Ho servito la regina di Francia
- Autore: Edoardo Pisani
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Marsilio
- Anno di pubblicazione: 2026
Titolo e copertina del volume edito da Marsilio (gennaio 2026) Ho servito la regina di Francia annunciano l’originalità del romanzo di Edoardo Pisani, un libro che parla di libri, di scrittori, di teoria della letteratura e di editoria, con attenzione particolare agli autori francesi.
L’io narrante si chiama Giorgio Mavi e lo incontriamo all’indomani della morte di sua madre; lei era stata la sua unica lettrice, dice Giorgio, scrittore di molti libri che nessuno legge, una serie di fiaschi editoriali e di nessuna vendita significativa. Ora, rimasto solo con un padre poliziotto in pensione che non si rassegna alla perdita della moglie e appare un po’ fuori di testa, ossessivamente incantato da film polizieschi che guarda alla televisione, rischia anche lui una seria depressione; non scrive più, legge solo l’ultimo libro rimasto sul comodino di sua madre, una vecchia edizione del David Copperfield di Dickens, fino a che un imprevisto invito a un raduno di compagni di classe, venti anni dopo il diploma, lo fa tornare al suo liceo.
Non sono bei ricordi, i suoi; a scuola era stato ferocemente bullizzato, non aveva mantenuto legami, tranne il ricordo nostalgico della professoressa di francese, la severa e brusca Passiotti, con cui condivideva la grande passione per la lettura e la devozione agli scrittori e ai poeti, soprattutto francesi, Rimbaud su tutti. La vecchia custode, che è ancora in servizio, gli rivela che la prof aveva subito, anni prima, una persecuzione a seguito di un improbabile scandalo a sfondo sessuale: aveva, si diceva, molestato un alunno, Mohammed, di pelle scura. Il giovane quattordicenne, spalleggiato da una famiglia di diplomatici potenti, aveva denunciato la prof, che non si era difesa, era stata allontanata e si era rifugiata in una casa di riposo per anziani, dove si erano manifestati sintomi di demenza senile. Giorgio decide di rintracciarla, per capire cosa fosse successo davvero all’anziana prof. Effettivamente la donna, invecchiata, mostra sintomi inequivocabili di perdita di rapporto con la realtà, ma quello che succede dopo non va raccontato, perché è davvero sorprendente.
Giorgio Savi riesce a farsi riconoscere, ma non solo. L’avventura che i tre personaggi, compreso il padre poliziotto nella sua logora divisa, vivranno a Parigi; è la parte più divertente, emozionante, intelligente di questo romanzo ironico, colto, profondamente umano, ricco di tante implicazioni e di un amore grande per la lettura e la scrittura. Il rapporto profondo tra Giorgio e sua madre, di cui in parte la prof Passiotti prenderà simbolicamente il posto indossandone gli abiti, e quello con il padre giocatore di scacchi, sempre in bilico tra consapevolezza e follia, sono al centro di questa bella storia d’amore per la letteratura con cui confrontarsi; la discussione sulla validità degli autori classici, di cui si riportano esilaranti dialoghi tra Giorgio e la prof, se sia meglio Flaubert o Stendhal, se Manzoni fosse simpatico umanamente, se Joyce o Proust, Henry James o Zola fossero da rileggere, se il migliore di tutti fosse Dickens, fanno parte di questo libro a tratti surreale, a tratti esilarante, a momenti triste, in altri ironico, grazie al linguaggio composito che Edoardo Pisani tiene insieme con abilità e leggerezza.
C’è sempre una vecchia pistola nello zaino del giovane Giorgio: il desiderio insano di farla finita, un po’ sul serio un po’ per scherzo, si affaccia continuamente per tenere i lettori sulla corda; il tema della morte, molto presente, si esplicita anche nelle visite alle tombe dei grandi della letteratura, di cui Parigi è piena.
Parlavo di originalità: è proprio vero, l’autore è riuscito a coinvolgermi e a stupirmi, a divertirmi e a farmi pensare a quanto la letteratura ci salvi, a quanto la scrittura sia terapeutica, a quanto resti un antidoto alla depressione che è un nemico incombente.
Ho servito la regina di Francia
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