Una sorta di malessere unito a rabbia spinge migliaia di ragazzi a ballare a Milano, in un ballo che ha qualcosa di pericoloso e tragico, e il protagonista Ivan Boscolo sarà dunque costretto ad andare alla ricerca della figlia Micol: questa la trama di E tutti danzarono, l’ultimo romanzo di Alessandro Bertante edito da La nave di Teseo nel 2025.
Abbiamo incontrato l’autore e gli abbiamo posto alcune domande.
Intervista ad Alessandro Bertante
- Per La nave di Teseo è uscito da poco “E tutti danzarono”, che a mio parere è il suo libro più bello. Si sarà dato una spiegazione, ammesso che sia dello stesso parere.
Sono molto soddisfatto di E tutti danzarono, credo sia il mio romanzo più maturo. Il protagonista ha molto di autobiografico e il contesto urbano realistico crea empatia con il lettore. Empatia che viene turbata quando la storia si colora di tinte inquietanti e arcane, inspiegabili prima di tutto per volere dell’autore.
- Cosa si aspetta dai giovani oggi, quelli reali, da 18 ai 25 anni? Leggeranno il suo romanzo?
Non credo. I giovani perlopiù leggono pochissimo. E lo so bene, in quanto professore universitario. L’oggetto libro è per loro alieno, ma la cosa non mi scandalizza e tantomeno mi stupisce. Basta salire su qualsiasi metropolitana per trovarsi di fronte a un’immagine che vent’anni fa sarebbe stata considerata distopica, ovvero centinaia di persone chine sullo smartphone che non alzano mai la testa. Giovani e meno giovani. Perché con uno strumento del genere a disposizione, un ragazzo dovrebbe trovare il tempo di fare la fatica di leggere un romanzo? Cerchiamo di essere onesti. E poi ci sono i social, il vero mezzo di controllo e indottrinamento politico degli ultimi due decenni.
- Donald Trump, Elon Musk e Vladimir Putin non fanno più paura di trecentomila ragazzi che ballano?
Trump è un fenomeno transitorio, è un uomo vecchio e non farà troppa strada, sebbene interpreti in modo scaltro e opportunistico le miserie dell’America profonda. Putin è la Russia e sbaglia chi crede che lo spirito russo sia molto diverso dal suo leader; sono centinaia di anni che la politica russa ha queste caratteristiche. I commentatori occidentali hanno detto una sequenza interminabile di stupidaggini cercando di interpretare la politica russa con i canoni culturali della democrazia liberale. Musk invece è un pericolo reale: un privato cittadino non può possedere satelliti che controllano la difesa e gli armamenti degli stati sovrani. Questa sì che è una distopia in atto.
- Lei dà dei nomi ai suoi personaggi che noi grandi anagraficamente conosciamo: Ivan, Alessio Slaviero. Perché?
Mi piace fare tornare nello sviluppo della trama i personaggi dei miei romanzi precedenti, mi dà un senso di continuità, un filo rosso che lega tutti i miei lavori.
- Questo ballare incessante da una parte e dall’altra molti giovani che compiono e fanno cose gravissime. È per questo motivo che per alcuni il libro è distopico?
La distopia alcuni commentatori l’hanno vista nell’atmosfera inquietante che si crea nella seconda parte del romanzo, quando Milano diventa una sorta di bolgia priva di senso. Io non spiego mai perché i ragazzi non smettono di ballare e questa cosa è terrorizzante. Come le macchie viola nel cielo di Nina dei lupi, un mio romanzo di qualche anno fa. L’arcano non va spiegato, deve rimanere insondabile e minaccioso.
- Ognuno ha il suo stile ma le sue parole sono perfette, anche di più visto il romanzo nella sua interezza. E ritornano le virgole e i punto e virgola là dove devono stare.
Stilisticamente, io lavoro a togliere. Curo molto il ritmo e quindi la punteggiatura diventa fondamentale. In questo lavoro poi credo che il testo sia molto pulito e quindi mi fa piacere che sia stato notato.
Recensione del libro
E tutti danzarono
di Alessandro Bertante
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Intervista ad Alessandro Bertante, in libreria con “E tutti danzarono”
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