- Autore: Vincenzo Patané
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
La storia narrata dello zio Elvio, morto dodici anni fa, nel 2013, a ottantacinque anni, è stata per una decisione familiare che si è scelto di raccontarla; dunque all’inizio di tutto si trovano sessantasei lettere di questo ragazzo che zoppicava, ma che era molto affascinante con i suoi occhi curiosi, nato nel rione Sanità di Napoli. Sono molto belle e viene spontaneo provare a farne un romanzo biografico. Lo scrittore è Vincenzo Patanè e il titolo è Una piccola goccia d’inchiostro (Il ramo e la foglia edizioni, 2025).
Partiamo con la giovinezza di Elvio, ragazzo intelligente, che scoprì di non provare nulla verso le ragazze, ma per i ragazzi, al tempo aggressivi e arroganti (siamo nel 1946) e con alcuni ancora che hanno nostalgie mussoliniane. Fra i motivi per i maschi di lamentarsi al primo posto c’era la legge Merlin, che fece chiudere tutti i bordelli con le "signorine", e molte si erano attrezzate, prima del tempo. Elvio era l’enfant prodige, il ragazzo studioso e pieno di curiosità, e tutta la famiglia era sicura che sarebbe diventato qualcuno nel mondo della musica classica: lezioni private, serate in case borghesi o a teatro. Napoli è stata sempre una città dove nascono persone di talento, mentre ora viene ricordata solo per fatti di cronaca.
I capitoli del libro vanno per anno e quindi un anno dopo Elvio sente crescere in lui una smania; lenzuola bagnate, diventa scostante con il fratello e con la famiglia. La mattina presto lava le lenzuola, sperando non ci siano aloni. Elvio sente le prime pulsioni che, come si è già scritto, non contemplano ragazze, giovani donne già sposate, donna ancora piacenti. Sente che il suo corpo è sbagliato. Voleva essere femmina. A questo riguardo va a Copenaghen a parlare con i dottori che hanno già fatto un tentativo riuscito con Christine. Ma tra estrogeni da prendere e tante altre cure da fare, lo psichiatra lo mette in guardia sulla felicità delle operate. Cambiare aspetto deve essere una cosa "naturale". Il ragazzo capisce che lui non ha fastidio nell’avere un corpo da maschio cui piacciono altri maschi.
Dopo tanto cercare trova Antimo, ragazzo muscoloso e fidanzato con una ragazza. Elvio entra nell’inferno: Antimo come "marchetta" non gli basta più, vanno in camere d’albergo, può dire quello che sente dalle lettere che riceve da Rosa, sua sorella, che capisce subito che il fidanzato Antimo ha un’anima marcia. In effetti continua a chiedere a Elvio soldi e soldi. Passano gli anni e succedono molti avvenimenti dove la dignità di Elvio sembra scomparsa. A finire questo amore durato tre anni ci pensa Antimo, con parole che non posso dire.
Vincenzo Patanè ha la forza di ricordare quegli anni con molta vivezza e anche entusiasmo. Ottimista perché le vicende umane cambiano e si trasformano. Un libro biografico bello e intenso, dove il talento artistico di Elvio viene volutamente trascurato, per raccontare la storia con Antimo. Ora sembrano cose datate vivere all’ombra; ma sono pregiudizi duri a morire. Con un ragazzo o una ragazza che vivono non a Napoli, ma in un paesino dell’Aspromonte, torniamo subito dagli anni Venti del Duemila negli anni Sessanta ed è meglio andare via quando c’era l’amore che non si può dire.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Una piccola goccia d’inchiostro
Lascia il tuo commento