La vita facile
- Autore: Aisling Rawle
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: E/O
- Anno di pubblicazione: 2025
Ho ascoltato il podcast con cui il responsabile dell’Ufficio stampa di E/O racconta l’esordio nella narrativa di Aisling Rawle, insegnante irlandese di scuola superiore che vive a Dublino. Il romanzo, che esce in italiano con il titolo La vita facile (E/O, 2025), tradotto da Edoardo Andreoni, in inglese ha un titolo diverso a molto efficace : The compound, termine ambiguo, che ha quasi una sfumatura militare, rappresentando un luogo circondato e fortificato.
Ed è quasi questo il caso: Lily, una ventenne annoiata e frivola, commessa nel reparto cosmetici di un grande magazzino, si sveglia una mattina in una stanza a due letti, all’interno del luogo recintato, in pieno deserto, dove si svolge una trasmissione televisiva, un reality show appunto, a cui lei e altri 19 concorrenti hanno accettato di partecipare. Ci sono regole molto precise su cosa si può fare e cosa no: un enorme schermo collettivo detta i compiti, lancia le sfide, propone le gare a cui tutti devono partecipare in cambio di premi di maggior valore man mano che le giornate passano e gli inquilini vengono eliminati.
Si formano coppie; infatti i concorrenti sono obbligati a dormire con un partner, osservati di telespettatori con la morbosità che conosciamo, sia che facciano sesso vero o virtuale, sia che se ne astengano. Non sono amori quelli che sbocciano, anche se i concorrenti talvolta lo credono. Per la sopravvivenza nel compound, caldissimo all’esterno, c’è una piscina dove ristorarsi e un centro ricreativo, ma spesso manca l’indispensabile, che può essere ottenuto soltanto attraverso prove individuali o collettive, spesso ai limiti della violenza. Quando mancherà il cibo, finiranno per cucinare le anatre del laghetto, dopo averle decapitate e spiumate. Con il trascorrere dei giorni, il soggiorno dei concorrenti diventerà sempre più violento, più costellato da episodi sgradevoli, di denunce, di rivalità, di menzogne, di sfide anche sanguinose. Amori traditi, illusioni, perdite di fiducia costellano le giornate, alla fine delle quali gli inquilini vengono accompagnati al filo spinato che circonda il perimetro e lasciati tornare alle loro vite precedenti, dove sembra quasi che nessuno sia così contento di tornare.
Lily e Becca, insieme a Tom e Andrew, interpretano il ruolo finale di questo gioco al massacro che viene fatto per il divertimento degli spettatori e per gli introiti favolosi degli sponsor, finanziati dei capricci dei concorrenti. Nel corso del programma, l’occhio impietoso delle telecamere ha potuto penetrare orrendi segreti, violenze subdole, piccole e grandi torture che si auto infliggono i concorrenti, decisi a resistere, illusi che i premi sempre più consistenti che si accaparrano possano, una volta usciti di lì, alleviare la noia, la povertà, l’incertezza della loro vita fuori del compound. Lily è il personaggio che riuscirà a restare ultima, sola, spaventata, incerta sul destino che l’aspetta fuori, piena di regali che trascina con enorme fatica su un’enorme slitta verso l’ignoto; non sa neppure lei se qualcuno verrà a tirarla fuori di quel ghetto che sembrava dorato, una specie di paese di bengodi che si è rivelato, invece, un ghetto infernale.
Denuncia del capitalismo e del consumismo esasperato? Denuncia di un mondo di giovani senza ideali e senza speranze, affidati solo al senso di onnipotenza legato agli oggetti, e poi nudi di fronte alla mancanza di affetti veri, di amicizia, schiavi dell’immagine che si vuole dare di sé all’esterno? Un romanzo interessante, quello dell’insegnante Aisling, che alla fine del volume ringrazia i suoi alunni
Per le conversazioni vivaci e stimolanti sul consumismo e sul tardo capitalismo, che mi hanno aiutata a sviluppare alcune delle idee centrai di questo libro.
La vita facile
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