esistenziali invisibili ai più, la filosofia di vita stelle e strisce era una volta soggetta comunque a traduzioni dicotomiche. Per riprendere il discorso della curatrice di questo libro:
Due ideologie non lineari che spesso hanno unito destra e sinistra, estrema destra ed estrema sinistra, reazionari e progressisti, cattolici e laici, vecchi e giovani. Due ideologie che si sono scontrate fra loro a più riprese e che si sono intrecciate con l’evoluzione dei partiti politici, con le principali correnti dell’opinione pubblica, con le vicende degli intellettuali nel nostro paese.
Sarò miope e schiavo di pregiudizi, ma l’attualità mi sembra insinuare anche in Italia un montante acriticismo riguardo all’ipnotico, subdolo e incontrastabile operato degli States. Una tolleranza fosse anche forzata (“non possiamo fare a meno dell’America”, si recita a memoria), ma che conduce a un unanimismo - politico, comportamentale, sociale - senza alternative.
Lo scopo scientifico che alimenta Americano come la torta di mele impone focus supra partes - che travalichino cioè la stretta polemica -, rendendo oggettivi i tagli attraverso cui cose (merci) - dalla Coca Cola al detersivo più detersivo che c’è, dalla pop art al frigorifero - e comportamenti sono inquadrati. Ne scaturisce un lavoro attento, imparziale, riflesso del carattere nazionale americano, riflesso a sua volta del connubio (inalienabile, con i rischi del caso) fra oggetti e stili di vita americani. Esportabili entrambi, in tempi di economia e ontologia globali, cosa aspettarsi di più?
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Americano come la torta di mele. I costumi USA e l’Italia
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