Rizzoli edita Agro e dolce. Una vita in parole e immagini (2026, a cura di Paolo Di Paolo, fotografie a cura di Serafino Amato, pp. 256, 20,90 euro) di Dacia Maraini, scritto in occasione dei novant’anni dell’autrice. Il volume raccoglie un mix di memorie, immagini e sue riflessioni personali.
Dacia Maraini, celebre scrittrice, poetessa e saggista nata a Fiesole il 13 novembre 1936, ha redatto romanzi, racconti, opere teatrali, poesie, saggi e narrazioni autobiografiche tradotti in ventisette Paesi. Nel 1990 ha vinto il premio Campiello con La lunga vita di Marianna Ucrìa. Nel 1999 ha ottenuto il premio Strega con Buio e ha ricevuto il premio Campiello alla carriera nel 2012. Da 15 anni viene invitata ogni anno nei vari stati americani come visiting professor. Ha ricevuto sette lauree Honoris Causa, tre in America, una in Romania e tre in Italia.
“Agro e dolce. Una vita in parole e immagini”: contenuto del libro
La copertina del libro è una fotografia in bianco e nero, dove lo sguardo di una giovane Dacia sembra osservare la vita con curiosità e intelligenza. A novant’anni Dacia conserva ancora quello stesso sguardo, pronta ad andare incontro alle persone con empatia, gentilezza e cortesia. È uno sguardo che ha conosciuto grandi gioie e grandi dolori.
La vita per lei è stata un po’ agra e un po’ dolce. Un’esistenza fatta di incontri importanti con i personaggi dei suoi romanzi e con personaggi illustri del calibro di Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini e Maria Callas, spesso suoi compagni di viaggio. Grandi viaggiatori sono stati anche i genitori, la pittrice Topazia Alliata e l’antropologo Fosco Maraini.
Il libro ripercorre l’intera vita e la straordinaria carriera della scrittrice attraverso un intreccio di testi con un ampio apparato iconografico e fotografie (in parte inedite), tra cui autoritratti, scatti di amici, viaggi e momenti di vita privata, specchio di un’esistenza vissuta intensamente. È un omaggio che la Rizzoli offre alla scrittrice in occasione di un compleanno importante che la stessa Dacia ha tenuto a sottolineare che non festeggerà. Forse quel giorno presenterà il volume oppure scriverà un articolo per un quotidiano, perché il suo impegno civile è stato un pilastro della sua vita. Lo stesso dicasi per la sua attenzione costante verso l’universo femminile. La scrittura e il viaggiare sono le sue grandi passioni. “Io vado” è il motto di Dacia da sempre sedotta dall’altrove. Quindi il viaggio come destino.
Io sono nata viaggiando. Ho saputo solo più tardi, da grande, che il viaggio era un male di famiglia
scrive ricordando la sua infanzia segnata dagli spostamenti e dal viaggio a Tokyo intrapreso ad appena un anno.
Le giornate di Dacia Maraini, da decenni, ruotano intorno a quell’impegno mite e ostinato che è la scrittura. Un’attività che richiede, a differenza di ciò che spesso si tende a credere, disciplina. Non può passare giorno senza sedersi alla scrivania e mettere in sequenza parole e frasi. Costruire una storia, vederla crescere, dopo averne accolto i personaggi. Li ascolta, offre loro un tè o un caffè, lascia che piantino le tende nella sua immaginazione. Dacia appartiene a quella categoria di scrittori e scrittrici che non si affidano al caso e a quella che romanticamente chiamiamo ispirazione: scrivere è per lei una passione, ma è anche e soprattutto un lavoro. Occorrono tempo, pazienza, concentrazione, dedizione.
Non ci sono regole, però a volte cominciare dalla osservazione minuta della realtà che ci circonda è il modo migliore per entrare in una narrazione, muovendoci fra cose concrete e visibili.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Agro e dolce. Una vita in parole e immagini”: l’omaggio di Rizzoli per i novant’anni di Dacia Maraini
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