- Autore: Lorenzo Mazzoni
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
Prendete la vertigine corale della modernità, agitatatela con una massiccia dose di controcultura psichedelica, bagnate il tutto con il cinismo tagliente della geopolitica degli ultimi vent’anni e avrete solo un assaggio della deflagrazione letteraria che vi attende. Dall’11 giugno in libreria, per i tipi di Caffèorchidea, arriva Adesso voglio il mondo di Lorenzo Mazzoni. Ed è bene dirlo subito, senza girarci intorno: ci troviamo di fronte a un’opera monumentale, un’epopea di oltre 500 pagine che non si limita a raccontare il nostro tempo, ma lo seziona, lo deride e lo reinventa attraverso una scrittura corsara, eretica e assolutamente magnetica.
Mazzoni, già celebre e amato papà dell’ispettore Pietro Malatesta — lo sbirro anarchico più spiazzante del noir italiano —, compie qui il suo definitivo salto quantico. Abbandona i sentieri battuti del genere per regalare al lettore un romanzo totale, un’allucinazione lucida che ridefinisce i confini della narrativa contemporanea.
La scintilla iniziale è pura genialità surreale: la notte di Ferragosto del 2020, nel silenzio sospeso del post-lockdown, il quarantacinquenne Giacinto si trova isolato su una piattaforma al largo del Lido di Spina. Quel silenzio viene spezzato dall’arrivo a bordo di un pedalò di un vecchio ubriaco, sosia perfetto di Jim Morrison, che parla solo citando i Doors. Mentre la costa si illumina di fuochi d’artificio che sembrano un bombardamento aereo, tra i due inizia un dialogo serrato che diventa il portale d’accesso per un mosaico globale e vertiginoso.
È qui che l’operazione di Mazzoni svela la sua grandezza, richiamando alla mente i mostri sacri della letteratura mondiale. Anzitutto il respiro collettivo di John Dos Passos: come in Manhattan Transfer, Mazzoni frammenta la narrazione in un montaggio cinematografico e frenetico. Ma se Dos Passos catturava l’anima di New York, Mazzoni fa lo stesso con l’intero pianeta. Le rotte dei suoi personaggi disegnano una mappa del caos moderno che unisce, tra le altre, Ferrara, Istanbul, Lagos, Sana’a e Tashkent. C’è poi l’irriverenza fantasmagorica di Kurt Vonnegut: il tono del romanzo è pervaso da quell’ironia disincantata e ferocemente pacifista tipica dell’autore di Mattatoio n. 5. Mazzoni guarda all’assurdità dei traumi del nostro secolo — attentati, speculazioni edilizie, derive jihadiste — con lo stesso sguardo tragicomico e stralunato, demolendo ogni retorica mainstream. E ancora le follie libertarie di Paco Ignacio Taibo II: nelle vene di questo libro scorre un sangue profondamente anarchico, lo stesso spirito ribelle e meticcio che si respira nelle pagine del maestro del neopoliziesco messicano. Non c’è spazio per il perbenismo o per i "teatrini mediocri" del mercato: i personaggi sono antieroi borderline, eclettici e stravaganti.
La galleria umana orchestrata da Mazzoni è indimenticabile: si va da un’artista tedesca che stacca frammenti di cemento armato dai monumenti del brutalismo sovietico a due gemelli affetti da nanismo che manipolano i fili della Storia nell’ombra; da un cinico trafficante d’armi abcaso fanatico dei Van Halen a un attore in cerca di gloria nei bassifondi di Nollywood.
Adesso voglio il mondo muta pelle con una fluidità disarmante, oscillando tra il noir, la spy-story, il reportage geopolitico puro e il meta-romanzo filosofico. Con una scrittura tagliente, psichedelica e ritmata da un beat incalzante, Lorenzo Mazzoni si conferma una delle voci più libere, autentiche e orgogliosamente controcorrente della nostra letteratura. Un libro esplosivo e dinamitardo, semplicemente imperdibile. Correte a leggerlo: dall’11 giugno il caos non è mai stato così straordinariamente lucido.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Adesso voglio il mondo
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