Si sorride a denti stretti con questi scritti di Enrica Tesio, che hanno una maggioranza di buonsenso, ma poi ogni tanto si arrabbia e la scrittura si fa breve, ansiosa, zeppa di recriminazioni, come se fosse passato per caso un libro di Cioran, ma solo un rapido sfogliare di pagine.
La vita di una donna del nuovo millennio è pazzesca se non si rallenta la quotidianità: portare i bambini a scuola, stirare la camicia del marito, colazioni lasciate nell’acquaio, i compiti da portare in classe, perché è professoressa di inglese, uscire da scuola, fare la spesa, passare dall’amica per un thè, perché non la vede da un mese. Poi iniziare a cucinare per la sera, perché i figli sono in camera, a fare i compiti, si fa per dire, con due chat aperte su whatsapp. La cena è l’unico pasto fatto bene. Se il marito ha un minimo di decenza aiuta a caricare la lavapiatti, ma se c’è un dibattito politico guarda la televisione. Questa è la vita di molte mamme e la Tesio da questa premessa, arrangiata da chi scrive, ha pubblicato Cosa ne sanno i poeti (Bompiani, 2026).
Si vorrebbe scrivere di amore e di altre forme di felicità. Tesio scrive:
Erano la brutta copia di tante altre coppie distrutte nella trama banale del vivere, i finali si assomigliano tutti. Così tristi da non sapere più niente, perché l’incuria intontisce e, come la mancanza di ossigeno, annebbia la mente.
Capitoli zeppi di allitterazioni, di ripetizioni, l’autrice si diverte con la scrittura e noi con lei. Perché poi, uomini e donne, cercano l’amore in streaming, fra tutti i reality che vanno in onda ad ogni ora del giorno. Ci sono di tutti i tipi, di chi ha capito che l’orientamento sessuale non disturba e le dichiarazioni d’amore sono bisex, una donna può dire “mi sposi?” al proprio partner.
La vita di coppia spesso non funziona e Enrica Tesio si chiede cosa non va nelle nostre vite: divorzi, avvocati, spese per l’affidamento. Il tono della narrante si fa meno cinico e buffonesco. Infatti scrive:
Guardatevi da chi non sa intrattenere una conversazione futile. Una conversazione futile dice tutto: se uno è davvero intelligente, lo capisci da come parla del niente.
C’è più capacità metrica nella Tesio che in molti che si definiscono poeti. Leggerla fa bene alla mente e alla noia del vivere. E riusciamo a capire le nostre vite, chi ha la fortuna di vivere con leggerezza, chi ha la sventura della sconsideratezza, della malattia, della lentezza.
Bisognerebbe leggere Enrica Tesio, a prescindere dall’umore, gaio o opaco.
- Autore: Enrica Tesio
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Bompiani
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Cosa ne sanno i poeti
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