Chi scrive semina, chi legge raccoglie.
È da questa immagine, evocata dal direttore artistico Gian Mario Villalta, che prende forma l’identità di Pordenonelegge 2026.
Il simbolo scelto per la ventisettesima edizione è il tarassaco, una pianta semplice e spontanea che cresce anche dove sembra impossibile. Come la lettura, attraversa confini e ostacoli senza chiedere permesso; e come i suoi semi, affidati al vento, anche i libri diffondono parole, idee e immaginazione, raggiungendo lettori lontani e continuando a germogliare ben oltre il momento della lettura.
Pordenonelegge 2026: la presentazione a Milano
È con questa immagine che il 7 luglio 2026, a Milano, è stata presentata la ventisettesima edizione di Pordenonelegge – Festa del libro e della libertà, in programma dal 16 al 20 settembre 2026. La scelta del capoluogo lombardo non rappresenta soltanto una sede prestigiosa per il lancio del festival; Milano è il cuore dell’editoria italiana e naturale punto di partenza di un percorso che guarda oltre i confini del Friuli Venezia Giulia e accompagna Pordenone verso il 2027, anno in cui sarà Capitale italiana della Cultura.
Come ha sottolineato il presidente della Fondazione Pordenonelegge Michelangelo Agrusti, il festival è chiamato sempre più a dialogare con il Paese e con l’Europa, portando la propria identità culturale in una dimensione nazionale e internazionale.
Un’edizione all’insegna del concetto di libertà
Se il tarassaco rappresenta la forza silenziosa delle parole capaci di viaggiare oltre ogni confine, la libertà è il filo conduttore dell’intera manifestazione. Non soltanto nel nome del festival, ma anche nelle scelte che ne delineano il programma: dall’inaugurazione il 16 settembre affidata a Salman Rushdie, simbolo universale della libertà di espressione, fino alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella giornata conclusiva fissata il 20 di settembre.
Tra questi due momenti prenderanno vita oltre 350 incontri con più di 650 protagonisti della letteratura, della poesia, del pensiero, della scienza e dell’attualità, trasformando ancora una volta Pordenone in uno dei principali crocevia culturali italiani.
Tra le novità più significative dell’edizione 2026 debutta la Dissensio Arena, uno spazio dedicato alle voci che, nel mondo, hanno conosciuto la censura, l’esilio o la persecuzione. Ne saranno protagonisti, tra gli altri, Julija Naval’naja, Kader Abdolah, Zainab Entezar, Burhan Sönmez, Bita Malakuti, Liao Yiwu e Leïla Slimani, dando vita a una riflessione sul valore della libertà come esperienza concreta e non soltanto come principio astratto.
Il programma diventa così un vero mosaico di voci che riflettono le inquietudini del nostro tempo. Più che offrire risposte, gli incontri invitano a porsi domande, a confrontarsi e, forse, a trovare nuove chiavi di lettura della realtà.
Gli ospiti italiani e internazionali di Pordenonelegge 2026
La letteratura internazionale rappresenta uno dei cardini del festival. Accanto a Salman Rushdie, arriveranno a Pordenone alcune delle voci più autorevoli della narrativa contemporanea.
Primo da citare Eshkol Nevo, vincitore del Premio Crédit Agricole "La storia in un romanzo" 2026. Per poi continuare con Michel Houellebecq, Andrew Sean Greer, Leïla Slimani, Thomas Schlesser, Julija Naval’naja e Peter Sloterdijk. Autori provenienti da esperienze e paesi diversi, accomunati dalla capacità di raccontare il nostro tempo attraverso temi come la memoria, l’identità, la guerra, l’esilio e le trasformazioni della società contemporanea.
Anche la narrativa italiana si presenta con un parterre di assoluto rilievo. Da Erri De Luca a Stefania Auci, Andrea Vitali, Ilaria Tuti, Mauro Corona, Daria Bignardi, Concita De Gregorio, Walter Siti, Francesco Piccolo, Matteo Bussola e Valeria Parrella.
Nutrita anche la componente degli scrittori noir: Alessandro Robecchi, Antonio Manzini, Giancarlo De Cataldo, Piergiorgio Pulixi, Maurizio De Giovanni, Cristina Cassar Scalia e Marco Malvaldi.
Poesia e riflessione sul mondo contemporaneo
Pordenonelegge custodisce da sempre un festival nel festival: quello dedicato alla poesia. Con oltre quaranta appuntamenti, rappresenta uno degli spazi poetici più importanti del panorama italiano e non solo.
In 40 appuntamenti dedicati ci saranno poeti come Michel Houellebecq, Carol Ann Duffy, Kathleen Jamie e Bita Malakuti. Tra gli appuntamenti più attesi figurano anche quelli con i poeti coreani Choi Dongho e Kim Kooseul, protagonisti di una tradizione letteraria che negli ultimi anni sta suscitando un interesse crescente anche tra i lettori italiani.
Il festival dedica ampio spazio anche alla riflessione sul mondo contemporaneo. Il confronto sarà affidato a filosofi, economisti, scienziati e giornalisti come Massimo Recalcati, Paolo Crepet, Andrea Moro, Guido Tonelli, Maurizio Ferraris, Nello Cristianini, Francesco Costa, Massimo Gramellini e Carlo Cottarelli, chiamati a offrire nuove chiavi di lettura della realtà.
Molto altro attende il pubblico nelle piazze, nei palazzi storici e negli spazi culturali della città sul porto del Noncello. La ventisettesima edizione di Pordenonelegge rappresenta molto più di un nuovo appuntamento con i libri. Nel percorso che conduce Pordenone verso il 2027, il festival riafferma il valore della cultura come luogo di incontro, confronto e libertà. Per cinque giorni la città diventerà uno spazio in cui storie, idee e linguaggi diversi si incontreranno, offrendo ai lettori non soltanto nuovi libri da scoprire, ma nuovi punti di vista da cui osservare il presente. È questo, in fondo, il significato più autentico di una Festa del libro e della libertà.
Info e programma sul sito pordenonelegge.it
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Semina chi legge”: presentato Pordenonelegge 2026, il festival che coltiva la libertà
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