Paccocarne
- Autore: Gabriele Fiannacca
- Categoria: Poesia
- Anno di pubblicazione: 2024
Sono trenta spezzoni di un film, disgregati in altrettanti fotogrammi che inquadrano con differenti angolature una realtà materna e matrigna. La protagonista filmica è Genova, la città del mare, quasi soffocata dai rilievi montuosi che la circondano, ambiente palcoscenico nel quale si muove un narratore capace di osservare, attraverso le lenti del suo obiettivo, un vissuto reale, un vivere dissezionato dalle mani di un macellaio. Gabriele Fiannacca nella sua silloge poetica Paccocarne, edita da Transeuropa nella collana Nuova Poetica, è regista e allo stesso tempo attore di un itinerario che conduce nelle trame di una città dai mille volti, un agglomerato che incanta così come è capace di dilatare i tempi di un viaggio perso nell’infinità dei versi.
Il titolo della raccolta poetica ha un suo significato profondo, un suo perché. Sono i frammenti del narratore pronto a darsi in pasto, nella sua nudità e nel suo essere materiale, ai suoi interlocutori, i suoi lettori. Trenta passi nella profondità dell’animo, invecchiati tra i cassetti e rinchiusi per molti anni in attesa di venire proiettati nel viaggio dell’abisso. Gabriele Fiannacca, nato a Genova nel 1981, ha la poetica nel cuore, in un animo che fin dalla giovinezza raccoglie parole e narrazioni, racconta immagini e sensazioni di vita vissuta. Così in quei decenni nei quali i fogli sparsi sono stati conservati gelosamente, come un vino destinato al suo giusto invecchiamento, i versi esplodono in un ribollire dell’animo, un aroma capace di inebriare il lettore per l’intensità e la forza delle parole. L’autore, laureato in Scienze dello Spettacolo all’Università di Genova, è musicista non solo nelle parole: collabora attivamente con elementi di spicco del panorama musicale ligure fino a produrre il suo primo album cantautoriale dal titolo “Rhododendrum Park”, che raccoglie le migliori canzoni della sua produzione. Musica e poesia, in una ritmica nella quale le note giocano con le parole: Paccocarne è uno spartito musicale che per alcuni tratti si interseca nelle trame dei poeti maledetti.
Baudelairiana è quella Genova dei cavalcavia e dei nodi ferroviari, narrata e vivisezionata, messa a nudo nelle sue manchevolezze e nelle incoerenze della città. Eppure, nel distinguo di una vita che pare eternità, esistono i frammenti di amore e di passione, quell’affetto dedicato alle persone care. A una bambina venuta al mondo alla quale viene donato un compleanno, una vita intera, un’esistenza senza spigoli dove tutto è tondo.
Gabriele Fiannacca, in questo suo lavoro, ha tutta la capacità di scavare nel nostro animo, in quell’essere abitanti di mondi che per versi differenti ci paiono artefatti nella loro semplicità: siamo cittadini di una terra nella quale ogni cosa sembra preconfezionata e priva della sua crudeltà, un film nel quale osserviamo i drammi - attraverso la lente offuscata delle convenzioni -, rendendoli un’immagine da vecchio fotoromanzo. La vita è differente. Così nell’incalzare della poesia di Gabriele Fiannacca abbiamo la precisa sensazione di immergerci nell’abisso nei nostri sentimenti. Genovesi o abitanti di un mondo, nel quale ogni flutto e ogni marea raggiungono anche le cime più alte delle sensazioni umane. Grazie all’autore si riscopre un viaggio, un itinerario che ci conduce nel profondo del nostro essere, in quegli anfratti di pensieri che aspettano solo di essere sminuzzati.
Paccocarne
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