La scoperta del sesso, per un ragazzo come Saba che ha imparato a odiare il padre dalla madre abbandonata durante la gravidanza, può essere un’esperienza ambivalente e sofferta: affascinante e respingente, negativa e seduttiva al tempo stesso. Lo dimostra la poesia Eros, dove il piacere provato da lui adolescente mentre ammira una ballerina sul palco viene inibito dal pensiero materno. Il che innesca un conflitto tra desiderio e senso di colpa.
Il componimento fa parte della quinta sezione del Canzoniere intitolata Cuor morituro, in cui vengono evocati i primi anni di vita presso la nutrice Peppa, una balia slovena, moglie di un macellaio, di religione cattolica, nella cui casa il poeta triestino, dopo il ritorno nella casa materna, riconobbe a posteriori il paradiso, la fase edenica della sua infanzia.
Eros in greco significa amore; ed è anche il termine della psicoanalisi freudiana a indicare le pulsioni sessuali. Saba considera i poeti "sacerdoti di Eros", a richiamare l’attenzione sulla centralità del tema in questo componimento formato da 16 endecasillabi seguiti da un settenario conclusivo.
“Eros”: testo della poesia
Sul breve palcoscenico una donna
fa, dopo il Cine, il suo numero.
Applausi, a scherno credo, ripetuti. In piedi,
dal loggione in un canto, un giovanetto,
mezzo spinto all’infuori, coi severi
occhi la guarda, che ogni tratto abbassa.
È fascino? È disgusto? È l’una e l’altra
cosa? Chi sa? Forse a sua madre pensa,
pensa se questo è l’amore. I lustrini,
sul gran corpo di lei, col gioco vario
delle luci l’abbagliano. E i severi
occhi riaperti, là più non li volge.
Solo ascolta la musica, leggera
musichetta da trivio, anche a me cara
talvolta, che per lui si è fatta, dentro
l’anima sua popolana ed altera,
una marcia guerriera.
“Eros”: parafrasi della poesia
In un locale da quattro soldi, dopo la proiezione di un film, una soubrette si esibisce sul palcoscenico. Gli applausi insistenti e fragorosi sembrano una presa in giro. Il poeta osserva un ragazzo (che è lo stesso Saba da ragazzo) mentre dal loggione si sporge verso il palco. Guarda la donna con occhi severi. Poi abbassa lo sguardo. È fascino? È disgusto? Oppure entrambi? Potrebbe pensare a sua madre e interrogarsi sulla natura dell’amore. A seguire, abbagliato dai lustrini dell’artista, non la guarda più. Si limita ad ascoltare la volgare musichetta in sottofondo che nella sua percezione si trasforma in una marcia militare.
“Eros”: analisi della poesia
Mostra tutti gli indicatori dell’ambiguità, la postura del giovane che da un lato tende verso l’oggetto del desiderio, dall’altro abbassa gli occhi per non guardarlo. Perché si comporta in questo modo? Da dove nasce il dissidio interiore?
In termini psicanalitici troviamo la risposta al v. 10, "Forse a sua madre pensa": associata a divieti e condanne morali, la mamma rappresenta per Saba il blocco di fronte all’eros, che crea un bivio tra piacere e colpa. Il ragazzo però non sceglie nel tentativo, inutile, di conciliare sessualità e repressione. È il meccanismo psichico che Freud chiama "formazione del compromesso", reso possibile dall’inconscio.
Ma, e qui arriviamo al punto, la precarietà di questa soluzione spinge l’adolescente a smettere di guardare e a trovare una compensazione simbolica nell’udito.
La musica militare che il ragazzo immagina mentre smette di guardare l’artista prende simbolicamente il posto dell’eros a cui rinuncia. Il simbolo è attinto da un vissuto personale che si contrappone alla legge repressiva materna e che corrisponde a una libera affermazione della propria identità sessuale maschile. La madre ha negato al figlio, tornato a vivere con lei, i giocattoli di guerra quali espressione di mascolinità. Per la donna (scottata dall’infelice vicenda matrimoniale) sono portatori di una minaccia; e oggi gli nega l’abbandono al piacere nell’eros insito nello spettacolo. Il ragazzo, resuscitando dentro di sé i giocattoli da guerra e trasformando la volgare musichetta in una marcia guerriera, tutela e riafferma le proprie pulsioni sessuali senza per questo disobbedire al divieto materno. Infatti non guarda lo spettacolo proibito.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Eros”, la poesia sulla libera affermazione dell’identità sessuale di Umberto Saba
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