- Autore: Danilo Maniscalco
- Genere: Arte, Teatro e Spettacolo
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
Si parla di Liberty e di Belle Époque a Palermo in questo accattivante e ben documentato volume di Danilo Maniscalco dal titolo Itinerario liberty. Tre percorsi nella Palermo della Belle Époque (Kalos, 2025), che racchiude tre percorsi diretti a una conoscenza quanto più precisa e dettagliata dell’architettura liberty a Palermo. L’autore è un esperto studioso del Liberty e non solo, e ha dedicato molte sue pubblicazioni a questo stile così particolare e caratteristico di un periodo specifico quale quello che si espresse in maniera significativa tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.
Il periodo del Liberty è un periodo di grazia per la città di Palermo che difficilmente ha avuto e avrà un seguito. Una bellezza prodotta in un arco di tempo limitato, in poco meno di venti anni, tra il 1897 e la fine degli anni Venti del Novecento. L’affermazione di uno stile che non si potrebbe spiegare se non ci fosse stato durante la parte terminale del cosiddetto secolo del ferro, una salda commistione tra l’artigianato e la capacità produttiva del tessuto territoriale e un’eccellenza di ingegneri e architetti. Un insieme di interessi culturali e umanistici nella Palermo dei Florio, di cui rimangono valide testimonianze nonostante la sciagura del “sacco di Palermo”.
Un libro prezioso anche per la sua sintesi efficace pur nella validità dei contenuti, che in tre percorsi per nulla scontati racchiude quanto si propone. Infatti non tutti avevano indagato, come l’autore, la possibilità di ricercare del Liberty anche in architetture meno appariscenti di cui è disseminata la città borghese, che fanno parte di un repertorio riconducibile al suddetto stile. Una vera e propria “Guida” al Liberty, di facile aiuto e supporto per chi si avvicina alla conoscenza di questo stile particolare e alle sue testimonianze nel tessuto urbano di Palermo. E questo iniziando da un punto di raduno della piazza centrale di Palermo, quella davanti al teatro Politeama, che poi si dirama nelle aree circostanti. Dall’area del cosiddetto “Firriato di Villafranca”, dove nel 1891-1892 si svolse l’importante Esposizione nazionale, parte il primo percorso, mentre il secondo segue la via Dante, già via dell’Esposizione per concludersi nel Villino Florio. Segue il terzo percorso della via Libertà ma in direzione opposta verso il centro storico cittadino, dove insieme ad altri stili e stratificazioni millenarie vi è anche il Liberty.
Lo stile Liberty è intessuto nella città e illustri architetti con le loro scuole si sono cimentati in molte opere. Il Liberty è stato anche un sistema che ha connotato alcune aziende semi artigianali, che hanno prodotti mobili come i Ducrot, ma anche i tanti artigiani dell’intonaco che hanno costruito dei fregi che lo hanno inserito in costruzioni non di rilievo come pure in quartieri popolari. Invece sotto l’egida di una finta idea di progresso, con costruzioni al passo coi tempi dotati di conforti e adeguamenti tecnici, si demolì la bellezza del Liberty.
Il libro si apre con una citazione di Sciascia che esalta il complesso panorama artistico e architettonico che ha fatto di Palermo una città essenzialmente Liberty, quasi una piccola capitale dell’art nouveau.
Non di solo barocco è fatta Palermo. C’è anche una città modernista che tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento scelse l’art-nouveau per realizzare i teatri, le ville e i palazzi di una borghesia che voleva sentirsi all’altezza della vecchia aristocrazia cittadina. Per sensazioni ed immagini lontane, di quando ci sono venuto per la prima volta verso il 1930, spesso riesco a estrarre dal bellissimo caos che è Palermo una città essenzialmente liberty, quasi una piccola capitale dell’art-nouveau.
Il merito di questo libro è quello di ricostruire una città Liberty, un’impresa non facile da realizzare, andando a cercare nei meandri, nei vicoli, nelle strade e traverse, tutto quello che poteva essere legato a questo stile. Un libro che ci illustra i fregi e le decorazioni ma che esplora anche iniziative contemporanee di case e abitazioni private, case-museo quasi sconosciute quali Casa Thule, costruita intorno all’idea di bellezza e collezionismo di Tommaso Romano, e Casa museo Raffaello Pirajno. Sono due idee di colto collezionismo che raccolgono, tra le pieghe, l’idea del Liberty nelle diverse realizzazioni e arti decorative, quali la ceramica Florio. Sono due luoghi fuori dal tempo dove ci si immerge in un passato e un tempo perduto che fa memoria.
Tra i tanti esempi di questo stile, si citano nel libro due sedi di istituzioni culturali, come Villa Zito, sede della Fondazione Sicilia, e la GAM (la Galleria di Arte moderna), entrambe due fiori all’occhiello per l’arte e la cultura di Palermo.
Nei tre percorsi indirizzati non solo ai turisti ma anche se non soprattutto agli indolenti residenti, dimentichi delle loro origini, si è voluto allargare il percorso ai contenitori museali, che possono essere un’espansione ed estensione dell’esperienza estetica che si vuole promuovere. Con questi edifici si scende ancora di più nel particolare, accarezzando e godendo con gli occhi la pittura e le arti figurative.
Infine, è da rilevarsi come però vi sia un’assenza di progettualità nel recupero e nella valorizzazione dei tanti edifici e opere architettoniche di questo stile. Uno dei punti finali degli itinerari e piazza Principe di Camporeale, che era la tenuta dei Florio all’Olivuzza un tempo, vero paradiso terrestre con voliere di uccelli, animali esotici e struzzi che circolavano liberamente. Rimane adesso il villino liberty ristrutturato dopo l’incendio che ne ha distrutto gli interni e gli arredi, ma in cui nondimeno si riesce a rivedere e ricostruire una dimensione domestica particolare. Un’idea di bellezza pervadeva la città e investiva tutti gli strati sociali come nel caso della “Pupa del Capo”, splendida insegna liberty di un panificio nell’omonimo quartiere popolare.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Un libro perfetto per...
studioso e appassionato di Storia dell’arte, dello stile Liberty e della Storia della Sicilia
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Itinerario liberty. Tre percorsi nella Palermo della Belle Époque
Lascia il tuo commento