Ildefonso Falcones a Pordenonelegge 2025. Credits: Foto di Gigi Cozzarin
Uno degli appuntamenti più attesi da 18 anni a questa parte a Pordenonelegge è la consegna del Premio Crédit Agricole “La storia in un romanzo”, un riconoscimento che celebra autori capaci di trasformare la storia in narrativa, unendo rigore e forza di racconto.
Quest’anno il Tallero d’argento di Maria Teresa d’Austria, simbolo di unità e convivenza pacifica tra i popoli, è stato consegnato a Ildefonso Falcones, lo scrittore catalano che con i suoi romanzi monumentali ha saputo conquistare milioni di lettori in tutto il mondo.
Un premio che nelle edizioni precedenti ha incoronato voci diversissime tra loro, da Umberto Eco a Ian McEwan, da Annie Ernaux a Javier Cercas fino ad Azar Nafisi, ma con un punto in comune: l’idea del romanzo. Un romanzo che non si limita a "raccontare", ma interpreta la Storia, restituendole forma e senso per il presente e suggerendo prospettive per il futuro.
La motivazione ufficiale, letta durante la cerimonia, lo ribadisce con chiarezza:
Ildefonso Falcones ha mostrato come la letteratura storica possa essere una chiave per capire il presente, intrecciando le vicende intime dei suoi protagonisti con le grandi trasformazioni sociali e politiche della Spagna.
Parole che contengono l’essenza stessa della sua opera: la Storia come palcoscenico, al centro della quale non stanno i potenti ma uomini e donne comuni, costretti a misurarsi con le fratture e le contraddizioni del loro tempo.
Ildefonso Falcones: opere e biografia
Classe 1959, Falcones è prima di tutto un avvocato civilista, professione che ancora oggi esercita. La sua vita sembra divisa in due: da un lato la toga e le aule di tribunale, dall’altro la pagina bianca. Ma le due anime comunicano: lo scrittore ha più volte ricordato che l’arte dell’argomentazione, il ritmo serrato delle cause, la capacità di sorprendere l’avversario con un colpo di scena hanno finito per nutrire anche il suo stile narrativo.
La genesi del suo primo romanzo ha quasi il sapore di una parabola. Racconta:
Il tribunale era vicino a una chiesa e tra una seduta e l’altra andavo lì a riposare la mente. Forse è in quel silenzio che è nata La cattedrale del mare.
Recensione del libro
La cattedrale del Mare
di Ildefonso Falcones
Un’origine che spiega perché i suoi libri abbiano spesso un’aura quasi biblica: architetture imponenti, simboli religiosi, il peso della fede e della superstizione. Ma non si tratta di spiritualismo: è piuttosto l’idea che i luoghi e le pietre conservino la memoria delle persone che li hanno abitati.
Falcones è uno scrittore di precisione estrema. Nulla nei suoi libri è lasciato al caso: documenti, cronache, registri, tutto viene vagliato con cura. Eppure a questa scrupolosità storica si aggiunge la capacità di orchestrare intrighi, di dosare rivelazioni e colpi di scena che "istigano" il lettore ad andare avanti, a divorare pagine come se si trovasse in un’aula di tribunale, dove la verità può rovesciarsi da un momento all’altro.
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Con La cattedrale del mare (romanzo del 2006 tradotto in oltre quaranta lingue), Falcones ha regalato ai lettori un affresco potente della Barcellona medievale, incentrato sulla costruzione della basilica di Santa Maria del Mar. Quel libro è stato l’inizio di un percorso che ha confermato lo scrittore come maestro del romanzo storico popolare. Sono seguiti La mano di Fatima, ambientato nell’Andalusia del XVI secolo, La regina scalza e Gli eredi della terra, seguiti da Il pittore di anime e Schiava della libertà.
Con il nuovo romanzo, In guerra e in amore (Longanesi, 2025), Falcones porta i suoi personaggi oltre la Catalogna e sceglie Napoli come teatro narrativo. Ha spiegato l’autore:
In quell’epoca La Catalogna era in pieno Medioevo, Napoli in pieno Rinascimento: ecco perché ho spostato la storia. [...] Non una città-cartolina, ma il "piacevole caos napoletano", era lo scenario ideale di passioni, tradimenti, intrighi politici.
Il protagonista è ancora Arnau Estanyol, conte di Navarcles, accompagnato dal fratellastro Gaspar e da una costellazione di figure femminili che determinano il ritmo del romanzo: Sofia, consigliera astuta; Marina, figliastra ribelle; Isabella, amore della maturità. Falcones intreccia le loro vicende con l’ombra dei conflitti di potere, mostrando come anche in un mondo dominato dagli uomini le donne fossero spesso il motore nascosto delle scelte decisive.
Recensione del libro
In guerra e in amore
di Ildefonso Falcones
Le caratteristiche del romanzo storico im Falcones
La centralità delle figure femminili è uno dei tratti più riconoscibili della scrittura di Falcones.
In una società brutale, dove le donne erano spesso invisibili o ridotte a ruoli marginali, Sofia, Marina e Isabella appaiono come personaggi autonomi, capaci di influenzare i destini di famiglie e regni.
Non è un caso: Falcones ha più volte sottolineato come il romanzo storico possa restituire voce a chi la storiografia ufficiale ha dimenticato. Così le sue donne non sono comprimarie, ma pilastri narrativi, strumenti attraverso cui raccontare resistenza, intelligenza e coraggio. È qui che il suo lavoro dialoga con il presente, ricordandoci che le figure "silenziose" della storia continuano a interrogare il nostro tempo.
Molti pensano che il romanzo storico sia una moda. Io credo che sia sempre esistito, un genere che non sparisce mai
ha dichiarato Falcones.
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Nei suoi libri, infatti, la storia non è mai polvere d’archivio: è corpo vivo e pulsante, terreno di conflitti e passioni. Il ritmo lento della narrazione è, per l’autore, un valore: consente al lettore di respirare il tempo lungo della Storia, di perdersi nei dettagli di usi e costumi, ma anche di ritrovare nel passato i nodi irrisolti del presente. Migrazioni, disuguaglianze, tensioni religiose: ciò che racconta nei suoi romanzi non appartiene solo a secoli lontani, ma parla al nostro tempo con una chiarezza inquietante.
Falcones sa unire la ricostruzione storica al gusto del colpo di scena. Abilità, forse, ereditata dalla sua esperienza legale. La sua è una scrittura che cattura e spinge alla lettura, che non rinuncia a interrogare il lettore (coinvolgendolo) sui dilemmi morali senza tempo: vendetta o perdono, onore o tradimento, fede o ragione.
Il riconoscimento di Pordenonelegge a Ildefonso Falcones non è solo un premio a un autore di successo internazionale, ma la conferma che il romanzo storico resta uno strumento di comprensione del presente.
Lo scrittore catalano rivendica la sua idea di narrativa: costruire ponti tra ieri e oggi, rivelare le radici lontane delle fratture contemporanee, restituire alla Storia quel volto umano che la polvere degli archivi spesso cancella. Perché alla fine è questo che fanno i grandi romanzi storici: non celebrano un passato perduto, ma interrogano il presente. E suggeriscono, forse, un futuro.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Premio Crédit Agricole “La storia in un romanzo” 2025 a Ildefonso Falcones
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