- Autori: Marika Campeti, Claudia Myriam Cocuzza e Paolo Di Orazio (a cura di)
- Genere: Raccolte di racconti
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
Si può rubare l’anima al diavolo? Frantumarla in mille pezzi per poi ricomporla in un malefico puzzle di cui, a mano a mano che si procede nella lettura, è possibile ricomporre – con disgusto misto a cinica ammirazione, con fastidio misto a insopprimibile voluttà – un quadro d’insieme?
Marika Campeti, Claudia Myriam Cocuzza e Paolo Di Orazio, i curatori dell’antologia 666 racconti del terrore (Delos Digital, 2026), ci sono riusciti, chiamando a raccolta seicentosessantasei autori molto diversi tra loro, alcuni perfino bambini (a cui è stata dedicata un’apposita sezione) che avevano in comune solo il gusto di raccogliere la sfida di raccontare il Male condensandolo in seicentosessantasei caratteri, scolpire con parole meticolose, frasi nette e taglienti, immagini folgoranti ed evocative simili a perversi haiku, le innumerevoli sfaccettature che di esso il numero della Bestia suggerisce, propone, insinua. Bisognava essere rapidi, riassumere furtivi in pochissime battute le suggestioni vaste come oceani, burrascose come un cielo in procinto di riversare sul mondo tutta la sua potenza flagellatrice, ma forse la vera sfida consisteva nel riuscire a raccontare tutto questo con originalità pur senza uscire dagli schemi che gli amanti del genere si aspettano di trovare nelle storie a cui l’ebbrezza del sadismo (o del masochismo) li condanna piacevolmente.
Qui c’è tutto: tombe vuote, denti aguzzi, coltelli insanguinati, ombre minacciose nella semi oscurità, morti inspiegabili, spettri del passato venuti a sottrarre il presente o a guastare il futuro, demoni sotto mentite spoglie, sordidi sorrisi, urla spaventose, incubi spietati, afflati putrescenti. Tutto il campionario di cui il genere horror dispone è equamente rappresentato. Ma nondimeno, in certi guizzi di pura e macabra poesia, in certi accenni di trame che lasciano intuire finali inesorabili, nella scelta di certi aggettivi, di certi accostamenti sorprendenti e inediti, di certe sapide parabole narrative, è possibile scorgere dimensioni nuove, spunti insoliti da cui osservare non visti il dispiegarsi delle tenebre che avvolgono, improvvise e inaspettate come eclissi mai annunciate, esistenze apparentemente felici e al sicuro.
Ché il diavolo, comunque ce lo vogliamo rappresentare, è sempre disponibile a irrompere nella quotidianità assumendo forme fra le più disparate: la pistola di un malvivente, una malattia che non lascia scampo, un incidente rocambolesco e fatale, un momento di follia.
Convivere con le nostre paure non è facile, e forse lo scopo di (micro)storie come quelle contenute in questa raccolta è di aiutarci vederle con il disincanto che soltanto la magia dell’opera di fantasia consente. Perché se il vero terrore si cela da sempre dentro di noi, se è una Bestia acquattata nel buio delle nostre inquietudini e delle nostre paranoie, vere o presunte, una Bestia che attende il momento propizio per uscire allo scoperto e impossessarsi dei nostri pensieri per non lasciarli più andare, l’unico antidoto a nostra disposizione è riuscire a intravederla là dove si nasconde per stanarla prima che sia troppo tardi e renderla inoffensiva assumendola a piccole dosi, piccole dosi omeopatiche di orrido sbigottimento.
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Un libro perfetto per...
Per gli amanti del genere horror e per tutti quelli che vogliono stanare le paure che si nascondono dentro di noi con una terapia a piccole dosi.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: 666 racconti del terrore
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