Glenn Cooper, foto in quarta di copertina del romanzo Le chiavi del cosmo, credits: Giliola Chisté
Turchia centrale. Valle dell’Amore. Derinkuyu, l’"ottava meraviglia del mondo".
Basta questa semplice e misteriosa triade a catalizzare l’attenzione del lettore più esigente e appassionato di storia, archeologia e misteri - ma con ogni probabilità anche quella di un lettore "neofita" nel genere. Protagonista dell’ultimo imperdibile romanzo di Glenn Cooper, Le chiavi del cosmo (Nord, 2025, trad. di Barbara Ronca), è l’archeologo di fama David Birch, alle prese con la scoperta di un congegno di bronzo alquanto misterioso, su cui è incisa una mappa del mondo. Ad affiancarlo in un lungo viaggio di ricerca, che li porterà ad attraversare diverse terre - Turchia, Grecia, Inghilterra e Germania -, è Eleni Lillakis, astronoma studiosa della religione ellenistica, la quale da lungo tempo conserva, presso un rinomato istituto di Atene, ciò che resta di un meccanismo simile, oltre a essere depositaria di un segreto tramandato di generazione in generazione.
In questa intervista scopriamo da vicino ciò che lo scrittore statunitense ci ha svelato riguardo i retroscena che si celano dietro la realizzazione di un romanzo coinvolgente, che promette fin dall’inizio pagine ricche di suspense.
Ascolta, gli diceva una voce nella sua testa. Apri le orecchie. Apri il tuo cuore.
L’intervista a Glenn Cooper
- Partiamo subito da un’interessante dicotomia: ci sveli cosa l’attrae della storia e della scienza da una parte, e cosa la affascina della fede e del destino dall’altra. Riesce sempre a trovare un equilibrio, una sorta di compromesso tra questi due mondi opposti?
Ciò che trovo piuttosto interessante è proprio l’equilibrio tra fede e scienza. Ci sono compromessi in cui entrambi possono essere giusti? Uno esclude l’altro? Mi piace abbandonarmi a diversi quesiti e lasciare poi ai lettori la libertà di decidere autonomamente.
- In quale epoca storica o mitologica avrebbe desiderato vivere e perché?
L’Inghilterra elisabettiana. Al 100%. Voglio essere tra il pubblico - o meglio, dietro le quinte - alla prima rappresentazione pubblica di Macbeth al Globe Theatre.
- Cosa le infonde paura, inquietudine, da una parte, e cosa una sensazione di conforto, dall’altra, quando rivolge il pensiero al passato, al presente e al futuro?
La mia più grande paura è che il "pozzo" da cui da tempo mi nutro si possa prosciugare, rischiando così che finiscano le idee per nuovi libri. Finora, per fortuna, non è successo.
«A essere onesto, il passato m’interessa più del presente.»
«E il futuro?»
«Il futuro si sistema da sé.»
- In generale, nelle sue opere, di quali valori, ideali e competenze sono depositari e portatori i personaggi maschili rispetto a quelli femminili?
Sotto questo aspetto, posso affermare di essere evoluto. Inizialmente, i miei protagonisti erano prettamente uomini. Ho poi sperimentato qualcosa di nuovo con una protagonista femminile nel quarto romanzo, Il Marchio del Diavolo. Ora, nei miei libri con protagonista Cal Donovan, quest’ultimo ed Elisabetta sono, per così dire, "alla pari". E penso che da questo punto di vista i romanzi siano migliorati.
Recensione del libro
Il marchio del diavolo
di Glenn Cooper
- Quale stato d’animo l’accompagna durante la ricerca e documentazione che sta alla base di una sua opera, e quale sentimento invece predomina durante la stesura della stessa?
Inizialmente devo essere piuttosto entusiasta di un’idea da dedicarle almeno l’anno successivo della mia vita. Poi, devo fare una sorta di "tabella di marcia" dettagliata per il libro, perché non c’è niente di peggio per uno scrittore che lavorare per mesi rendendosi conto di sentirsi confuso, perso. Cerco di riservarmi potenti "scariche di adrenalina" trovando subito un grande finale. Per me, i finali sono la parte più importante del libro. È ciò che resta impresso nei lettori.
- Ci sveli la genesi del suo ultimo romanzo, Le chiavi del cosmo. Una storia complessa e affascinante nata da qualcosa che ha letto o ascoltato? Da un’intuizione o un ricordo? O da un semplice oggetto carico di significati?
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Situazione totalmente unica. Un giorno, mio figlio Shane mi si è presentato con un documento di ricerca di trenta pagine, contenente idee che rappresentavano l’essenza della trama del libro. Sapeva bene quanto fossi interessato alla questione destino versus libero arbitrio, e pensava di inquadrarla al meglio con la mitologia greca. Mi ha insegnato il "Meccanismo di Anticitera" e la città sotterranea di Derinkuyu. Come ho riportato nella mia dedica, mi ha consegnato la storia servendomela su un piatto d’argento.
Si pronuncia ’ghe’, significa Terra. Solo che questa mappa non raffigura la Terra come la conoscevano gli antichi greci. Ciò che sta guardando è qualcosa di impossibile.
- Addentrarsi in questa storia cosa le ha donato, lasciato di più o di diverso, rispetto ai suoi precedenti libri?
Ho conseguito la laurea triennale in archeologia, e per me è sempre un piacere poter scrivere un libro in cui l’archeologo raffigura una sorta di eroe. Alcune delle mie persone preferite al mondo sono state proprio archeologi. A mio avviso, costituiscono una razza a parte.
- Ora tocchiamo le corde dell’anima: esiste un aspetto storico oppure una suggestione legata al mistero o al fato che riesce a commuoverla davvero, a emozionarla particolarmente?
Molte cose, in realtà. Possiedo sul mio computer una cartella ricca di idee, che vanno dalla preistoria fino al presente. Quando mi sento pronto per un nuovo progetto, mi basta aprirla e vedere nell’immediato qual è l’idea che in quel momento mi fa pulsare maggiormente il sangue nelle vene.
- Ci dica il titolo di un romanzo da lei letto che avrebbe voluto scrivere, e il perché.
Le confido che la mia mente non funziona in questo modo. Ritengo che ogni scrittore sia unico. Nessuno può scrivere il libro di qualcun altro. E non sono mai invidioso del successo di un altro scrittore. Quando leggo qualcosa di grande, a cui personalmente non avrei mai potuto avvicinarmi, penso semplicemente: bravo.
- Esiste un’idea o un progetto in corso d’opera riguardo a un suo nuovo libro?
Il mio prossimo libro è ambientato in Italia e si intitola The Physician of Nineveh (titolo inglese). È un "romantico" viaggio nel tempo dedicato all’antica Assiria. Inoltre, c’è un nuovo libro su Cal Donovan. E dopo? Chissà...
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Intervista a Glenn Cooper, in libreria con “Le chiavi del cosmo”
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