- Autore: Anselmo Madeddu
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788893418126
È una storia a tinte gialle. Un mistero alla Indiana Jones, dato lo sfondo archeologico e le trame oscure cui sottende. Cosa è davvero accaduto a Riace nel lontano anno di grazia 1972?
Gli anni Settanta sono appena all’inizio, la crisi del petrolio è alle porte, e per le strade si comincia a sparare come nei polizieschi all’italiana che di lì a poco spopoleranno nei cinema. Intanto Riace è un borgo calabrese affacciato sul mare, tutto sommato è al riparo dagli eventi eclatanti dell’Italia in bianco e nero di quegli anni. La sua storia più importante - la storia gialla a cui si è fatto cenno - sarà legata al rinvenimento subacqueo di due sculture in bronzo di provenienza greco-antica. Il loro stato di conservazione è presso che perfetto.
A Riace Marina è sfumato nell’afa un altro ferragosto, e il mistery dei guerrieri di bronzo è appena iniziato. Se fosse una storia inventata apposta per un romanzo, il suo primo capitolo potrebbe titolarsi “Interrogativi”. Tanti interrogativi. Senza risposta, progrediti in maniera esponenziale, e rimasti tali anche oggi. Come mai nessuna traccia della nave su cui sono affondate le sculture? E fino a che punto è plausibile l’ipotesi di un terzo bronzo mai rinvenuto? Come mai un archeologo alquanto conosciuto come Ross Holloway ci mette la faccia, avanzando l’ipotesi di un primo ritrovamento delle sculture in acque siciliane? (secondo questa tesi soltanto dopo i due guerrieri sarebbero stati nascosti nei fondali di Riace). Come si vede, tanti quesiti e una sola certezza: la storia dei due Bronzi resta ancora oggi uno degli enigmi archeologici più fitti della storia. Chi erano? Da dove provenivano? E come mai sono affondati a Riace, se davvero sono affondati a Riace?
È a partire da questi spunti da thriller archeologico che il saggista Anselmo Madeddu ( Il mistero dei guerrieri di Riace. L’ipotesi «siciliana», Algra Editore, 2025) intesse la sua inchiesta trasversale. All’abbrivio minuzioso di fonti storiche, risultati scientifici e dati archeologici, l’affresco indiziario induce, se non altro, a riflettere sul numero di elementi in concorso, e sulla concordanza fra dati che autorizzerebbero inediti “punti fermi” della ricerca. Il mistero dei guerrieri di Riace procede dunque come un giallo storico i cui elementi generatori risalirebbero alla lontana Sicilia dei Dinomenidi, a un’opera legata ai suoi ecisti, alla vittoria d’Imera (480 a.C.) e al sacco di Siracusa (212 a.C.). Nemmeno fosse un romanzo di Umberto Eco, la storiaccia di archeomafia conseguita all’occul(ta)to ritrovamento siciliano dei due bronzi è ovviamente successiva di secoli ed è quindi storia contemporanea. Della quale Madeddu peraltro non sottace. Il resto lo rimando alla lettura del saggio, nel rispetto del suo ottimo taglio investigativo, con uno sviluppo e un disvelamento finale cui è bene arrivare passo dopo passo.
Corroborato da un nutrito novero di opinioni e testimonianze (anche internazionali) sull’argomento, Il mistero dei guerrieri di Riace. L’ipotesi «siciliana» si presenta come un saggio-narrativo denso ma scorrevole: oltre 300 pagine (illustrate a colori) che filano via che è un piacere, e in maniera avvincente. Consigliato anche ai meno appassionati del genere.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il mistero dei guerrieri di Riace. L’ipotesi «siciliana»
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