La Diva
- Autore: Irene Magni
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
Era da tanto tempo che non mi capitava di divorare un libro in tre bocconi: una notte, una sera e poi un’altra notte intera. La Diva di Irene Magni (Edizioni Open, 2025) è un libro ghiotto, come certi pranzetti sfiziosi, cucinati ad arte da un abile chef. Capitoli che si divorano con avidità, come certe pietanze prelibate che restano impresse, anche a distanza di anni, tra i ricordi più piacevoli che danno un gusto in più a certi giorni della nostra vita.
L’autrice, in questo suo primo romanzo in formato cartaceo, rivela un estro creativo invidiabile, da far ingelosire anche certi scrittori affermati e talvolta sopravvalutati che vendono i loro romanzi a palate. Un’opera leggera e densa, che brilla di osservazioni argute e ironia sottile. Vibrante di emozioni da far vibrare anche gli animi dei lettori, più o meno sensibili. Verrebbe voglia di sottolineare qualche frase in ogni pagina, per poi copiarla, come citazione a effetto o da inviare nel testo di qualche messaggio serio o scanzonato.
La prosa di Irene Magni risuona come musica, nel ritmo della narrazione e nel suono di molte frasi che sembrano versi di certe canzoni d’autore alla De André.
Come i germogli dentro la bambagia, mi ha adagiata al riparo, nel suo palazzo, come dentro ai cristalli le rose.
Nei dialoghi si sente lo stesso realismo di una conversazione registrata, soprattutto nei litigi di coppia, tra Sara e il suo compagno. Leggendo botta e risposta dello scontro verbale tra i due - seduti al tavolo di un ristorante e rivangando il passato dopo una parolina che fa partire la miccia -, ogni persona che abbia vissuto l’esperienza di una coppia in crisi ci si può rispecchiare. Dialoghi che si concludono con una sintesi efficace, facile da intendere per tutti quei lettori che conoscono già certi riepiloghi inevitabili, in casi come questi, quando si finisce per riesumare fatti anche lontani nel tempo, dal passato prossimo al trapassato remoto.
E così a ritroso, fino alla storia del cane, il conto mai saldato in lavanderia, la prenotazione sbagliata dell’estate scorsa, la tassa sui rifiuti pagata in ritardo.
Un romanzo che ispira non solo empatia verso i protagonisti della storia, ma anche tenerezza e simpatia. Un testo a tratti poetico, come le parole contenute in molti pensieri de La Diva:
L’aria di chi ha afferrato la felicità al volo e già la vede volare, come certe farfalle, scomparire nei prati. E chi lo sa quando torna.
L’ aria che si respira immergendosi nella lettura del libro sembra essere il desiderio di trasgressione, il senso di libertà, come esigenza fondamentale e l’importanza di assecondare la propria indole per esprimere se stessi in modo autentico. Un tema ben rappresentato soprattutto dalle due protagoniste femminili principali: Sara e Sara la Diva. Due donne con lo stesso nome, legate non solo da un rapporto di parentela, ma anche e soprattutto da un’affinità che le rende in qualche modo simili e inseparabili, anche nella lunga distanza. Unite da quel po’ di follia buona, allegra, che fa dubitare, spesso, di quanto possano essere insani certi comportamenti delle persone cosiddette normali.
I loro sguardi, educati al giudizio, sembravano urlare. Il loro vivere quadrato mi stava indigesto come un recinto.
La Diva è una donna che può apparire bizzarra nel suo modo di agghindarsi, con pellicce, perle e paillettes. Una persona che vive di rendita nel suo appartamento lussuoso, grazie a un facoltoso amante pazzamente innamorato di lei, negli anni in cui era giovane, bella e incurante del giudizio altrui. Un personaggio singolare per il suo modo di vivere fuori dagli schemi, senza regole e senza programmi.
Nella mia vita non ho mai programmato nulla, neppure la sveglia del giorno dopo...
dice lei stessa. Una donna che sembra un po’ svampita, anche quando canta “Amami Arturo”, e Sara, puntualmente, suggerisce o corregge: “Amami Alfredo”. In realtà, la Diva sa bene di chi parla. La Diva è cresciuta alla “scuola” di Rosario, la domestica che le ha insegnato a osare a concedersi il piacere delle cose proibite sin da piccola.
Il terzo personaggio importante è un ragazzo, Gianluca, che in casa della Diva trascorre, da studente, un breve periodo in cui anche Sara vive nello stesso grande appartamento, a Milano, tra il Castello e lo Strehler. Il suo carattere è assai diverso da quello delle due figure femminili: più timido e riflessivo. Come dice la Diva: “Pensi sempre troppo, caro”. Uno con
L’aria arresa e tragicomica dei vinti, di chi è costretto a partire per il fronte con una pistola ad acqua.
osserva ancora la Diva. Il ragazzo lascerà a malincuore quell’appartamento e soprattutto la giovane coinquilina, per proseguire gli studi in Germania e svolgere, poco tempo dopo, un ruolo assai diverso da quello del suo percorso di studi universitari.
Matteo è l’altra presenza maschile che fa battere il cuore a Sara; più ingombrante che importante per la zia che, per sua nipote, preferisce l’altro, il suo protetto, anche a costo di fare tutto quanto sia in suo potere per forzare il destino secondo i suoi piani.
Il romanzo La Diva è una meravigliosa storia d’amore e di altri amori, sofferti, teneri e speciali.
Com’è successo, quando? Che stavamo in un letto di rose e siamo finiti zeppi di spine
si domanda la giovane Sara. Un romanzo con tutti gli elementi giusti per far innamorare anche il lettore, per tenerlo avvinto a sé, dalla prima pagina fino all’ultima parola scritta da un’autrice che, con il suo primo libro, ha già creato qualcosa che somiglia tanto a un piccolo grande capolavoro. E dopo aver letto anche l’ultima riga si avverte quasi un vuoto, una mancanza di quelle figure ancora pulsanti di vitalità, anche nelle situazioni più improbabili. Personaggi a cui è facile affezionarsi, e verrebbe voglia di ricominciare daccapo, dal prologo fino all’epilogo. E chissà che la foto della bottiglia di liquore sul tavolino, inserita nella pagina che precede la conclusione della storia, sia di buon auspicio.
La Diva
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Un libro perfetto per...
Un libro adatto ai giovani, ai meno giovani e alle persone con un lungo vissuto che pensano ancora: "Finché c’è vita c’è speranza".
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La Diva


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