- Autore: Riccardo Gazzaniga
- Genere: Sport
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Rizzoli
- Anno di pubblicazione: 2018
- ISBN: 9788817142519
Non è solo un libro di sport, quello di Riccardo Gazzaniga; è un altare laico eretto alle fragilità, alle disobbedienze, alle battaglie combattute col corpo e con il cuore. Abbiamo toccato le stelle (Rizzoli, 2018) non urla ma pesa, come una medaglia vissuta più che vinta, come un nome inciso non sull’oro ma nella memoria di chi si è rialzato.
Riccardo Gazzaniga raccoglie voci che il tempo avrebbe potuto spazzare via come coriandoli bagnati, e invece le ricuce una a una come tessere lucide di un mosaico che ha il colore del coraggio. Storie che grondano sudore e silenzi, che camminano ai bordi delle piste e non temono lo scarto, l’esilio, la squalifica. Non serve conoscere gli sport per sentirle scorrere sotto pelle: basta avere avuto un sogno che nessuno voleva guardare, una verità troppo scomoda per essere detta in ginocchio. Ogni racconto è un piccolo campo di battaglia, ogni protagonista un corpo che non chiede permesso. C’è chi corre per sfuggire alla segregazione, chi gioca per ribaltare stereotipi, chi vince senza poter esultare. E la grandezza non è mai il podio, ma il gesto che lo precede, la scelta che lo nega, il silenzio che lo sfida. La scrittura di Gazzaniga è precisa ma non asettica, attraversata da una passione che non cede alla retorica: è come un telecronista delle anime, racconta i secondi che nessuno ha visto, gli occhi prima del lancio, la paura che precede l’applauso. E soprattutto racconta corpi. Corpi neri, corpi di donne, corpi queer, corpi marchiati dalla storia eppure così vivi da esplodere in ogni pagina.
Gazzaniga ci prende per mano e ci porta dove lo sport si fa gesto politico, carne viva, possibilità estrema. Ogni capitolo è una soglia, un rito di passaggio, una fenditura nella normalità. Ci sono voci che tremano e altre che ringhiano, vite che sfidano il sistema con la sola esistenza. Non ci sono eroi, ci sono persone che sbagliano, cadono, disobbediscono, amano. Il vero podio, quello su cui salgono queste storie, non è fatto di metallo ma di memoria. Lì sopra non c’è solo l’orgoglio di aver vinto: c’è il diritto di esserci stati, di aver lasciato un segno, anche piccolo, anche marginale. Perché in queste pagine non conta il record, conta il gesto che spezza il silenzio. L’atleta che corre senza una gamba, la nuotatrice che rompe l’ossessione del corpo perfetto, il pugile che trova nella rabbia un riscatto, la ragazza che sfida la guerra per giocare. In ognuno di loro c’è un gesto irripetibile, un atto di resistenza, un amore viscerale per qualcosa che supera lo sport e si fa grido, storia, testimonianza.
E quando Gazzaniga scrive, si sente che ascolta. Non impone, non sovrascrive: lascia spazio, accompagna, rende visibile. Si ha la sensazione che la pagina trattenga il respiro, che ogni parola porti la polvere dei campi, il sapore del sangue, la forza della pelle che resiste. Abbiamo toccato le stelle è un libro che non parla solo a chi ama l’atletica o le Olimpiadi: parla a chi ha provato a trasformare il proprio limite in possibilità, a chi ha capito che il gesto più rivoluzionario può essere un salto, un abbraccio, una rinuncia. È un libro che ci riguarda, anche se non abbiamo mai corso, lanciato, lottato davvero: perché ciascuna di queste storie ci somiglia nella parte più fragile, e proprio lì ci chiede di resistere.
E allora si comprende che la vera stella non è solo quella toccata con le mani, ma quella che si accende negli occhi quando si trova il proprio posto, anche se non è previsto. Il cielo di queste storie non è inarrivabile: si abbassa fino a sfiorarci, come una mano tesa, come una promessa. E non importa se si cade, se si viene cancellati, se la folla non applaude. Importa che si è esistiti. E che qualcuno, come Gazzaniga, abbia avuto il coraggio e la grazia di raccontarlo.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Abbiamo toccato le stelle
Lascia il tuo commento