Piero Chiara e il suo raccontare il lago (Passerino Editore, 2025, pagg. 146) è un saggio della scrittrice, saggista e fine giornalista Stefania Romito. L’autrice, abitante e frequentante per molti anni Luino e il Lago Maggiore (il Verbano), ha voluto ricordare con questo saggio un grandissimo scrittore italiano, Piero Chiara, qui nato e vissuto.
Scrive chiaramente Stefania Romito nell’introduzione:
Piero Chiara è stato un raffinato interprete del Novecento, capace di raccontare con ironia e precisione il microcosmo della provincia italiana, in particolare la sua Luino e il Lago Maggiore. I suoi romanzi e racconti, con il loro stile sobrio ed elegante, restituiscono un affresco vivido delle passioni umane, spesso immerse in atmosfere cariche di segreti, vizi e ambizioni. La sua prosa, limpida e immediata, si distingue per una leggerezza mai superficiale, in cui l’ironia si mescola a una profonda consapevolezza delle dinamiche sociali e personali.
E il saggio, scritto in una prosa aulica e molto meditata, è tutto qui. La Romito ci illustra la figura dello scrittore proprio nella sua Luino, analizza i personaggi immaginari delle sue opere con persone reali, che lui ha conosciuto, frequentato e che lo hanno ispirato.
Piero Chiara non fu sicuramente solo un narratore del XX secolo, ma pressocché un alchimista con una vera e autentica capacità di mutare, di trasformare tutte le esperienze personali in una materia, oserei dire, letteraria universale, e Luino e la Confederazione Elvetica sono per lui più che luoghi; sono luoghi di scoperta, di appartenenza, ma anche di fuga, di nostalgia. È anche lo scrittore dei piccoli luoghi, delle persone, degli artigiani che ha apprezzato e frequentato; è lo scrittore della provincia italiana e qui mi ricorda moltissimo Riccardo Bacchelli con il suo Mulino del Po, in cui descrive la provincia emiliana. Ma sicuramente anche Giovannino Guareschi con la saga dedicata a Don Camillo e Peppone. Sono purtroppo scrittori che non troviamo più; ciascuno di loro, come Piero Chiara, hanno avuto le loro opere trasposte, e bene, nel cinema, la cosiddetta “settima arte”, e nella televisione.
Nel saggio in esame Stefania Romito analizza anche il modo in cui il Nostro interpretò e studiò Gabriele d’Annunzio. Scritto molto completo, che però non fu mai preso in esame come meritava in quanto non di un accademico.
Il saggio di Stefania Romito si conclude con tre contributi, uno di Tiziana Zanetti, curatrice degli Archivi Piero Chiara e Vittorio Sereni di Luino, sull’archivio appunto del nostro; il secondo di Furio Artoni, avvocato, in cui analizza la “Luino tra fumi di un caffè e la bruma del lago laddove Chiara racconta”; il terzo e ultimo di Riccardo Chisari, artista, nel quale con pitture e sonetti ricorda Piero Chiara.
Il nostro attualmente viene, e molto bene, riscoperto, ma con uno sguardo nuovo, libero dai pregiudizi e della critica accademica che, negli anni ’60, ’70 del secolo scorso, lo considerava semplicemente “letteratura di massa”. E Stefania Romito, con il suo stile inconfondibile, chiaro, limpido, è riuscita, con maestria e perfettamente, a esporci un quadro completo di questa nostra ulteriore eccellenza italiana che fu Piero Chiara.
- Autore: Stefania Romito
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
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A chi vuole riscoprire Piero Chiara
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Piero Chiara e il suo raccontare il lago
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