- Autore: Piera Musolesi
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Giraldi Editore
- Anno di pubblicazione: 2026
Forte come la morte è l’amore. Tutt’altro che altrove narra i momenti condivisi con la persona amata, la nostalgia che sale in gola, lo stordimento e la confusione nel comprendere il destino e anche la staticità, il rimanere immobile senza forze, una delle risposte al dolore del lutto. Un libro dentro l’anima e il cuore dell’autrice, che riemerge lentamente nei racconti, pagina dopo pagina, ricordo dopo ricordo: il passato una storia alla quale dare corpo, una seconda vita.
Tutt’altro che altrove (Giraldi Editore, 2026) è l’ultimo lavoro di Piera Musolesi, autrice che vive e lavora a Bologna e che ha pubblicato a oggi diversi libri. L’identità non è innata, ma comincia quando si comincia ad esistere, scrive Piera, attraverso il riconoscimento degli altri. Racconterà dei suoi genitori che si amavano ancora dopo molti anni, della madre che le diceva di aver cominciato a vivere quando si era sposata, dei nonni, soprattutto del nonno che con orgoglio fin da piccola l’aveva presentava al mondo.
Oggi avrei bisogno di una storia per me da farmi dimenticare la mia perdita...
Lei sapeva di essere una donna che si era sentita molto amata, in famiglia e nel matrimonio, come in un ricamo su tela dove i fili vengono intrecciati strettamente. Con indosso la miniatura nel medaglione, il pensiero viaggerà veloce, emozionandosi al ricordo della sua mano al volante, “la peluria che brillava al sole”; un’immagine che rappresentava la loro felicità e che renderà il dolore straziante. Di lui conosceva ogni piega del suo corpo, ogni macchia della pelle, e i loro occhi erano un unico sguardo.
Ho viaggiato in tutti i fiumi che giungono al tuo cuore...
Erano una coppia, scrive l’autrice, simile alle eliche del DNA, ora mutilata del suo doppio, e l’una non poteva esistere senza l’altra.
Stremata dal dolore, la cosa più semplice sarebbe lasciarsi andare! Quanto tempo abbiamo a disposizione per vivere? Qual è il tempo giusto di permanenza? Lo struggimento consuma chi rimane nel ricordare la vita vissuta insieme, con le lacrime che affiorano e scorrono senza freni. I ricordi diventano storie che si raccontano e raccontano ancora. Sistemare le vecchie foto, pensare a quanto si era felici, al calcio tanto amato, alle letture condivise, momenti privilegiati, e sentire ancor più la mancanza, continuando a fare i conti con la sua assenza. Lo smarrimento pone e porrà lei di fronte al vuoto: un vuoto di senso assieme a un senso di vuoto che fa collassare il pensiero. “Come ci eravamo conosciuti? Ci siamo amati?” Sì, l’amore aveva una sua unicità, erano legati nell’appartenenza l’uno all’altro. Il tempo andrà avanti ma il dolore sarà sempre lì nel corpo che la abbandona, disinteressata al mondo, e che attende solo il sonno per sognarlo e riaverlo accanto: “anche l’assenza resta amore”.
La morte, ha scritto Roberto Vecchioni, non uccide chi se ne va ma chi rimane; una frase che racchiude nelle parole il dramma della perdita, la separazione traumatica e dolorosa da una persona cara. “Ci sarà un oltre l’addio?”, si chiederà l’autrice. Il ricordo continuerà a influenzare la vita di chi resta, senza mai svanire del tutto. È e sarà un processo doloroso e individuale che attraverserà fasi di negazione, di rabbia, di depressione e infine di accettazione della nuova realtà. Quando l’addio fa male, la scrittura trasforma il dolore attraverso le parole, mantenendo il legame con chi non c’è più, in un inevitabile lavoro interiore che è stato più volte raccontato da celebri scrittori che si sono misurati con l’elaborazione del lutto, come Clarice Lispector, David Grossman e Sandor Marai. Il racconto di una perdita è un percorso profondamente doloroso. Richiede l’attraversamento di emozioni contrastanti come la collera e lo sconvolgimento per l’assenza di chi si è amato, e a poco a poco la costruzione di un nuovo sé, nuove abitudini, altri pensieri, imparando ad accettarne il cambiamento.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Tutt’altro che altrove
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