È una frase che invita a trovare una conclusione, o perlomeno una continuazione, quella che dà il titolo al volume di Jan Grue La mia vita come la vostra, edito a marzo 2025 nel catalogo Iperborea con la traduzione di Eva Valvo. Come se l’autore, saggista, scrittore e docente dell’università di Oslo ci invitasse o sfidasse al vecchio gioco dei confronti; cos’è che c’è, nella mia vita come nella vostra? Cosa le accomuna, cosa unisce in un unico fascio tutte le esistenze?
Queste pagine autobiografiche, costituite da un affastellarsi di pensieri e tematiche che si intrecciano, si sfaldano e si riallacciano, prendono avvio quando Jan Grue, da poco diventato padre, recupera da casa dei suoi “uno scaffale lungo un metro pieno di carte” che costituisce il resoconto dettagliato della sua vita: lettere ufficiali, stralci di giornali ma soprattutto infiniti documenti medici e burocratici, fra diagnosi, controdiagnosi e richieste ufficiali, reperti del lungo iter che lo accompagna da quando gli è stata diagnosticata la malattia.
Scrivo tutto ciò sotto il peso delle carte, dei faldoni e dei raccoglitori che mi hanno dato i miei genitori. Sono conservati su uno scaffale alle mie spalle e generano un campo gravitazionale nel mio studio. Le cose che raccontano sono lontane come le stelle, ma loro sono i raggi che mi hanno raggiunto. Tento di capire quanto possono dirmi della mia infanzia, se tanto o poco, non come l’ho vissuta io, né come si è formata nei miei ricordi, ma com’è stata vista da un altro sguardo, uno sguardo esterno.
Adesso che ha una moglie e un figlio e che la carrozzina elettrica con la quale si muove ha preso infiniti aerei, attraversato in lungo e in largo la California e conosciuto college e università di mezza Europa Settentrionale, Jan Grue si interroga sul percorso compiuto proprio a partire dalla sua malattia e da tutto il corollario di sfide, di cui innumerevoli sono quelle vinte, sfide che la sua condizione gli ha imposto ma che, ed è qui il cuore pulsante dell’opera, si affiancano a quelle comuni a tutti gli esseri umani. “Questo libro parla di diventare un essere umano”, scrive a meno di venti pagine dall’inizio, per poi risistemare il tiro quasi in chiusura, quando afferma:
Il mio non è un racconto di sopravvivenza. […] Non è il racconto di come sono diventato umano, ma di come ho capito di esserlo sempre stato. Parlo di tutto ciò che desideravo e di come l’ho ottenuto, di quanto mi è costato e di come ho fatto a permettermelo.
Di fronte a una sfilza estrema di barriere architettoniche e coraggiose lotte per superarle, e di pronostici oscuri e di strabilianti smentite, l’autore norvegese plana con immensa leggiadria su tematiche imponenti e colossali, accompagnato da grandi penne quali Joan Didion, Foucault e Borges. In un andamento che sembra tendere all’aforisma lungo, alternando vita vissuta e riflessione, libri letti, film visti e musiche ascoltate, Jan Grue ci lascia sprofondare dentro quesiti assordanti per la loro centralità. Si interroga sul confine e l’abisso che si spalancano fra la narrazione di sé e quella dettata dai racconti altrui, quindi fra verità e cosa verità non sia, per poi passare ai sentieri del destino che si biforcano, prendendo la strada di ciò che è e abbandonando quella del possibile non realizzato, alla concezione del tempo, che è anzitutto una concezione sull’umano, per arrivare così allo sguardo altrui che ci plana addosso e scandaglia, incidendo su tutte le narrazioni che possiamo creare di noi stessi.
La mia vita come la vostra non è quindi solo un libro sulla malattia e sul coraggio, ma un testo ben più ampio e potente, un testo estremamente umano su fragilità e ricerca di sé, sulle cose che restano e su quelle votate al cambiamento.
- Autore: Jan Grue
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Iperborea
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788870916904
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La mia vita come la vostra
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