Samurai e Ryū. L’uomo e il drago
- Autore: Elisabetta Pamela Petrolati
- Categoria: Poesia
- Anno di pubblicazione: 2025
Samurai e Ryū. L’uomo e il drago (RP Libri, 2025, pp. 78) è una singolare silloge poetica della docente, sociologa e poetessa Elisabetta Pamela Petrolati, che ha per sottotitolo “Le protezioni umane e mitologiche”.
La poetessa ci accompagna in un viaggio poetico tra realtà e mito, tra coraggio umano e una certa e doverosa forza pressocché simbolica, "un’esplorazione dell’essenza dei valori dell’antico Giappone". E io aggiungo alla sua tradizione, alla forza dei suoi eroi, dei suoi guerrieri che ci viene tramandata sin dalla notte dei tempi. In questo immaginifico viaggio, la Petrolati si serve dei tipici componimenti poetici giapponesi, l’haiku e il tanka, che giustamente i nostri figli studiano anche a scuola. Da questo viaggio in Oriente, captiamo, e molto bene, onore, coraggio, lealtà, fedeltà, che occorrerebbero nei rapporti umani.
Purtroppo, spesso e volentieri, queste forze sono solo e soltanto sulla carta. Elisabetta Pamela Petrolati, persona molto colta, molto preparata ma anche fine conoscitrice del Giappone e dell’Oriente, con le sue immagini poetiche conferma l’esposizione di temi universali come appunto l’onore, l’amore (quello profondo e vero), la solitudine e anche il destino, con un’atmosfera che rimane sospesa tra l’Oriente tradizionale e la dimensione interiore dell’anima.
Nel leggere, ma anche leggere nuovamente questi componimenti poetici (l’haiku resta impresso per le sue poche, ma profonde parole) ho perfettamente provato il senso della vita, ma anche l’importanza di certi simboli che ci accompagnano, come una forza immane. Ho provato anche un’immensa forza che arriva dal passato per costruire un presente e un futuro migliori. È scritto nell’introduzione e mi trova perfettamente in sintonia:
Ogni verso è un invito a immergersi nell’atmosfera sospesa tra il passato e la profondità dell’anima, un dialogo tra l’uomo e gli archetipi più antichi.
Ancora una volta, in questa silloge, apprendo più che mai cosa sia una poesia, termine che deriva dal greco “πόιεσις”, sostantivo legato al verbo “ποιεῖν”, “fare, creare”. La nozione racchiude quindi in origine il concetto di creazione, dapprima congiunta all’idea che la poesia fosse dono degli dei (concezione non così distante da quella del Romanticismo di “ispirazione”), in seguito riferita all’abilità del poeta, alle sue doti di “facitore, costruttore”. Gli antichi greci attribuirono alla poesia la capacità di sollecitare gli affetti, di muovere l’animo, ma ne considerarono anche con attenzione gli aspetti “tecnici”, sia distinguendo diversi generi (epico, lirico, drammatico, elegiaco) con caratteristiche differenti, sia ponendo grande cura nella definizione delle conoscenze tecniche relative alla prosodia, e quindi alla metrica. Ma al di là di quanto sopra affermato e posto in evidenza, prendiamo sicuramente il significato di “fare, creare”, che ciascun poeta fa suo e pone per iscritto alcune sue sensazioni, momenti di vita, ricordi di persone o di luoghi o anche semplicemente qualcosa che si prova. Ed Elisabetta Pamela Petrolati è riuscita perfettamente in ciò, anche ponendo in evidenza la saggezza dell’antico Oriente, e del Giappone in particolare.
La poetessa ha affrontato
Un viaggio interiore, delicato, profondo e anche doveroso, veicolato e forgiato dal verso poetico.
La silloge è divisa in quattro sezioni: “Il cammino del guerriero”; “Il drago, l’ombra e il segreto”; “La donna e il suo tempio interiore”; “Il commiato e la nostalgia”. Inoltre è dedicata alle tre figlie della poetessa, i Sakura della sua vita: Annalisa, Melania e Agnese, affinché “le protezioni umane e celesti guidino la vostra preziosa presenza su questo pianeta”.
La silloge sarà presentata ufficialmente a Roma, oggi 15 marzo, alle ore 18,00, presso la Libreria “Spazio Sette”.
Samurai e Ryū. L'uomo e il drago. Le protezioni umane e mitologiche
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A chi vuole trascorrere un’ora nella tradizione giapponese
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