Vincenzo Cuoco è stato uno scrittore, storico, giurista, economista e filosofo, nonché uno degli intellettuali italiani di spicco fra tutti quelli vissuti a cavallo tra XVIII e XIX secolo.
Molisano di famiglia borghese, Cuoco trascorse gran parte della vita a Napoli, dove si lasciò coinvolgere dagli avvenimenti politici che riguardarono la città, senza che ciò lo distogliesse più di tanto dalle passioni culturali che lo accompagnarono per l’intera sua l’esistenza.
In occasione dell’anniversario della nascita, avvenuta il 1° Ottobre del 1770, vediamone insieme biografia e opere.
Vincenzo Cuoco: biografia dell’intellettuale
Figlio dell’avvocato e studioso di economia Michelangelo e di Colomba de Marinis, Vincenzo Cuoco vide la luce il 1° Ottobre del 1770 a Civitacampomarano, un borgo piccolo ma intellettualmente vivace oggi in provincia di Campobasso.
La vita del giovane imboccò la strada che poi percorse sino alla fine nel 1787, quando, soprattutto per desiderio dei familiari, si trasferì a Napoli per studiare Giurisprudenza. In realtà non era quella la sua naturale inclinazione e Cuoco non terminò il corso, tuttavia nell’ambiente partenopeo trovò terreno fertile per coltivare i suoi veri interessi, ovvero la filosofia, la letteratura, l’economia e la politica.
Nel 1799 Cuoco partecipò attivamente alla costituzione della Repubblica napoletana, per la quale ricoprì incarichi di spessore, ma quando essa capitolò e i Borbone rientrarono, fu costretto all’esilio prima a Parigi e poi a Milano; qui, nel 1801, pubblicò la prima edizione del Saggio storico sulla Rivoluzione napoletana del 1799, considerato il suo capolavoro.
Cuoco poté tornare nel Regno di Napoli durante la reggenza di Giuseppe Bonaparte e poi di Gioacchino Murat, per i quali svolse importanti funzioni pubbliche, tra cui quella di Direttore del Tesoro.
Scrittore prolifico e mente brillante, l’attività di Cuoco subì un significativo ridimensionamento a partire dal 1816, quando iniziarono a manifestarsi in lui inequivocabili segni di follia che lo indussero, fra l’altro, a distruggere gran parte dei suoi manoscritti. Morì a Napoli il 14 Dicembre del 1823, afflitto dai postumi di una caduta che gli aveva causato la frattura del femore.
“Saggio storico sulla Rivoluzione napoletana del 1799”: il capolavoro di Cuoco
La critica concorda nel ritenere il Saggio storico sulla Rivoluzione napoletana del 1799 il capolavoro di Vincenzo Cuoco. Composta durante l’esilio parigino, l’opera venne pubblicata per la prima volta a Milano nel 1801 in forma anonima.
Il testo è, in sostanza, un puntuale e rigoroso commento critico degli avvenimenti succedutesi a Napoli a partire dalla fuga del re Ferdinando di Borbone nel Dicembre del 1798 sino alla fine dell’esperimento repubblicano, compreso lo strascico di ritorsioni e vendette che ne seguì. La grandezza del saggio risiede nella scelta di restituire al lettore un’esposizione di idee piuttosto che di meri fatti.
La rivoluzione napoletana viene inquadrata nel più ampio e generale contesto europeo e largo spazio trova la rievocazione delle generose illusioni e dell’eroismo dei patrioti partenopei, idealisti fino al sacrificio. La tesi centrale di Cuoco si fonda sulla presunta astrattezza dottrinaria dei repubblicani, ereditata e ripresa dai francesi ma a suo avviso destinata al fallimento in un contesto sociale completamente diverso da quello d’Oltralpe. Secondo lo scrittore i popoli si muovono e si sollevano spinti dal bisogno e non dalle ideologie, pertanto era impensabile che potesse avere successo l’applicazione del regime e della costituzione della Francia in un ambito del tutto diverso per tradizioni, storia, costumi, struttura economica e politica. Cuoco definisce la loro una rivoluzione passiva, importata dall’esterno e lontana dalle esigenze concrete della nazione.
Aveva ragione? In effetti la rivoluzione napoletana aveva fallito nel tentativo di far leva sulle masse, che in gran parte l’avevano addirittura avversata favorendo la reazione, tuttavia lo scrittore non tiene conto che i principi della Rivoluzione Francese si erano diffusi
proprio per il loro carattere di universalità e che una rivoluzione non deve tanto fondarsi sull’esistente, ma creare una realtà nuova, per iniziativa di pochi, che solo in seguito diventa coscienza comune.
(Pazzaglia)
Un altro indiscutibile punto di forza del Saggio sta nella constatazione di un’Italia spaccata a metà, quasi si trattasse di due Stati distinti, uno rappresentato dalla minoranza intellettuale e progressista di stampo europeista, l’altro dalle masse arretrate, tenute per secoli nell’ignoranza e nella miseria. Sarà questa, come è noto, una questione cruciale del nostro Risorgimento e oltre.
Nonostante le forti critiche che pure si attirò, il Saggio conobbe un successo immediato, tanto che l’autore ne dette alle stampe una nuova versione ampliata nel 1806. Del resto, pur con qualche limite ideologico, l’opera risulta criticamente acuta e moderna nell’impostazione, oltre che valida sotto l’aspetto strettamente letterario: priva di enfasi e inutili espedienti retorici, essa si avvale di una struttura dinamica lungo la quale si snoda un linguaggio scarno ed essenziale, ideale per manifestare l’impegno intellettuale e morale attraverso cui l’autore sperava di giovare alla rinascita del Paese.
Le altre opere di Cuoco
Vincenzo Cuoco, costantemente mosso da una molteplicità di interessi non comune, lavorò a numerosi scritti di carattere filosofico, letterario, storico, giuridico ed economico ma, come anticipato, lui stesso ne distrusse buona parte in uno dei tanti crolli nervosi che ne minarono la salute mentale negli ultimi anni.
Oltre al già citato e importantissimo Saggio sulla Rivoluzione napoletana del 1799, le uniche opere portate a termine e giunte fino a noi sono Platone in Italia e Viaggio in Molise.
Nel 1806 Cuoco pubblicò Platone in Italia, un fantasioso ed originale romanzo storico in forma epistolare che finse di aver tradotto dal greco. Inizialmente diviso in tre volumi poi ridotti a due, dal punto di vista prettamente letterario esso non regge il confronto con il Saggio, decisamente migliore nello stile, ma è importante sotto l’aspetto ideologico, in quanto, affermando la supremazia culturale dell’Italia rispetto agli altri Paesi europei, di fatto inaugurò quella corrente letteraria imperniata sull’orgoglio nazionale che furoreggiò nella prima metà dell’800 e che vide, fra i suoi massimi esponenti, Vincenzo Gioberti, autore de Del primato morale e civile degli italiani.
La trama del romanzo di Cuoco ha come protagonista il giovane Cleobolo, discepolo di Platone, che intraprende un viaggio nella Magna Grecia in compagnia del suo maestro. La visita costituisce il punto di partenza per l’esaltazione della civiltà italica, secondo l’autore più antica di quella ellenica: il nostro Meridione attesta il culmine raggiunto da quei popoli in ogni campo, dalle arti alle scienze.
Nel Platone in Italia, così come in altre opere del molisano, è evidente e fortemente impresso l’influsso del De antiquissima Italorum sapientia di Giambattista Vico.
Anche se visse soprattutto a Napoli, Cuoco restò sempre legato al natio Molise e mantenne stretti rapporti con i parenti della sua terra d’origine, a cominciare dalla illustre famiglia Pepe. Viaggio in Molise è la relazione ufficiale dell’attività di presidente del Consiglio provinciale che l’intellettuale sostenne alla fine del 1810 o all’inizio del 1811. Si tratta di un resoconto accurato, ben circostanziato e ricco di acute osservazioni su diversi aspetti della "Provincia di Molise", positivi e non.
Si spazia dalla piaga del brigantaggio alla "confinazione e divisione dei circondari", dall’esattezza del pagamento della fondiaria alla constatazione della necessità di creare una rete più articolata di strade e di ponti in grado di favorire gli scambi commerciali e trarre la regione fuori dall’isolamento in cui si trovava e che non le permetteva di sfruttare al meglio le proprie risorse.
Lo scritto è un’ulteriore testimonianza della profonda preparazione di Cuoco sugli argomenti trattati, nonché dell’occhio moderno con cui sapeva osservare e affrontare alcune delle questioni più complicate e dirimenti del suo tempo.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Vincenzo Cuoco: vita e opere del cronista della Rivoluzione Napoletana
Lascia il tuo commento