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Carlo Lorenzini, noto con lo pseudonimo di Carlo Collodi, nacque a Firenze il 24 novembre 1826: quest’anno quindi ricorre il bicentenario della nascita dell’autore di Pinocchio e la Bologna Children’s Book Fair (Fiera del libro per bambini/ragazzi di Bologna) lo celebra con la mostra “Eccellenze italiane: i vestiti nuovi di Pinocchio” (dal 13 al 16 aprile) e una serie di incontri, tra cui uno con Alessandro Barbero dal titolo “Da Pinocchio a Cuore”.
L’autrice e curatrice del Meridiano Mondadori dedicato a Collodi, la critica italianista Daniela Marcheschi, ha spiegato a La Lettura:
“La mostra è l’occasione per restituire la complessità utopica di Pinocchio, a dispetto delle letture conservatrici che ne sono state fatte”.
La studiosa afferma che in epoca fascista il personaggio Pinocchio fu piegato a modello di disciplina e conformismo, con il burattino divenuto bambino, un italiano disciplinato, il Pinocchio balilla. Secondo Marcheschi bisogna non cadere nel fraintendimento di chi ha visto in Pinocchio il tradimento delle spinte rinnovatrici del Risorgimento. Lo stesso Collodi sembrava dire ai suoi lettori: se vuoi diventare un uomo non tradire mai il burattino che sei stato, l’infanzia che è in te, mantieni questa visione bella.
Quante versioni conosciamo di Pinocchio? Quella buonista di Walt Disney, quella seria e dolente di Luigi Comencini, quella divertente ed istrionica di Roberto Benigni, se pensiamo solo al cinema. Ma ci sono decine di libri per ragazzi, illustrati da artisti di ogni paese, che raccontano il loro Pinocchio, Lorenzo Mattotti, Alessandro Sanna, Massimo Pastore, Attilio Cassinelli, Helen Bryant, Bruno de Almeida.
Nell’ultimo anno di scuola superiore fanno parte dei programmi di italiano i due autori per ragazzi dell’800: Collodi e De Amicis. Ricordo, negli anni di insegnamento, che gli studenti non avevano letto Cuore e nemmeno Le avventure di Pinocchio: forse ricordavano del burattino dal naso lungo solo il cartone disneyano. Eppure Pinocchio è un vero capolavoro, letto poco perché considerato “noioso”: forse, a riprenderlo in mano oggi, un libro troppo complesso, dalle tante sfaccettature, troppo lontano da un immaginario contemporaneo troppo veloce e schematico. Ma far riflettere i piccoli lettori sul rapporto profondo tra padre e figlio, riscoprire Geppetto, analizzare il Gatto e la Volpe, spiegare il valore degli zecchini d’oro, guardare la enorme balena che ingoia e restituisce, forse è ancora una lezione interessante.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: I 200 anni di Carlo Collodi alla Bologna Children’s Book Fair: perché leggere ancora Pinocchio
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