- Autore: Stefano Vitelli con Giuseppe Legato
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Piemme
- Anno di pubblicazione: 2026
Il ragionevole dubbio di Garlasco, edito a febbraio 2026 da Piemme, è un saggio sul caso di Garlasco, uno degli omicidi più inquietanti degli anni 2000, che ripercorre le indagini che hanno portato all’assoluzione di Alberto Stasi nel processo di primo grado. Gli autori sono il magistrato Stefano Vitelli, che fu il Gip del processo che si concluse con l’assoluzione, e Giuseppe Legato, giornalista di inchiesta, firma del quotidiano “La Stampa”.
Come quando corri in salita e ti viene subito il fiato corto. Ebbene, quando decidiamo di privare della libertà una persona innocente “fino a prova contraria” non ti dico che devi correre in discesa ma almeno in pianura… Certo non con la fatica di una corsa in salita.
Questa è l’impressione che l’allora Giudice Vitelli ha avuto nell’esaminare le prove a carico dell’imputato Stasi. C’era sempre qualcosa che avrebbe dovuto dimostrare senza ombra di dubbio che fosse lui il colpevole, ma allo stesso tempo non lo dimostrava, lasciando inequivocabilmente un ragionevole dubbio.
In questo libro vengono esaminati gli indizi e le prove, dimostrando che nessuna di essi è schiacciante, nessuna dimostra la sua innocenza, ma non dimostra neanche la sua colpevolezza. Ogni capitolo analizza una circostanza diversa, raccontandoci come il Gip sia arrivato alla conclusione della sentenza di primo grado. Ci fa ragionare raccontandoci aneddoti, ricordi, sensazioni che ha vissuto in quei giorni di indagine. Il grande clamore che ha circondato la vicenda, divenuta sin da subito un caso mediatico, giornalisti e televisioni sempre presenti, così da rendere difficile trovare una persona che non avesse mai sentito parlare dell’omicidio di Chiara Poggi. Il Giudice aveva bisogno di far ascoltare a qualcuno la telefonata di Alberto ai Carabinieri, subito dopo aver rinvenuto il corpo di Chiara. Lui l’aveva ascoltata più volte e aveva bisogno di un parere di una persona all’oscuro della vicenda per capire che impressione desse la voce dell’imputato durante la chiamata.
La telefonata l’abbiamo ascoltata tutti almeno una volta, in questi anni, tra telegiornali o programmi tv che hanno trattato il caso. Molti hanno trovato la voce del giovane Stasi troppo fredda. Vitelli si interroga se freddo può essere sinonimo di colpevole, perché per molti quella telefonata è stata come un’ammissione di colpa prima ancora dell’ufficializzazione dell’accusa. La stessa incertezza la abbiamo nell’analisi del computer, che avrebbe dovuto dimostrare l’inattendibilità del suo alibi, ma che dimostra che all’ora del delitto era a casa a lavorare alla sua tesi, aprendo una finestra temporale di ventitré minuti per compiere l’omicidio e rientrare nella sua abitazione, la bicicletta nera da donna vista dalla vicina, le scarpe che non sono sporche di sangue, il movente mai provato e, soprattutto, lo spostamento del corpo di Chiara fino alle scale dove è stato trovato, che compatibilmente con le tracce di sangue rinvenute fa supporre che gli aggressori fossero due. Non è facilmente dimostrabile, infatti, che una persona potesse spostare il corpo da sola. Tesi avvalorata dalle indiscrezioni che sono uscite dalla perizia della dott.ssa Cattaneo, depositata in procura nel mese di marzo e di cui ancora non si conoscono i dettagli.
Al di là dell’idea che ognuno di noi si è fatto del caso, colpevole o innocente che sia Stasi, questo libro è interessante per la metodica del ragionamento, del complesso e articolato pensiero critico che il magistrato Vitelli applica, dal suo metodo di indagine, alla ricerca del particolare e alla prova e controprova applicata. Non per niente nel prologo ci racconta della sua passione per la cultura orientale citando un libro in particolare, L’arte della guerra di Tzu Sun:
Il modo migliore per essere certi di vincere una guerra è assicurarsi la vittoria ancora prima di iniziare a combattere.
Precisando che la vittoria, per Stefano Vitelli, è non condannare un innocente.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il ragionevole dubbio di Garlasco
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