La finestra sul muro è il primo romanzo dello scrittore romano David Pizzonia, edito da Armando Editore nel 2026, che ha al centro il racconto della crescita del giovane Dario, figlio di un falegname, nella periferia romana tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80 per arrivare a tempi vicini ai nostri. C’è una voce solista che è quella di del protagonista ma, allo stesso tempo, l’autore crea una vicenda corale mettendo accanto a Dario le storie e le vicissitudini dei ragazzi che come lui stanno crescendo nella Roma di periferia.
Questi adolescenti in cerca del loro posto nel mondo si incontrano in luoghi cardine che tornano spesso nel loro vissuti come se fossero un appiglio e un punto di riferimento saldo per fare due chiacchiere, per la prima sigaretta e per l’approccio alla ragazza che piace. Nella Roma lontana dal centro, questi ragazzi e ragazze si confrontano e scontrano in modo ancora più duro, con problemi che assillano e travolgono il loro piccolo mondo di periferia. C’è il dilagare della violenza locale tra gruppi e bande, il traffico di droga, il diffondersi dell’AIDS, la morte per malattia che non guarda in faccia a nessuno, perché non le importa se sei giovane o vecchio, quando deve arrivare, lei arriva. Sono problematiche che in quegli anni stravolsero la vita di tutti, a Roma e non solo, ma sui ragazzi de La finestra sul muro pesano in modo maggiore, in quanto tutti si conoscono nel microcosmo dove vivono, e quando qualcosa accade a qualcuno che si conosce, i malumori e le sofferenze annientano in maniera più forte.
Dario cresce passando dalle scuole dell’obbligo, alle superiori, all’università e al servizio militare fino all’ingresso nel mondo del lavoro e alla creazione della sua famiglia. Certo, il primo matrimonio non funziona, ma con la seconda relazione solida, con la nuova compagna di vita e i due piccoli figli, riuscirà a trovare il giusto equilibrio esistenziale per camminare in modo autonomo e completo nella vita, superando anche la perdita di quel padre con il quale, forse solo alla fine, riesce davvero a comprendersi.
Accanto a Dario, l’amico di sempre Fabrizio, quello che resta nonostante gli intoppi e gli imprevisti dell’esistere umano. Come si noterà durante la lettura, altri amici della compagnia si perderanno per sempre, qualcun altro finirà male strappato alla vita a all’affetto dei propri cari, mentre altri decideranno proprio di sradicarsi e andarsene dal quel luogo d’origine, come per cercare una possibilità altra - si spera migliore - di quello che le zone popolari sembrano e possono offrire.
Il romanzo di Pizzonia appartiene al genere della formazione ed è il ritratto di una generazione che cresce, cambia, matura in certi casi, in altri no, facendo i conti con un società dove non mancano i pericoli, le insidie, le tentazioni che conducono i personaggi a capire come non sempre le cose vanno come si vorrebbe. Allo stesso tempo la storia è un ritratto della città, di Roma, che custodisce e ospita le vite dei personaggi protagonisti mettendo in evidenza lo stato di emarginazione, di illusione e false promesse per coloro che vivono nelle periferie, dove non sempre le aspettative trovano realizzazione concreta. La finestra sul muro del titolo è un’apertura speciale (magari anche abusiva, scavata così alla bell’e meglio nel muro), un punto di osservazione lucido su una generazione in formazione e su un mondo dove il bene e il male, nelle differenti forme che possono assumere, si intrecciano nel vivere quotidiano dal quale tutti desiderano avere un riscatto e una marcia in più per un domani migliore.
- Autore: David Pizzonia
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La finestra sul muro
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