Tasche vuote, cuori pieni
- Autore: Raffaela Saia
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
Tasche vuote, cuori pieni (UniversItalia, 2025, pagg. 158) è una raccolta di trentaquattro racconti dell’avvocato Raffaela Saia. Il volume ha per sottotitolo “i racconti di mia madre - storie d’infanzia e di gioventù nella Manduria della seconda guerra mondiale e dell’immediato dopoguerra, quando le difficoltà economiche non spegnevano la gioia di vivere”. Raffaela Saia ha quindi voluto raccogliere in questo libro, ma soprattutto riordinare i suoi appunti relative a storie di vita che la mamma Iolanda, scomparsa nel 2021, le ha raccontato in diverse sere intorno al tavolo della cucina dopo aver cenato.
La mamma Iolanda viveva con la nonna Chiara e gli altri figli in una casa di Manduria, dove il nonno Carmine era calzolaio. La situazione famigliare non era delle migliori, spesso e volentieri veniva meno il cibo e la famiglia digiunava. Tra l’altro il nonno Carmine non poteva spesso lavorare, in quanto la salute lo stava abbandonando.
Raffaela Saia, in un uno stile limpido e scorrevole, ricco di note esplicative, con i racconti ci fa partecipare, oserei scrivere, alla vita giornaliera di questa famiglia con le “tasche vuote” ma con il cuore molto grande. Nei racconti appaiono le situazioni, la ricerca del quotidiano, ma anche la saggezza della nonna Chiara nel cercar di guidare la famiglia al meglio. Ma appaiono anche le birichinate dei bambini, come è naturale che sia; interessanti gli esperimenti di questi ultimi per dimostrare di essere grandi e all’altezza della situazione con il solo fine di cercar di migliorare la vita famigliare che, come scrivevo, era molto difficile.
In ciascun racconto la Saia descrive benissimo il carattere e le figure di ciascun personaggio e sembra, nel leggere, di vivere con loro in questa grande casa di Manduria appunto. Casa che l’autrice ha voluto personalmente vedere (almeno da fuori) affinché potesse scrivere ciò che la madre Iolanda le ha raccontato. Ma c’è di più. Raffaela Saia ha voluto anche confrontare gli appunti dei racconti della madre con quelli delle due zie, Pina ed Erminia, ed è riuscita alla perfezione ad avere un quadro del tutto completo.
È sicuramente un libro che fa, e non poco, riflettere. In un mondo come l’attuale che sembra vada tutto bene. Ma perché? Perché anche grazie ai sacrifici dei nostri avi che hanno vissuto la durezza della guerra, i nostri figli trovano qualcosa di meglio. Una vita forse un po’ più serena. Questo è il messaggio che Raffaela ha voluto sicuramente lanciare pubblicando questi nobilissimi racconti di vita. Purtroppo attualmente per la vanagloria umana assistiamo a veri “venti di guerra”. Al riguardo non dimenticherò mai l’espressione di San Giovanni Paolo II, alla vigilia della prima guerra del Golfo: “La guerra è un’avventura senza ritorno”. Riflettiamo.
Caratteristica del libro sono anche gli splendidi disegni realizzati con l’IA dal marito dell’autrice, Donato, ma anche i proverbi alla fine di ciascun racconto, riassuntivi del medesimo. Il volume si conclude con la poesia “La sfilata dei Granatieri” che l’autrice, in omaggio al padre Paolino, appunto Granatiere di Sardegna, pubblicò su la rivista “Il Granatiere” e quindi riprodotta sul calendario dell’Arma del 2012.
Concludo con questa bellissima frase tratta dalla quarta di copertina:
I regali più belli non sono quelli più costosi, ma quelli che nascono dal cuore e che si tramandano di cuore in cuore, solo così rimangono vivi per sempre.
Tasche vuote, cuori pieni
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Un libro perfetto per...
A chi vuole conoscere le sofferenze dei nostri avi, che poi però avevano il cuore grande
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