Bellissima Dea. Storia di Clara Calamai
- Autore: Maurizio Zaccaro
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Vallecchi
- Anno di pubblicazione: 2025
Un bellissimo sogno erotico è stata Clara Calamai; così la descrive Emanuela Martini nella prefazione al libro, dagli occhi a mandorla e il corpo snello e vibrante. Il romanzo di una signora che “scelse con il cuore e poi con lo stesso cuore se ne pentì”. Una grande diva italiana negli anni del fascismo e in quelli successivi della guerra; una donna indipendente e inquieta, libera e piena di passioni.
Bellissima Dea. Storia di Clara Calamai (Vallecchi, 2025) è l’ultimo lavoro letterario di Maurizio Zaccaro, regista, sceneggiatore e scrittore. Oltre numerosi film, ha diretto documentari e sceneggiati televisivi ottenendo prestigiosi riconoscimenti.
Ci sono voluti più di due anni per completare questo libro, scrive l’autore nella postfazione al libro, alternando la scrittura alla ricerca delle fonti, alla visione dei suoi innumerevoli film e soprattutto agli incontri con chi Clara Calamai l’ha conosciuta e frequentata per motivi familiari o professionali. Maurizio Zaccaro racconterà di Clara, la sua storia, da quando giovane fanciulla partì da Prato per Roma, fino agli anni novanta che la videro, elegante signora di un tempo, chiusa nella sua solitudine, ricevere gli amici più cari. Una diva indimenticabile con una grande passione per la recitazione, un simbolo eterno, la Greta Garbo italiana, amata negli anni più tragici della storia del Novecento. Una donna coraggiosa e tenace, dal fascino misterioso e conturbante, altera e a volte gelida, dallo sguardo orientale e dall’eleganza francese, che seppe ritirarsi negli anni Cinquanta, nel pieno del suo successo dalle scene, per amore e negli anni Settanta essere riscoperta da un giovane regista, Dario Argento.
La giovane Clara, figlia di un capostazione, andò via di casa dopo aver finto una gravidanza e tentato il suicidio, innamorata del segretario dei Fasci di Combattimento, conosciuto al ballo degli allievi. Allontanata dalle dicerie e dalla morbosità di paese, arrivò a Roma per lavorare nel cinema. Per la prima volta lontano dalla famiglia e da tutto, la sua vita sarebbe cambiata e ne era felice come non mai. Poi la sua prima audizione al Centro sperimentale di Cinematografia con il regista Blasetti e la conoscenza con giovani talentuosi pronti ad iniziare la loro carriera teatrale, gli indimenticabili Andrea Checchi e Arnoldo Foà, “che non aveva mai fatto molto caso al fatto di essere ebreo”. Alessandro Blasetti, uomo affascinante e colto, con un paio di baffetti alla Clark Gable, mussoliniano della prima ora poi ravvedutosi, al posto del colloquio le farà scattare fotografie con varie facce, arrabbiata, stupita, stanca. Clara venne scelta e in breve tempo le vennero riconosciuti meriti e successo.
Film struggenti e memorabili con Amedeo Nazzari, ricordando La cena delle Beffe, la più famosa scena del primo nudo italiano. Una scandalo senza precedenti voluto da Blasetti, che con indosso la casacca di Nazzari nel pronunciare “motore” alla troupe nascosta sui ponteggi, le strapperà il corsetto lasciandola a seno nudo. Era una scena forte e vera, sosterrà Clara, una scena onesta. E poi Ossessione, guidata dalla regia di Luchino Visconti del quale ne era inizialmente intimidita, dando inizio alla stagione del neorealismo, e l’incontro con Massimo Girotti, insieme al quale condividerà successi sorprendenti.
Nonostante la fama e la notorietà pubblica si sentiva una donna e un’attrice lontana dalle serate mondane “di cicisbei e cortigiani del Duce” in un Paese prostrato dalla guerra. Era sempre più un mondo che non le apparteneva, lontano dalle sue idee. E poi il suo grande amore, Leonardo Bonzi, il bel Gary Cooper, carismatico gigante che entrò nella sua vita con l’irruenza di un uragano; e successivamente, dopo il matrimonio, al massimo splendore del suo successo, la scelta di vivere lontano dalle luci di un mondo scintillante pieno di sogni e meraviglie che non le mancherà mai.
Bellissima Dea è il racconto intimo e autentico di una grande e indimenticabile interprete, della sua avventura nel cinema italiano da quando aveva lasciato la sua famiglia divenendo la protagonista di ben trentasette film, belli e brutti, che l’avevano resa una delle dive più amate del cinema italiano, e di quanto avesse consapevolezza di essere, nonostante tutto, una donna divisa tra la sua solitudine e la sua incurabile malinconia.
L’ho sempre presa sbagliata questa vita mia. Ho sempre pensato che non si può essere felici, con tutto questo dolore che si vede nel mondo.
Bellissima dea. Storia di Clara Calamai
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