Per i duecentoquaranta anni della nascita di Alessandro Manzoni è tornato alla ribalta il suo romanzo, I Promessi Sposi, sotto l’aspetto della sua accurata ricostruzione storica.
Il successo de I Promessi Sposi fu clamoroso fin da subito e vendette moltissimo, grazie alla sua modernità, unendo intrattenimento e riflessione morale/religiosa alla lingua chiara, poi perfezionata nel fiorentino vivo nell’edizione successiva, e al suo ruolo cruciale nel creare una lingua italiana unificata e un romanzo storico italiano, che diventò un pilastro della letteratura e dell’identità nazionale, un’opera che, pur criticata, resta fondamentale e attuale per la sua analisi umana e storica.
La storia della Lombardia: guerre, lanzichenecchi, carestia e peste
Il dominio spagnolo, la calata dei Lanzichenecchi, la carestia e la diffusione della peste sono al centro di buona parte del romanzo. La storia dei protagonisti si incrocia con la Storia.
La Lombardia era sotto dominio spagnolo dal 1535 e sino al 1620 aveva attraversato un periodo di oppressione fiscale, ma anche di pace. E la Lombardia era una via di comunicazione strategica, che collegava le diverse parti dell’impero. Era stata indipendente per tutto il basso medioevo, si era organizzata in comuni alleati in una lega, che aveva sconfitto l’imperatore Barbarossa. Poi era diventata signoria sotto i Visconti e gli Sforza e comprendeva anche il Ticino. E infine era finita sotto il controllo francese prima, e quello spagnolo dal 1535.
Dopo il 1620 la Lombardia iniziò ad essere teatro di guerra, e nel romanzo, dopo aver descritto un’amministrazione decadente, Alessandro Manzoni ci spiega le conseguenze della calata dei Lanzichenecchi. Erano soldati tedeschi mercenari inviati a porre sotto assedio la città di Mantova. I civili scappavano sulle montagne portandosi via quello che potevano, rimanendovi fino a quando le truppe non erano passate tutte.
Passati i Lanzichenecchi, che devastavano tutto quello che trovavano, arrivò la carestia che si sentiva molto soprattutto nelle città, e Manzoni ci descrive in modo mirabile l’assalto ai forni da parte della folla milanese, senza che il governo spagnolo facesse nulla. E che poteva fare? Poteva fare arrivare grano da altre zone dell’impero. In quell’epoca non esistevano dighe o opere idrauliche in grado di raccogliere le acque nei periodi di pioggia e rilasciarle nei periodi di siccità. E quindi quando non pioveva per alcuni mesi non si raccoglieva nulla.
Alla carestia seguì la peste, che fu la piaga più tremenda. La città si organizzò come poté con un luogo dove portare i malati e delle persone che raccoglievano le salme. Nella sola Milano morirono sessantamila persone.
Vicino a Milano c’era Bergamo, che faceva parte della Serenissima, dove l’amministrazione era migliore e dove, alla fine del romanzo, andranno i promessi sposi per rifarsi una vita.
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La Storia nel romanzo di Manzoni
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I Promessi Sposi è un romanzo scritto per il grande pubblico. Si basa su una trama priva sì di avventure e di imprese fantastiche, ma su una storia verosimile che ha come protagonisti persone umili, del popolo. E per renderla più credibile, Manzoni immagina di aver trovato un manoscritto del Seicento e nella storia inserisce personaggi illustri veramente esistiti per renderla più credibile, insieme a personaggi di fantasia.
Il romanzo ebbe anche un ruolo importante per unificare la lingua italiana allora parlata dalle persone colte. Ebbe anche un ruolo storico: far riflettere sulla triste condizione in cui si trovava l’Italia, divisa e alla mercé dello straniero.
Poteva Manzoni scegliere un altro periodo storico in cui ambientare il suo romanzo? La peste di quegli anni fu probabilmente l’ultima da cui fu colpito il nostro paese. Sin dall’epoca romana sappiamo che periodicamente la penisola veniva colpita da malattie infettive che causavano stragi e che si chiamavano pesti. E grazie a una maggiore igiene e consapevolezza dei pericoli possiamo presumere che sia stata l’ultima.
La carestia invece non fu l’ultima. Se ne ebbe un’altra alla fine dell’epoca napoleonica nel 1815-1816. Ma avvenne sotto il dominio austriaco, che evidentemente Manzoni non si sentiva di attaccare direttamente.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La Lombardia dei “Promessi Sposi”: i drammi storici nell’opera di Alessandro Manzoni
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