Il genio irrequieto di Graham Greene sta tutto nel lampo di un “fuoco azzurro” negli occhi color del cielo: è Mario Soldati, l’amico italiano conosciuto a Capri, a dare la migliore definizione dello scrittore inglese più attuale del ‘900.
A più di 30 anni dalla scomparsa, la descrizione è ancora valida e riassume le sue molteplici personalità: giornalista, spia, autore di capolavori come Il fattore umano, Fine di una storia e Un americano tranquillo, che nel 2025 compie 70 anni dalla prima pubblicazione. E poi amante, marito, cattolico tormentato, peccatore convinto.
Per eguagliarla ci vogliono 700 pagine, quelle della biografia edita nel 2021 da Sellerio: Roulette russa. La vita e il tempo di Graham Greene (Titolo originale: Russian Roulette. The Life and Times of Graham Greene) con traduzione dall’inglese di Chiara Rizzuto. Non è la prima, ma di certo la più completa per la grande mole di materiale in gran parte inedito consultato. La firma un quasi omonimo, Richard Greene. Nessuna parentela, ma un’affinità che traspare da ogni riga, come l’innegabile simpatia per l’uomo che si cela dietro al talento letterario, capace di parlare a un mondo inquieto che, oggi più che mai, gli somiglia.
“Roulette russa”: Greene bambino e la scoperta della lettura
Il libro si intitola non a caso Roulette russa, un riferimento alla vita di Greene così simile ai romanzi di questo autore che rincorre sempre l’eccitazione e il rischio. Il suo avversario è la noia. Colpa di un disturbo bipolare che lo precipita negli abissi della malinconia per poi elevarlo alle vette della frenesia entusiasta.
Eppure la scrittura è una costante. Una cura dove trovare pace. Così gli aneddoti sono protagonisti della biografia. A cinque anni una zia lo descrive come “brillante, solare, allegro”. E femminista convinto:
Immagino tu abbia sentito che una volta ha detto a sua madre "Io sono per il voto alle donne".
Interrogato in merito, il bambino che diventerà scrittore stupisce i presenti:
in uno scoppio di affascinate franchezza ha detto: "io credo in loro".
Per assurdo i libri non sono in cima ai suoi pensieri di bambino. Impara a leggere tardi.
I suoi genitori, che si servivano di sillabari come “Leggere senza lacrime”, lo trovarono resistente a tutti i loro sforzi. Poi, all’improvviso, durante una visita ad Harston Hall, Graham si rese conto che era in grado di leggere “un libro vero. Aveva una sovraccoperta con l’immagine di un ragazzo, legato e imbavagliato, che penzolava dentro a un pozzo appeso a una fune, con l’acqua che gli risaliva oltre la vita: un’avventura di Dixon Brett, detective”. Non volendo essere scoperto, lo portò in soffitta.
Ed è la madre a scoprire il segreto e a procurargli altri libri, segnandone il destino. Le letture dei primi anni restano nella sua biblioteca di adulto. Un futuro già scritto: d’altronde è cugino di Robert Louis Stevenson, autore de L’isola del tesoro.
La scrittura, il diario dei sogni e la vita privata
La scrittura invece arriva presto, anche se con alterne fortune. Greene tiene un diario dei sogni per tutta la vita. Una sorta di terapia. Un vezzo che sconfina nella letteratura.
La mia esperienza conferma che si sogna per lo meno quattro o cinque volte per notte, una volta che ci si educa a tenere un quaderno vicino al letto.
A world of my own è una pubblicazione postuma che raccoglie una selezione dei suoi sogni.
Le ambizioni letterarie devono invece aspettare. Tra successi e rifiuti, il giovane aspirante scrittore si vede chiedere un contributo per la pubblicazione di un manoscritto di poesie intitolato Sad Cure. L’editore non è certo del successo e pretende un accordo di mutua responsabilità: vuole cioè dividere il rischio economico. Graham rifiuta. Accetta invece di lavorare per il “Nottingham Journal” senza retribuzione in una sorta di lungo apprendistato incredibilmente attuale. Lo diverte l’aspetto enigmistico del comporre titoli con un numero limitato di lettere di varie dimensioni e caratteri a seconda dell’importanza della storia.
Capitolo dopo capitolo la biografia racconta aspetti privatissimi e inediti, come la vita con la prima moglie, Vivian, fervente cattolica. Scopriamo così le abitudini di una coppia come tante: i due spesso si lasciavano messaggi affettuosi all’interno di un medaglione legato al collare del cane (un pechinese con cui lo scrittore condivide passeggiate di 25 km).
Presumibilmente tutto quell’esercizio fece impazzire l’animale che dovette essere soppresso.
E poi le goliardate: con un amico affitta un organetto a cilindro e si traveste da vagabondo, andando in giro per cinque cittadine dell’Hertfordshire. Un’avventura non priva di soddisfazioni, secondo le testimonianze:
Dove la metà delle volte gli diedero del denaro perchè smettessero di fare rumore per strada. Conobbero vagabondi e zingari veri, che li trattarono come compagni e li misero in guardia dagli “spilorci”.
Roulette russa: Greene e le sfide alla morte
Non mancano i giochi temerari e la fascinazione per la morte, come la roulette russa che dà il titolo alla biografia. Greene trova una rivoltella nell’appartamento del fratello e una scatola di proiettili; è lui stesso a raccontare l’episodio, parlando non della volontà di suicidio ma di un desiderio di fuga:
La scoperta che era possibile godere di nuovo il mondo visibile correndo il pericolo di perderlo totalmente dovevo pur farla.
Siamo nel 1923. Smetterà il gioco a Natale dello stesso anno dopo sei tentativi. Non è chiaro però se i proiettili fossero a salve. Resta la metafora contenuta nel gesto. Nel corso della sua vita, Greene fa molte cose pericolose almeno quanto la roulette russa. I viaggi temerari attraverso la Liberia, in un lebbrosario in Congo, in pieno conflitto francese in Vietnam.
Forse è questo il senso della storia: nella guerra di un’intera vita contro la noia lo scrittore vince a mani basse. E la sua esistenza resta il romanzo più bello.
Recensione del libro
Un americano tranquillo
di Graham Greene
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Roulette russa”: il libro che racconta la vita di Graham Greene
Lascia il tuo commento