Alchemised
- Autore: SenLin Yu
- Genere: Fantasy
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Rizzoli
- Anno di pubblicazione: 2025
Alchemised, edito a settembre 2025 da Rizzoli con la traduzione di Roberta Zuppet, è un dark fantasy autoconclusivo, nato da una fanfiction della coppia Dramione, Draco Malfoy e Hermione Granger, personaggi della saga di Harry Potter. SenLin Yu, l’autrice, è americana, con la passione per la fantascienza e il fantasy. Ha scritto diverse fanfict di successo e questa è la sua prima pubblicazione.
L’Alchimia è un’arte sublime, più della magia. Forse per questo il world building appare un po’ complesso. Ci troviamo a Paladia, cittadina sfarzosa e fiorente porto ricco di scambi commerciali. È governata dal Principato Lucien Holdfast, che è l’erede di Apollo, brutalmente assassinato da Kaine Ferron.
Gli Holdfast sono alchimisti, insigniti del titolo direttamente dal dio Sol, che ha donato loro l’arte di trasformare tutto in oro e di maneggiare il fuoco. Sono ricchi e potenti e regnano sulla città da un millennio. Il loro orgoglio, però, è la scuola di Alchimia, dove hanno studiato i più promettenti alchimisti, anche stranieri, concedendo ai più poveri una borsa di studio. Palladia è famosa anche per la produzione di Lumitio, un materiale raro e prezioso, perché amplifica la risonanza degli Alchimisti, fino a innescarla nei materiali che sono inerti, cioè privi di risonanza. Ogni Alchimista è più reattivo a un metallo, che è una dote che si trasmette dal sangue, per questo l’organizzazione politica è divisa in Gilde. La famiglia che ne è a capo è quella più potente nella lavorazione di quel metallo. I Ferron sono i padroni della gilda del ferro, e la loro magione, Spirefell, è stata costruita e arredata con questo elemento, a suggellare la loro supremazia.
In questo scenario subentra Morrough, negromante che possiede la vivimanzia, che sfocia nell’oscuro potere dell’animanzia, che arriva a trasferire l’anima in un corpo deceduto. Dopo vari esperimenti Morrough riesce a trovare il modo di donare l’immortalità al corpo, al prezzo, però, di impadronirsi dell’anima. Nascono così due fazioni, quella dei Non Morti, con a capo il Sommo Necromante, e la Fiamma Eterna, gruppo di resistenza che si contrappone all’avanzata dei negromanti, con a capo Lucien Holdfast.
Nella prima parte del libro, la resistenza è stata sconfitta. Nei laboratori di stasi, dove conservano i corpi per la trasmutazione (il processo di trasferimento dell’anima in un corpo nuovo) viene trovata Helena Marino, giovane guaritrice che ha fatto parte della Fiamma Eterna. Sul corpo di Helena ci sono le prove del suo coinvolgimento nell’organizzazione. Presenta, infatti, varie fratture, cicatrici profonde, ma è senza memoria e non ricorda quello che le è accaduto negli ultimi anni. Non ricorda neanche di essere stata catturata. Analizzando tramite la risonanza il suo cervello, si accorgono che la sua mente è stata riprogrammata per occultare dei ricordi, per proteggere segreti e piani della resistenza. I Non Morti pensano che lei sia una risorsa straordinaria per poter capire meglio che cosa è accaduto sul finire della guerra, ma soprattutto se ci sono membri superstiti da catturare.
Viene così trasferita dall’Alto Reeve, il generale dell’esercito di Morrough. Chi meglio di lui, potente e straordinario vivimante, può venire a capo di questo intricato mistero? C’è una strana attrazione e repulsione tra i due, ma capiremo meglio i meccanismi che si sono innescati nella seconda parte del libro.
La storia d’amore c’è, ma non è il classico enemies to lovers dei fantasy. I due protagonisti sono come i metalli, si attraggono perché opposti, ma si respingono perché simili.
In ogni periodo storico buio e complesso, la produzione fantasy ha un picco, come se gli autori del genere volessero metabolizzare il dolore e lo sconcerto di quello che vivono e vedono quotidianamente. In questo romanzo, infatti, troviamo vari riferimenti sia alla guerra in Ucraina sia a Gaza. I Non Morti colpiscono ospedali, avvalendosi di prove che lì ci siano le basi della resistenza, affamano la popolazione, non fanno entrare gli aiuti, parlano di nuovo ordine mondiale. E c’è tanto dolore e sofferenza.
“La guerra era un abisso che risucchiava ogni cosa, senza mai saziarsi. Pretendeva sempre di più. Un’altra vita. Altri spargimenti di sangue. Sii più bravo. Più intelligente. Più spietato. Più veloce. Più astuto. Accetta una seconda dose di dolore… Non era mai abbastanza.”
La scrittura dell’autrice, nonostante i temi trattati, è delicata ma comunque immersiva. Ha scelto di usare la terza persona, proprio per rendere il libro fruibile a tutti, mantenendo un distacco che l’io narrante non le avrebbe consentito. Non c’è la romanticizzazione della violenza, ma una presa di distanza da quello che accade, non perché non sia doloroso ma per consentire la lettura a un pubblico più ampio. Il dolore e i traumi sono presenti e i protagonisti soffrono, ma l’autrice non scende mai nella descrizione minuziosa della brutalità dell’evento in se stesso. Anche gli stessi protagonisti stanno male per le cose che sono costretti a fare; lo fanno perché ci sarebbero conseguenze maggiori e più crudeli se non eseguissero gli ordini.
Chi si aspetta di leggere un libro simile alla saga di Harry Potter rimarrà sicuramente deluso. È vero che nei personaggi possiamo trovare le caratteristiche dei protagonisti a cui siamo tanto affezionati, ma questo libro è andato ben oltre. Si sentono maggiormente le influenze di libri come Il Racconto dell’ancella di Margaret Atwood e Il Trono di Spade di George R. R. Martin. Consiglio di leggerlo, assolutamente, ma se avete qualche dubbio per gli argomenti trattati, alla fine del libro, l’autrice fa un elenco con tutte le avvertenze per la lettura.
Alchemised
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