Una giuria di sole donne
- Autore: Susan Glaspell
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Sellerio
- Anno di pubblicazione: 2022
Pensiamo agli Stati Uniti prima del proibizionismo come il paese delle suffragette, di chi vuole, da donna, il proprio posto nel mondo. Scritto nel 1917 da Susan Glaspell, questo libro da titolo Una giuria di sole donne (Sellerio editore, 2022, nota di Alicia Giménez-Bartlett, postfazione di Gianfranca Balestra, traduzione di Roberto Serrai) sperimenta l’omicidio nella "camera chiusa". E le donne importanti, per la Glaspell, scrittrice purtroppo dimenticata che nel 1931 vinse il Pulitzer per una pièce teatrale, sono quelle che non possono vedersi spesso, nelle fattorie, con case lontanissime una dall’altra, senza telefono, anche se pregano i mariti di fare domanda di allacciamento.
Nel caso della signora Wright, la stufa in cucina era rotta e le lenzuola si lavavano dentro tinozze di acqua fredda. Poi c’erano la signora Hale e la signora Perkins, che accompagnavano i mariti; ma andiamo per ordine.
Il signor Hale stava trasportando patate, poi le perse per strada e si fermò dal signor Wright per pregarlo di utilizzare il telefono, l’unico mezzo per comunicare, e trovò la signora Wright in cucina e le disse che doveva parlare col marito. Non c’è, ma la moglie gli dice, come se fosse una bazzecola, che il marito è morto e sta a letto, qualcuno lo ha strozzato con un cappio al collo. Arriva lo sceriffo Peters con la moglie, che trovò in cucina la signora Hale, la quale ammette di non vedere Minnie Foster, il nome da nubile della signora Wright, da un anno, anche se sono amiche, ma le strade in inverno sono impraticabili e le estati torride. Ci voleva il telefono. Gli uomini salgono di sopra con lo sceriffo, chiedendo alle mogli se vedevano indizi, e giù a ridere come se le donne fossero oggetti inanimati, che non si accorgono di nulla.
Nella democratica America del nord, gli Stati Uniti non prevedevano ancora il voto alle donne; dopo sposate erano proprietà del marito che decideva se serviva un altro figlio, ed è sempre lui che fa la spesa all’ingrosso. Le fattorie in America sono vastissime e le donne erano confinate in casa sempre o nell’orto o con le galline. La moglie doveva cucinare e svagarsi con ago e fili per fare trapunte. Le due signore sono disgustate, ma li hanno sposati, senza fare prima un patto di sorellanza, come scrive nella nota la Giménez-Bartlett. Le donne di indizi ne trovarono parecchi, ma per i lettori è meglio lasciare qui.
Nella postfazione Balestra scrive che la Glaspell, con le sue eroine, è stata rivalutata negli anni Settanta nelle grandi città come San Francisco, e la Bartlett, con la commissaria Delicado, fece un azzardo in una Spagna ancora con in mente il periodo franchista. Ma fu un successo tale che le sue gesta sono entrate in una serie in streaming, Petra, con Paola Cortellesi.
La scrittura della Glaspell mette alla berlina uomini arroganti e inetti ed esalta donne sveglie e decise. Ora non c’è solo il sorpasso delle donne che scrivono gialli noir sui colleghi maschi, ma sono più brave nella scrittura e nell’ordito narrativo. Eppure patiscono ancora una certa emarginazione. Ma è un paragone azzardato, perché solo da poco le donne scrittrici italiane lo fanno col vero nome. Le autrici inglesi avevano e hanno un nume tutelare: Agatha Christie. Anche solo per sconfessare i modi della Christie, con le sue logiche deduttive. In Italia la letteratura di genere scritta da donne fa arricciare molti nasi. Eppure c’è una signora del giallo noir che scrive benissimo i suoi romanzi ed è Maria Masella, che pubblica perlopiù con i Fratelli Frilli editori.
Una giuria di sole donne
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