Chi furono gli scrittori che durante la Grande Guerra (28 luglio 1914 - 11 novembre 1918) pubblicarono novelle, brevi racconti e romanzi a puntate sul settimanale “La Domenica” del “Corriere”? Attraverso alcuni di loro, gli italiani conobbero i personaggi di Sherlock Holmes e di Arsenio Lupin.
“La Domenica”: novant’anni di storia
“La Domenica” apparve per la prima volta nelle edicole l’8 gennaio 1899 come supplemento illustrato del quotidiano “Corriere della Sera” e si chiuse nell’ottobre 1989. Il primo numero aveva 12 pagine, veniva donato agli abbonati del quotidiano milanese o si poteva acquistare in edicola per 10 centesimi.
Novant’anni di vita editoriale - e di grande vendite -, fu definito "il giornale illustrato per eccellenza delle famiglie italiane". La redazione del settimanale, prima di trasferirsi in Via Solferino 28, era al n. 14 di Via Pietro Verri a Milano. La copertina e l’ultima pagina erano doverosamente illustrate, dapprima dal pittore e disegnatore Achille Beltrame (dal 1899 al 1944), in seguito da Rino Ferrari e da Walter Molino. La copertina del primo numero è "Bufera di neve nel Montenegro. Trecento soldati bloccati".
Nella prima pagina del n. 1 il direttore Centelli scrisse:
Vogliamo fare un giornale illustrato che non somigli ad altri. [...] Domandiamo quindi la collaborazione dei nostri lettori; desideriamo che il Signor Tutti sia il nostro principale redattore, che una continua corrente spirituale unisca il giornale al pubblico, il pubblico al giornale. Così, soltanto così, confidiamo di riuscire.
Il primo direttore fu Attilio Centelli. L’ultimo fu Marcello Minerbi. Altri illustri direttori, per lo più scrittori, furono, tra gli altri, il drammaturgo Eligio Possenti, Indro Montanelli, Dino Buzzati (l’autore de Il deserto dei Tartari), lo scrittore Guglielmo Zucconi, Maurizio Costanzo, lo storico Silvio Bertoldi.
“La Domenica degli italiani” e il menabò
Alla fine della Seconda Guerra mondiale, subito dopo la Liberazione, il settimanale illustrato per un breve periodo cambiò nome - come accadde al “Corriere della sera” - e si trasformò in “La Domenica degli italiani”, pur mantenendo intatte alcune peculiarità del formato precedente, tra cui le copertine disegnate a mano. Il primo numero uscì il 27 maggio 1945 e in quell’anno uscirono 32 numeri. Dal 6 gennaio al 24 marzo 1946 furono pubblicati 12 numeri de “La Domenica degli Italiani”. Dal 31 marzo 1946 si tornò a pubblicare “La Domenica del Corriere” con 40 numeri fino alla fine dell’anno. Il Paese era cambiato, dopo il referendum tra monarchia e repubblica che portò alla nascita della Repubblica italiana.
Nei primi anni di vita la foliazione del settimanale passò dalle 12 pagine alle 16 pagine. Il menabò era organizzato in maniera molto semplice: la prima e l’ultima pagina erano dedicate alle illustrazioni di A. Beltrame (poi di W. Molino); la seconda, terza e quarta pagina erano dedicate alla puntata di un romanzo; c’erano poi le pagine di cronaca italiana e quelle dedicate alle rubriche "Spigolature" e "Cartoline del pubblico", un’altra pagina era dedicata alla pubblicazione di un racconto o novella. Molti spazi erano dedicati alla pubblicità, che spesso occupava di solito un’intera pagina e molti inserti si trovavano nelle altre pagine. Erano pubblicizzati molti prodotti parafarmaceutici e di cosmesi maschile e femminile, prodotti alimentari, apparecchi fotografici, dischi, grammofoni, calzature, abiti, rivoltelle. C’era la pubblicità di "Idrolitina, l’acqua da tavola del cav. A.Gazzoni di Bologna", quella delle "Minestre Maggi all’italiana", quella di "Cinzano, vini spumanti vermouth" e quella di "VOV, vino all’uovo squisito".
Molti inserti pubblicitari riguardavano gli uomini deboli e le cure per la virilità con i prodotti "Nevergon", "Proton", "Sanavir", "Vitaviv", "Discoid Virium". Anche la bellezza femminile aveva i suoi prodotti per il seno ideale con la "Crema Americana", la "Nivea" o per la depilazione come il "Depilone", una crema del dottor Channoriss. Altre prodotti o cure ambulatoriali riguardavano la nevrastenia, le emorroidi, il benessere dei piedi, la tubercolosi, le malattie del sangue e gli artritici. Il mondo editoriale dell’epoca pubblicizzava per esempio il “Corriere dei Piccoli”, i volumi de Le avventure di Sherloch Holmes, o i 24 volumi de La storia della grande guerra d’Italia. Gli editori Bemporad di Firenze e Ulrico Hoepli di Milano promuovevano i loro libri. Per esempio nell’annata del 1916 erano pubblicizzati i libri I bimbi di Trieste di Haidee (pseudonimo della scrittrice di origine ebraica Ida Finzi), Il cavaliere sorridente della baronessa inglese Emma Orczy, I tre aviatori di J.H.Rosny Aine. Durante la Grande Guerra alcune pagine erano dedicate, corredate da fotografie, ad atti di eroismo, a immagini di valorosi combattenti, ai feriti e ai caduti.
Il periodo della Grande Guerra
Possiedo 75 copie originali del settimanale illustrato, tra cui quelle con l’illustrazione di Beltrame dedicate all’impiccagione di Cesare Battisti (n. 31 del 1916) e all’atto di eroismo di Enrico Toti che scaglia la stampella (n. 39 del 1916). Numeri che, tra l’altro, hanno un alto valore per i collezionisti. La nuova infamia austriaca: il martirio di Cesare Battisti nel Castello di Trento e L’eroica fine del mutilato Enrico Toti: ferito per la terza volta, si alza e scaglia la sua gruccia contro il nemico in fuga.
Su questo corpo di documenti ho preparato il mio articolo sugli scrittori dei romanzi d’appendice, ma è possibile consultare fisicamente, presso l’Archivio Pubblicazioni del Corriere della sera, le annate dal 1899 al 1986 suddivide in 167 volumi o consultarle virtualmente accedendo sulla rete a Quotidiani riviste documenti 800 900 | Digiteca | Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea.
Il n. 22 del 30 maggio–6 giugno 1915 del settimanale è dedicato alla Dichiarazione di guerra del 23 maggio nei confronti di Austria e Ungheria, con il Discorso del Presidente del Consiglio on. Salandra, mentre il n. 45 del 10-17 novembre è dedicato alla "Vittoria"contro l’esercito austro-ungarico, con le fotografie del Re Vittorio Emanuele di Savoia e dei generali A. Diaz, capo dello Stato Maggiore, e Badoglio.
Gli scrittori pubblicati durante la Grande Guerra
Negli anni dal luglio 1914 al 31 dicembre 1918 e, in particolare, nel periodo della Grande Guerra, la “Domenica del Corriere” pubblicava nelle prime tre pagine romanzi a puntate, per lo più di autori stranieri, e nelle ultime pagine novelle e racconti di scrittori italiani.
Il n. 30 del 26 luglio/2 agosto 1914 si apre con una puntata del romanzo La regina misteriosa del neozelandese Fergus Hume e con la novella La gloria dell’italiano Giorgio Croppi.
- Nel 1914 gli scrittori che pubblicarono "romanzi d’appendice" sul settimanale furono: Fergus Hume, Baronessa E.Orczy, Jules Lermina;
- nel 1915: J. Lermina, Edward Phillips Oppenheim, Arthur Conan Doyle, Florence Warden, Alberto Dorrington;
- nel 1916: J.H.Rosny Ainé, Fred M.White, Maurice Leblanc, William Le Queux, Florence Warden;
- nel 1917: W. Le Queux, A.Conan Doyle, Jean De La Hire, M. Leblanc;
- nel 1918: M. Leblanc, Guy Thorne, Gaston Leroux, W. Le Queux, A.H.Green.
Nel periodo 1914-1918 gli scrittori stranieri occuparono con i loro romanzi d’appendice tutti i numeri del settimanale illustrato, lasciando agli scrittori italiani solo poche pagine per le novelle.
- Fergus Hume (1859-1932), scrittore di origine neozelandese noto per i suoi romanzi gialli e di mistero, è celebre per il suo romanzo Il mistero del calesse (1886). Su “La domenica del Corriere” pubblicò La regina misteriosa.
- Jules Lermina (1839-1915), romanziere e giornalista francese, pubblicò i suoi primi romanzi sotto lo pseudonimo di William Cobb e su “La domenica del Corriere” pubblicò Una spaventosa avventura.
- E.P. Oppenheim (1866-1946), scrittore inglese, noto per i suoi romanzi di suspense e intrigo internazionale, su “La domenica del Corriere” pubblicò L’eredità di Giovanna.
- Arthur Conan Doyle (1859–1930), scrittore e drammaturgo inglese celebre per aver creato il detective Sherlock Holmes, pubblicò La valle della paura e La fine del mondo.
- Florence Warden, pseudonimo di Florence Alice Tillotson (1857-1929), scrittrice inglese, sul settimanale illustrato pubblicò Il tesoro della camera 19.
- Alberto Dorrington (1874-1953), scrittore e giornalista inglese, pubblicò L’arma che uccide e risana, un testo che parlava delle eccezionali proprietà del radio e delle cure a base di radio.
- Joseph Henry Rosny Ainé, pseudonimo di J.H Honoré Boex (1856–1940 ), scrittore, saggista e filosofo belga naturalizzato francese, pubblicò I tre aviatori.
- Frederick Merrick White (1859–1935), scrittore inglese famoso per una serie di racconti di fantascienza, pubblicò La rosa d’oro.
- Maurice Leblanc (1864–1941), scrittore francese celebre per essere il creatore di Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo, pubblicò Scheggia di granata e Il triangolo d’oro.
- William Le Queux (1864-1927) giornalista, scrittore e diplomatico anglo-francese noto per i suoi romanzi di spionaggio, thriller e mistero, pubblicò Il distruttore di zeppelin, L’ombra del passato e Il raggio verde.
- Jean de La Hire, pseudonimo di Adolphe-Ferdinand-Célestin d’Espie de La Hire (1878-1956), scrittore francese di romanzi d’avventura e di fantascienza e creatore del personaggio Nyctalope, pubblicò Al di là delle tenebre.
- Guy Thorne, pseudonimo di Cyril Arthur Edward Ranger Gull (1875-1923), giornalista e romanziere inglese noto soprattutto per il romanzo Quando era buio: la storia di una grande cospirazione (1903), che racconta una cospirazione per distruggere il cristianesimo falsificando la prova della Resurrezione di Gesù, pubblicò su “La Domenica del Corriere” La fanciulla dagli occhi viola.
- Gaston Louis Alfred Leroux (1868- 1927) cronista giudiziario, critico teatrale e romanziere francese, celebre autore del romanzo Il fantasma dell’Opera (1910), pubblicò Rouletaabille va da Krupp.
Recensione del libro
Il fantasma dell’Opera
di Gaston Leroux
- A.H.Green (di questo autore o autrice non sono disponibili dati anagrafici sulla rete, forse si tratta di uno pseudonimo) pubblicò La camera n.3 all’albergo dei tre piccioni.
- Emma Orczy (1865 -1947), scrittrice e drammaturga britannica di origine ungherese nota per la sua celebre saga letteraria "La primula rossa", su “La domenica del Corriere” pubblicò La grande impresa della primula rossa.
Non solo romanzi: i novellisti
Se gli autori dei romanzi d’appendice erano stranieri, gli autori di racconti e novelle pubblicati sul settimanale illustrato erano nella maggior parte autori e autrici italiani. Eccone alcuni:
- Valentino Soldani (1873–1935), drammaturgo e sceneggiatore;
- Arturo Marescalchi (1869–1955), politico, enologo, docente e giornalista;
- Francesco Sapori (1890–1964), scrittore e critico d’arte;
- Emilio Guicciardi (1896-1974), poeta;
- Mario Puccini (1887–1957), scrittore;
- Nino Salvaneschi (1886–1968), scrittore, giornalista e poeta, fu tra i fondatori del Guerin Sportivo;
- Bice Pareto Magliano (1858–1938), traduttrice e giornalista;
- Rina Maria Pierazzi (1883–1962), scrittrice;
- Silvio Zambaldi (1870–1932), drammaturgo;
- Alfredo Panzini (1863–1939), scrittore, critico letterario e lessicografo, fu tra i compilatori del Dizionario Moderno, edito da Hoepli nel 1905;
- Alessandro Varaldo (1876–1953), giornalista, scrittore e drammaturgo che esordì nel 1898 con il romanzo La principessa lontana;
- Luigi Barzini (1874 –1947) giornalista e scrittore, considerato uno dei più importanti corrispondenti di guerra e inviati speciali del suo tempo.
Alcune novelle erano firmate con questi nomi: donna Paola, Fiducia, Luciana, Tommy.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “La Domenica del Corriere”: romanzieri e novellisti durante la Grande Guerra
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