Formichino
- Autore: Rino Rega
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Castelvecchi
- Anno di pubblicazione: 2025
Formichino. Racconto per ragazzi di ogni età (Castelvecchi, 2025., illustrazioni di Chiara Florio, prefazione di Massimo Recalcati) è l’opera di narrativa di esordio di Rino Rega, ex docente di liceo e autore di numerose recensioni e interventi di critica letteraria. Formichino è una favola per tutte le età che affronta con delicatezza e senso dell’umorismo la possibilità di uno sguardo “altro” sulla realtà.
In perfetta linea con una prospettiva di carrolliana memoria, Formichino incarna una visione “dal basso” della realtà, che non è soltanto una riduzione di scala, ma un vero e proprio mutamento percettivo. Come accade ad Alice dopo aver ingerito il fungo che la rende ora gigantesca ora minuscola, anche lo sguardo di Formichino altera i rapporti consueti tra sé e il mondo, aprendo a una conoscenza altra, laterale.
Formichino, dalla sua dimensione oggettivamente ridotta, affronta il mondo naturale, umani compresi, con coraggio e spirito di avventura, tenendo ben a mente i consigli di papà formicone, ma anche quei rimproveri interiorizzati che continuano a riecheggiare nella sua mente, segno di un’autorità affettiva ambivalente, protettiva e, al tempo stesso, limitante. Con il suo bagaglio di insicurezze e di curiosità, Formichino si configura come un eroe del quotidiano, impegnato in un viaggio che richiama il processo junghiano di individuazione: un percorso di separazione, integrazione e riconoscimento di sé. Affidandosi a una barchetta di fortuna dal nome evocativo di Speranza, si inoltra così nelle zone ignote del giardino.
Ricco di elementi simbolici, tra libellule e galline, giardini e frutteti, la favola di Rega si offre come una superficie narrativa limpida, semplice all’apparenza, tuttavia in controluce lavora un sistema simbolico denso e coerente. Rega dispiega sulla pagina elementi naturali e animali che non sono mai puramente decorativi: ogni elemento diviene un varco per Formichino, figura che può essere letta come un possibile alter ego dell’autore, attraverso cui osservare il mondo da una prospettiva diversa. La libellula, simbolo di libertà ma anche di fragilità, esiste solo nel movimento e ricorda a Formichino – e al lettore – che l’immobilità equivale a una rinuncia a se stessi. La gallina, al contrario, ignara dell’aiuto che fornisce all’impresa di Formichino, è una presenza domestica e rassicurante, quasi comica nei suoi movimenti automatici. Proprio questa inconsapevolezza, tuttavia, la rende un elemento inquietante: vive entro un perimetro che non mette mai in discussione, accettando un ritmo imposto senza interrogarsi. Il suo fugace passaggio finisce così per mostrare quanto l’abitudine possa sostituirsi al pensiero critico, e quanto la sicurezza rischi di trasformarsi in una forma di prigionia.
Infine il genius loci della favola: il giardino. Non un semplice luogo fisico, ma anche, come nello specchio di Alice, uno spazio psichico. Un luogo interiore, un giardino segreto dove memoria e desiderio convivono, il cui accesso alle zone più remote richiede il padroneggiare di strumenti esistenziali, necessari alla crescita. Come Formichino, così l’autore sembra rievocare memorie passate che si rispecchiano nell’infanzia dei due bambini cui è dedicata l’opera, Gioele ed Olivia. In una dimensione atemporale, l’autore ripercorre l’infanzia come spazio psichico a cui attingere in maniera ricorrente durante tutto l’arco dell’esistenza umana.
La forza dell’opera risiede proprio nella sua dimensione filosofico-esistenziale, che trova un’eco nell’analisi dello stesso Recalcati, illustre autore della prefazione a Formichino. Recalcati, in uno dei suoi saggi, rintraccia nel pensiero del filosofo francese Jean-Paul Sartre l’idea di un’infanzia come tempo originario, segnato da traumi ed esperienze fondative, capace di lasciare un’impronta indelebile sul processo di soggettivazione, in una prospettiva di matrice lacaniana.
In questo senso, Formichino sembra ripercorrere lo stesso itinerario: un ritorno narrativo a quell’origine psichica in cui si formano le prime coordinate dell’identità.
Formichino. Racconto per ragazzi di ogni età
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