Garzanti edita Nel presepio di Betlemme (2025, pp. 96, 5,90 euro) di Matilde Serao (Patrasso, 14 marzo 1856 – Napoli, 25 luglio 1927), scrittrice e giornalista considerata tra i massimi esponenti del Verismo, pubblicato per la prima volta a Napoli da Tocco nel 1898.
I testi sono tratti dal volume di Matilde Serao Nel paese di Gesù. Ricordi di un viaggio in Palestina (Fratelli Treves, Milano, 1920).
Chi è Matilde Serao
Prima giornalista donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, “Il Corriere di Roma”, esperienza successivamente ripetuta con “Il Mattino” e “Il Giorno”, Serao, nata a Patrasso da Paolina Borely, nobile greca decaduta, e da Francesco Serao, avvocato e giornalista esule in Grecia perché antiborbonico, è stata una pioniera capace di fondere talento narrativo e impegno civile in un’epoca in cui le donne raramente trovavano spazio nei luoghi del potere culturale. Inoltre, ha saputo inaugurare un nuovo modo di fare giornalismo inteso come vocazione, come impresa, come strumento di formazione e testimonianza.
Autrice di molti romanzi, ricordiamo Il ventre di Napoli (1884), la sua opera più importante, dove la scrittrice si fa interprete delle sofferenze e delle speranze del popolo napoletano, Il paese di cuccagna (1891), La virtù di Cecchina (1906), in cui lo stile della Serao è potente, incisivo e coraggioso, cioè lo specchio della sua personalità.
La sua prosa si distingue per una sensibilità unica che fonde la narrazione popolare e mitica con un’attenzione profonda alle dinamiche sociali e alla vita quotidiana.
“Nel presepio di Betlemme”: il viaggio della Serao in Palestina
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Questo ho io cercato, nel mio viaggio in Palestina: ho cercato, umilmente, dove fremesse, dove vibrasse l’anima di quella Sacra Terra, che ha visto Iddio, e ne ha udito la voce.
Il presente testo della Serao è l’intimo racconto di un viaggio compiuto in un luogo speciale, in Terrasanta. Salpare dal porto di Napoli nella primavera del 1893, per ritrovare in Palestina i passi dei Vangeli letti da bambina. Non solo per curiosità o per scrivere un reportage.
Matilde Serao ha intuito che visitare Betlemme, Nazareth, Gerusalemme, la Galilea fosse un’esperienza di vita molto importante. Commuove la narrazione del diario di viaggio di questa “pellegrina del cuore”.
Con quali parole questa viaggiatrice sentimentale e bizzarra, che desidera “veder palpitare l’anima dei paesi che attraversa”, commenterebbe oggi ciò che sta avvenendo in Medio Oriente?
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